25
Set
09

Instabilità

Iniziamo con un fatto: mentre moltissimi enti locali, come la Regione Sicilia e la Regione Calabria, stabilizzano, i 400 precari dell’INGV, dopo oltre un anno di mobilitazione e mille promesse, sono ancora precari.

La politica è sorda. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca non risponde. Il Governo non si assume responsabilità. Il parlamento non delibera. …e l’INGV affonda.

Da settembre 2008 seguiamo con crescente apprensione e rabbia le alterne vicende della legislazione sulla stabilizzazione dei precari degli Enti Pubblici di cui come dipendenti di un EPR (Ente Pubblico di Ricerca) facciamo parte.
Ricordiamo che l’INGV, l’istituto che in Italia sorveglia (h24) e fa ricerca sui fenomeni sismici e vulcanici, è uno dei più importanti enti di geofisica del panorama mondiale. Queste attività sono svolte da circa 1000 dipendenti (fra ricercatori, tecnici e amministrativi) di cui circa 400 sono tutt’ora precari.
A differenza di altri EPR, l’INGV ha, da anni, una dotazione organica di circa 600 posti, largamente inferiore a quanto necessario per svolgere i propri compiti di ricerca e protezione civile che al momento sono garantiti anche dall’apporto dei precari.
L’INGV però non poteva e non può ancora stabilizzare, ma nemmeno fare concorsi, perché ha una dotazione organica insufficiente.

La dotazione organica può essere aumentata solo con un provvedimento parlamentare. Per questo abbiamo chiesto ripetutamente al Governo di farsi carico e risolvere la nostra situazione. Ben quattro volte (a partire dal 30 novembre 2008) il governo è stato messo alle strette dal parlamento, che lo ha impegnato, tramite ordini del giorno spesso bipartisan, a risolvere la questione INGV.

Con l’emergenza aquilana, come spiegato da un banner che compare sopra ogni mappa di evento sismico e che è stato letto da decine di migliaia di persone da tutto il mondo, abbiamo agito con senso del dovere e responsabilità verso la popolazione colpita dal sisma. I primi a partire per L’Aquila, la notte del 6 aprile, sono stati lavoratori precari dell’INGV e non certo per curiosità. Precario, all’INGV, non è sinonimo di giovane inesperto alla prime armi; in molti casi vuol dire ricercatore di fama internazionale, con competenze acquisite in Italia e all’estero. Un professionista in grado di analizzare un fenomeno complesso e pericoloso come è il terremoto.
Mai abbiamo pensato di legare le sorti del nostro futuro alla gestione di una crisi e al dolore delle persone. La mole di lavoro, il supporto alle squadre sul campo, la raccolta e l’analisi di dati, le campagne di informazione, le infinite ore di straordinario ne sono la testimonianza.

I lavoratori dell’INGV hanno anche dovuto subire vigliacchi attacchi mediatici (l’esempio più eclatante è un vergognoso articolo comparso su “Libero” il 24 aprile di quest’anno), senza avere la possibilità di replica. Né ha giovato l’atmosfera di generalizzato e superficiale odio che si  respira da un anno nei confronti della pubblica amministrazione.

Le gratificazioni e, sembra paradossale, gli incoraggiamenti nella mobilitazione sono venuti invece proprio dalla gente che il terremoto l’ha subìto. Non si tratta di coincidenze. Con loro ci siamo confrontati, per le strade de L’Aquila e nelle piazze di Roma. Abbiamo bypassato giornali e televisioni, abbiamo spiegato chi siamo e cosa facciamo. Da loro abbiamo avuto il massimo rispetto, a loro abbiamo dedicato il massimo delle nostre capacità tecniche e scientifiche.

Adesso, ultimo atto, il 3 agosto 2009 è stato convertito in legge il cosiddetto “Decreto Anti-Crisi” che ora si chiama Legge 3 agosto 2009, n. 102. L’articolo 17  comma 10 -18 Gli articoli dal 10 al 18 narra di come i precari della pubblica amministrazione possano essere assunti ma dietro una serie di condizioni e che comunque il tutto dovrà finire entro il 2012. Gli enti locali (comuni, province e regioni) hanno, sembra, tutte le condizioni per procedere alle stabilizzazioni e pertanto lo fanno, come stiamo dimostrando post dopo post. Gli Enti di ricerca che hanno la dotazione organica sufficientemente libera e i soldi possono procedere. L’INGV no. Come detto, il governo, nonostante gli impegni presi più e più volte, non ci ritiene evidentemente di alcuna importanza e quindi non si è impegnato a scrivere una riga (“la dotazione organica dell’INGV è stabilita in …, è autorizzato a … ecc”) in nessuno dei provvedimenti passati per il parlamento, complici i voti di fiducia imposti.
Inoltre, siccome noi siamo un ente giovane (pochi pensionabili e molti “giovani”) non abbiamo nemmeno il turn-over. Dunque l’intero Decreto Anti-Crisi è per noi una beffa.
Speriamo che il parlamento sia ancora in grado di fare delle valutazioni adeguate e che il governo rispetti gli impegni e si assuma le proprie responsabilità.
Noi non mancheremo di tenere alta l’attenzione sulla nostra situazione: il destino di questo ente è inscindibilmente legato a quello dei suoi lavoratori.

I precari INGV

14
Set
09

La Ricerca Calpestata – Le Scienze (agosto 2009)

lrc

10
Set
09

SiciliaInformazioni

Immagine 1

03
Ago
09

Viaggio negli abissi del Bel Paese

Volentieri riportiamo un estratto dal pezzo di Paolo Rumiz, Viaggio negli abissi del Bel Paese tra storie di terra, acqua e fuoco, pubblicato ieri su Repubblica.

[...] L’ho sentita, prima di partire, la voce del Profondo, all’istituto di geofisica e vulcanologia, l’Ingv di Roma. Un megaschermo con la mappa della Penisola collegato a migliaia di terminali, simile al radar di una nave. A ogni piccola scossa una luce rossa s’accendeva nel punto giusto del display e un organo modulava le prime note della Quinta di Beethoven. Abruzzo, magnitudo 2,4. Monti della Sila 2,0. Irpinia 1,5. Jonio al largo di Siracusa 1,8. Gli scricchiolii della Terra, diventando musica, disegnavano un itinerario perfetto dalla Sicilia al cuore dell’Appennino e oltre. La mia strada. [...] Cosa c’è sotto questo mare nero? Me lo sono sempre chiesto sulla rotta della Sicilia. Ora so darmi una risposta. Ho con me una carta geologica, la mia carta. Me l’ha data un grande geologo, Renato Funiciello, un elfo gentile del Profondo. [...] Un viaggio nuovo comincia, nell’Italia degli abissi, dei vulcani e degli antri dove nascono i terremoti. [...] So di entrare nella grotta del Minotauro, e per questo prima di partire ho cercato dei maghi che mi dessero un filo d’Arianna. Geologi, vulcanologi, storici dei terremoti, sismologi, geofisici. In Italia sono un esercito: entusiasti e spesso frustrati dalla sordità della politica. Li ho cercati, ed essi mi sono venuti in soccorso pieni di storie e raccomandazioni, felici che qualcuno facesse quella strada. Li rivedo uno per uno nella pioggia del Tirreno, con in sottofondo le note della Quinta di Ludovico van Beethoven. Personaggi impagabili, da cui ho imparato mille cose. Per esempio che la “Padania” è – udite – geologicamente Africa, mentre l’Italia meridionale è quasi tutta Europa. Ho appreso che, nello scontro fra le due, il Tirreno si espande e lo Jonio s’accartoccia [...]

01
Ago
09

Le novità che non ci riguardano

Nel parlamento e nel governo sembrano essere tutti d’accordo (con 4 ordini del giorno a favore): la dotazione organica dell’INGV è sottodimensionata (~1000 dipendenti di cui ~400 precari, ~250 dei quali statbilizzandi) e deve essere aumentata. Non costa nulla di più allo stato (se non l’approvazione di un provvedimento di legge). Però non si fa e l’INGV, senza dotazione organica suffciente, resta imprigionato nell’impossibilità di applicare anche le norme vigenti e loro modificazioni (dalle finanziarie Prodi al recente decreto anticrisi).

Intanto, navigando in rete in questi giorni si trovano, timide timide, diverse notizie che parlano di “stabilizzazioni”. Si tratta delle stabilizzazioni dei precari fra i Lavoratori Socialmente Utili (LSU) e Lavoratori di Pubblica Utilità (LPU) … degli Enti Locali, in particolare di alcune regioni. Ci sono quelli della Calabria, della Sardegna e della Campania. E poi c’è anche la RAI.

28
Lug
09

INGV: la FLC Cgil scrive al Presidente del Consiglio e al Ministro dell’istruzione dell’università e della ricerca

Dopo mesi di annunci ancora nessuna soluzione per consentire all’ente di stabilizzare i precari indispensabili per il suo funzionamento.
Il segretario generale della FLC scrive al presidente del Consiglio e alla Ministra Gelmini.

Roma, 28 luglio 2009

_________________

Roma, 24 luglio 2009
Prot. n. 263/2009

On. Silvio Berlusconi
Presidente del Consiglio dei Ministri
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Palazzo Chigi
Piazza Colonna, 370
00187 Roma

On. Mariastella Gelmini
Ministro dell’Istruzione, della
Università e della Ricerca
Ufficio di Gabinetto
Viale Trastevere, 76 a
00153 Roma

Signor Presidente,
Signora Ministro,

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia è l’ente che ha come ruolo primario il servizio di sorveglianza sismica e vulcanica del territorio italiano. Come voi ben sapete assieme alla protezione civile svolge un ruolo indispensabile nella prevenzione dei terremoti e nello studio e la sorveglianza dei vulcani attivi italiani che INGV e al suo interno operano lavoratori con altissime professionalità che purtroppo sono il larga parte precari. Competenze che hanno permesso di indirizzare l’intervento della Protezione Civile fin dai primi secondi successivi al disastroso terremoto del 6 aprile. Oggi l’istituto è tra i pochi enti di ricerca che non ha potuto stabilizzare il proprio personale a causa delle contraddizioni presenti nell’attuale normativa. L’ente ha, infatti, una dotazione organica che corrisponde alla metà circa della sua reale forza lavoro.

All’INGV è riconosciuta una funzione determinante ed insostituibile nei settori della ricerca e della sorveglianza. E’ indispensabile rilanciare la missione di un Istituto di Ricerca di 1000 dipendenti, garantendo un futuro certo e una prospettiva di crescita scientifica, per poter assicurare una difesa sempre più efficace alle popolazioni esposte a fenomeni naturali estremi quali terremoti ed eruzioni. E’ giunto il momento di mostrare apertamente lo stato di disagio dell’Ente, interessato da un problema di tenuta scientifica ed operativa che coinvolge tutti i dipendenti.
Tre ordini del giorno sono stati approvati alla Camera e al Senato, con l’impegno del Governo ad intraprendere con urgenza tutte le misure necessarie ad assicurare il completamento del processo di stabilizzazione del personale e a garantire all’Istituto stesso la possibilità di avvalersi della prosecuzione dei contratti di lavoro a termine.

Esistono, quindi, le condizioni perché il Governo intervenga sulla questione con uno specifico emendamento in sede di conversione in legge del “decreto anticrisi” oppure che attraverso l’autorizzazione in tempi brevissimi di una soluzione amministrativa che consenta all’ente di adeguare la propria dotazione organica per procedere all’assunzione dei lavoratori precari.

Distinti saluti

Il Segretario generale FLC Cgil
Domenico Pantaleo

leggi sul sito flc: flcgil_notizie

23
Giu
09

L’Italia trema, a «controllarla» i precari in scadenza (l’Unita’)

Una scossa di terremoto dietro l’altra in Abruzzo. E dietro la sequenza sismica e ci solo sempre loro: i precari dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Studiano il sisma senza essere assunti: 300 persone, tra ricercatori e tecnici, che hanno maturato una formazione scientifica di altissimo profilo e sono parte integrante dell’attività di sorveglianza. Monitorano ogni giorno i terremoti e sorvegliano l’attività di sette vulcani italiani. Eppure rischiano di essere lasciati per strada. I loro contratti sono a termine, scadono tutti entro dicembre 2009.

Un serio problema, legato al sottodimensionamento della pianta organica dell’ente che non consente nè di indire nuovi concorsi nè di completare il processo di stabilizzazione, anche se l’ente di ricerca avrebbe le risorse per far fronte a nuove assunzioni. Un caso anomalo quello dell’Ingv: i numeri della pianta organica sono fermi al 2000, nonostante il potenziamento sul territorio della rete di monitoraggio, il raddoppio dei turni in sala sismica, la manutenzione e l’aggiornamento dei dati.

Dopo un anno di mobilitazione dei precari (geologici, sismologi e tecnici), sono stati approvati alla Camera e al Senato tre ordini del giorno che impegnano il governo ad adottare un intervento legislativo per sbloccare la situazione. Un pressing politico bipartisan, ma a tutt’oggi nessun atto concreto è stato adottato.

Per i lavoratori precari dell’Ingv si prospetta un futuro sempre più buio. Così nei giorni scorsi hanno scritto una lettera aperta ai ministri da cui in qualche modo dipendono: Renato Brunetta, Pubblica amministrazione, e Mariastella Gelmini, Università e Ricerca. Nella missiva lamentano il clima di incertezza «che si ripercuote non solo sulla propria serenità ma soprattutto sullo svolgimento dei servizi»: turni di sorveglianza sismica e vulcanologia, l’istallazione, la manutenzione e l’aggiornamento delle reti di monitoraggio sismiche, geodetica e geochimica. «Qualcuno di noi precari – concludono i lavoratori – è già andato via per scelta personale. Molti potrebbero essere costretti a farlo per condizione necessaria. A quel punto sarebbe difficile spiegare, a chi vive in aree sismiche (il 70% del territorio italiano, ndr) o in prossimità di uno dei 7 vulcani attivi, perché queste competenze e questi servizi sono stati abbandonati».

23 giugno 2009
17
Giu
09

ORDINE DEL GIORNO A SOSTEGNO DELLA MOBILITAZIONE DEI LAVORATORI DELL’INGV (ISTITUTO NAZIONALE DI GEOFISICA E VULCANOLOGIA)

Roma, 16 giugno 2009

Le iscritte e gli iscritti a FLC Cgil dell’Isfol, riuniti in assemblea, esprimono solidarietà e sostegno alla mobilitazione del personale INGV che oggi manifesta per ricordare al governo gli impegni non mantenuti in materia di stabilizzazione dei precari e salvaguardia della ricerca e dell’assistenza tecnica svolte dall’Ente. Con il terremoto in Abruzzo è apparso, per l’ennesima volta, evidente come questo ente pubblico di ricerca rappresenti una straordinaria e irrinunciabile risorsa per il paese. Il colpevole disinteresse del governo per la ricerca – e la conoscenza in genere -, il disprezzo con cui si tratta chi lavora, soprattutto se precario, rappresentano, dunque, un danno grave per l’intera comunità nazionale, oltre che colpire e offendere i lavoratori e le istituzioni del comparto. Sosteniamo, pertanto, le ragioni e l’impegno del personale INGV a difesa del loro lavoro e del “bene comune”. Approvato all’unanimità dall’Assemblea delle iscritte e degli iscritti a FLC Cgil dell’Isfol

15
Giu
09

Domani 16 giugno, in Piazza insieme ai comitati abruzzesi e ai vigili del fuoco

Domani scenderanno in piazza Montecitorio, dalle 12 alle 19 i comitati che coordinano la cittadinanza coinvolta nel terremoto. Insieme a loro anche i vigili del fuoco.

I precari e il personale di ruolo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia scenderanno in piazza al loro fianco per protestare contro le modalità con cui è stato scritto, e  fino ad ora gestito, il Decreto Abruzzo.

09
Giu
09

Lettera Aperta

Al Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca, Mariastella Gelmini
al Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta

l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia è in difficoltà. L’ente che ha come ruolo primario il servizio di sorveglianza sismica e vulcanica del territorio italiano corre il concreto rischio di perdere buona parte del personale precario e, con esso, la capacità di svolgere il proprio compito in modo efficiente. Gli oltre 300 lavoratori precari, di cui quasi 250 inseriti nel processo di stabilizzazione del personale (legge 27 dicembre 2006, n. 269), da settembre del 2008 manifestano la fortissima preoccupazione per il proprio futuro. Ricercatori e tecnici precari che in una lunga carriera hanno maturato una formazione scientifica di altissimo profilo e che per tale motivo sono parte integrante della attività di sorveglianza. Competenze che hanno permesso di indirizzare l’intervento della Protezione Civile fin dai primi secondi successivi al disastroso terremoto del 6 aprile.

Ogni attività di mobilitazione, da quel momento, è stata messa da parte per dedicare tutto il proprio impegno all’emergenza sismica in corso, ben oltre i consueti orari e luoghi di lavoro. Un atto di responsabilità, voluto e dovuto nei confronti della popolazione che ha patito le dure conseguenze del sisma. E proprio da queste persone sono venute le più forti parole di ringraziamento e di riconoscenza per ciò che l’INGV ha fatto e continua a fare. Abbiamo spiegato cos’è un terremoto, perché sia imprevedibile e perché sia importante la prevenzione; abbiamo intenzionalmente evitato di ricordare, in quei luoghi, che la prevenzione è frutto della ricerca. Ricerca che, nonostante le difficoltà, rende l’INGV un centro di eccellenza mondiale in ambito geofisico.
Ma la passione per il proprio lavoro e la responsabilità nell’emergenza non possono far scordare  che molti fra questi lavoratori di altissimo profilo vedono davanti a sé solo incertezza. E’  un’incertezza che si ripercuote non solo sulla propria serenità, ma soprattutto sullo svolgimento dei servizi; i turni di sorveglianza sismica e vulcanologica, l’installazione, la manutenzione e  l’aggiornamento delle reti di monitoraggio sismiche, geodetica e geochimica, sono alcuni degli aspetti che possono essere compromessi dalla perdita di queste competenze.

Qualcuno è già andato via, per scelta personale. Molti potrebbero essere costretti a farlo, per condizione necessaria. A quel punto sarebbe difficile spiegare, a chi vive in aree sismiche (il 70% del territorio italiano) o in prossimità di uno di uno dei 7 vulcani attivi in Italia, perché queste competenze e questi servizi sono stati abbandonati.

Tre ordini del giorno sono stati approvati alla Camera e al Senato, con l’impegno del Governo ad intraprendere con urgenza tutte le misure necessarie ad assicurare il completamento del processo di  stabilizzazione del personale e a garantire all’Istituto stesso la possibilità di avvalersi della prosecuzione dei contratti di lavoro a termine.

Chiediamo al Governo un immediato provvedimento che permetta di garantire il lavoro del personale precario dell’INGV.

Giugno 2009   I lavoratori precari dell’INGV