23
Giu
09

L’Italia trema, a «controllarla» i precari in scadenza (l’Unita’)

Una scossa di terremoto dietro l’altra in Abruzzo. E dietro la sequenza sismica e ci solo sempre loro: i precari dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Studiano il sisma senza essere assunti: 300 persone, tra ricercatori e tecnici, che hanno maturato una formazione scientifica di altissimo profilo e sono parte integrante dell’attività di sorveglianza. Monitorano ogni giorno i terremoti e sorvegliano l’attività di sette vulcani italiani. Eppure rischiano di essere lasciati per strada. I loro contratti sono a termine, scadono tutti entro dicembre 2009.

Un serio problema, legato al sottodimensionamento della pianta organica dell’ente che non consente nè di indire nuovi concorsi nè di completare il processo di stabilizzazione, anche se l’ente di ricerca avrebbe le risorse per far fronte a nuove assunzioni. Un caso anomalo quello dell’Ingv: i numeri della pianta organica sono fermi al 2000, nonostante il potenziamento sul territorio della rete di monitoraggio, il raddoppio dei turni in sala sismica, la manutenzione e l’aggiornamento dei dati.

Dopo un anno di mobilitazione dei precari (geologici, sismologi e tecnici), sono stati approvati alla Camera e al Senato tre ordini del giorno che impegnano il governo ad adottare un intervento legislativo per sbloccare la situazione. Un pressing politico bipartisan, ma a tutt’oggi nessun atto concreto è stato adottato.

Per i lavoratori precari dell’Ingv si prospetta un futuro sempre più buio. Così nei giorni scorsi hanno scritto una lettera aperta ai ministri da cui in qualche modo dipendono: Renato Brunetta, Pubblica amministrazione, e Mariastella Gelmini, Università e Ricerca. Nella missiva lamentano il clima di incertezza «che si ripercuote non solo sulla propria serenità ma soprattutto sullo svolgimento dei servizi»: turni di sorveglianza sismica e vulcanologia, l’istallazione, la manutenzione e l’aggiornamento delle reti di monitoraggio sismiche, geodetica e geochimica. «Qualcuno di noi precari – concludono i lavoratori – è già andato via per scelta personale. Molti potrebbero essere costretti a farlo per condizione necessaria. A quel punto sarebbe difficile spiegare, a chi vive in aree sismiche (il 70% del territorio italiano, ndr) o in prossimità di uno dei 7 vulcani attivi, perché queste competenze e questi servizi sono stati abbandonati».

23 giugno 2009
17
Giu
09

ORDINE DEL GIORNO A SOSTEGNO DELLA MOBILITAZIONE DEI LAVORATORI DELL’INGV (ISTITUTO NAZIONALE DI GEOFISICA E VULCANOLOGIA)

Roma, 16 giugno 2009

Le iscritte e gli iscritti a FLC Cgil dell’Isfol, riuniti in assemblea, esprimono solidarietà e sostegno alla mobilitazione del personale INGV che oggi manifesta per ricordare al governo gli impegni non mantenuti in materia di stabilizzazione dei precari e salvaguardia della ricerca e dell’assistenza tecnica svolte dall’Ente. Con il terremoto in Abruzzo è apparso, per l’ennesima volta, evidente come questo ente pubblico di ricerca rappresenti una straordinaria e irrinunciabile risorsa per il paese. Il colpevole disinteresse del governo per la ricerca – e la conoscenza in genere -, il disprezzo con cui si tratta chi lavora, soprattutto se precario, rappresentano, dunque, un danno grave per l’intera comunità nazionale, oltre che colpire e offendere i lavoratori e le istituzioni del comparto. Sosteniamo, pertanto, le ragioni e l’impegno del personale INGV a difesa del loro lavoro e del “bene comune”. Approvato all’unanimità dall’Assemblea delle iscritte e degli iscritti a FLC Cgil dell’Isfol

15
Giu
09

Domani 16 giugno, in Piazza insieme ai comitati abruzzesi e ai vigili del fuoco

Domani scenderanno in piazza Montecitorio, dalle 12 alle 19 i comitati che coordinano la cittadinanza coinvolta nel terremoto. Insieme a loro anche i vigili del fuoco.

I precari e il personale di ruolo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia scenderanno in piazza al loro fianco per protestare contro le modalità con cui è stato scritto, e  fino ad ora gestito, il Decreto Abruzzo.

09
Giu
09

Lettera Aperta

Al Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca, Mariastella Gelmini
al Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta

l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia è in difficoltà. L’ente che ha come ruolo primario il servizio di sorveglianza sismica e vulcanica del territorio italiano corre il concreto rischio di perdere buona parte del personale precario e, con esso, la capacità di svolgere il proprio compito in modo efficiente. Gli oltre 300 lavoratori precari, di cui quasi 250 inseriti nel processo di stabilizzazione del personale (legge 27 dicembre 2006, n. 269), da settembre del 2008 manifestano la fortissima preoccupazione per il proprio futuro. Ricercatori e tecnici precari che in una lunga carriera hanno maturato una formazione scientifica di altissimo profilo e che per tale motivo sono parte integrante della attività di sorveglianza. Competenze che hanno permesso di indirizzare l’intervento della Protezione Civile fin dai primi secondi successivi al disastroso terremoto del 6 aprile.

Ogni attività di mobilitazione, da quel momento, è stata messa da parte per dedicare tutto il proprio impegno all’emergenza sismica in corso, ben oltre i consueti orari e luoghi di lavoro. Un atto di responsabilità, voluto e dovuto nei confronti della popolazione che ha patito le dure conseguenze del sisma. E proprio da queste persone sono venute le più forti parole di ringraziamento e di riconoscenza per ciò che l’INGV ha fatto e continua a fare. Abbiamo spiegato cos’è un terremoto, perché sia imprevedibile e perché sia importante la prevenzione; abbiamo intenzionalmente evitato di ricordare, in quei luoghi, che la prevenzione è frutto della ricerca. Ricerca che, nonostante le difficoltà, rende l’INGV un centro di eccellenza mondiale in ambito geofisico.
Ma la passione per il proprio lavoro e la responsabilità nell’emergenza non possono far scordare  che molti fra questi lavoratori di altissimo profilo vedono davanti a sé solo incertezza. E’  un’incertezza che si ripercuote non solo sulla propria serenità, ma soprattutto sullo svolgimento dei servizi; i turni di sorveglianza sismica e vulcanologica, l’installazione, la manutenzione e  l’aggiornamento delle reti di monitoraggio sismiche, geodetica e geochimica, sono alcuni degli aspetti che possono essere compromessi dalla perdita di queste competenze.

Qualcuno è già andato via, per scelta personale. Molti potrebbero essere costretti a farlo, per condizione necessaria. A quel punto sarebbe difficile spiegare, a chi vive in aree sismiche (il 70% del territorio italiano) o in prossimità di uno di uno dei 7 vulcani attivi in Italia, perché queste competenze e questi servizi sono stati abbandonati.

Tre ordini del giorno sono stati approvati alla Camera e al Senato, con l’impegno del Governo ad intraprendere con urgenza tutte le misure necessarie ad assicurare il completamento del processo di  stabilizzazione del personale e a garantire all’Istituto stesso la possibilità di avvalersi della prosecuzione dei contratti di lavoro a termine.

Chiediamo al Governo un immediato provvedimento che permetta di garantire il lavoro del personale precario dell’INGV.

Giugno 2009   I lavoratori precari dell’INGV

26
Mag
09

23 maggio 2009, La Ricerca Calpestata a Roma

La Ricerca Calpestata, un’amara e commovente metafora sulla Ricerca, in Italia, oggi.

Un tappeto di volti… camminare su chi mette la propria faccia e investe il proprio futuro nella ricerca pubblica in Italia.
Le foto di duemila persone hanno coperto Piazza del Popolo.
Duemila persone che vogliono farsi calpestare per far capire alla gente il trattamento che viene riservato a chi, in Italia, fa ricerca: un lavoro che getta le basi per lo sviluppo di una nazione, ma che oggi è una cambiale in bianco sul proprio futuro.
Ricercatrici e ricercatori, tecnici, amministrativi, giovani e meno giovani, laureati, dottorati, con esperienze di formazione e lavorative e all’estero: il cuore della ricerca pubblica italiana.
Moltissime di quelle facce appartengono a persone precarie da anni, persone che con grande impegno affrontano il lavoro di ogni  giorno tra mille difficoltà, con la prospettiva di un futuro sempre più incerto.
Tra i molti volti anche quelli dell’INGV. Scendiamo in piazza e ci mettiamo la faccia per spiegare cosa vuol dire, per noi, fare ricerca scientifica, investire la nostra passione nella comprensione dei terremoti, dei fenomeni vulcanici e atmosferici, nella geochimica o nel geomagnetismo.
I precari dell’INGV svolgono ruoli fondamentali nella ricerca e nel servizio: sono sempre presenti con il loro contributo nei difficili momenti di emergenza, sismica e vulcanica.
I precari si sentono calpestati. Calpestati nel rischio di perdere il lavoro che amano, nelle loro aspettative, nella considerazione e nell’importanza che vengono date al loro impegno, ma anche nella mancanza di un dialogo serio che restituisca valore e dignità ad un settore strategico per la crescita di un paese.
Una giornata di sensibilizzazione sulla ricerca italiana, sempre meno finanziata e sempre più precaria; un’occasione d’incontro diretto fra i cittadini e i lavoratori della ricerca che hanno offerto seminari divulgativi, lezioni per i più piccoli e approfondimenti per i più grandi.
Tutti invitati a toccare «con piede» la sensazione di calpestare la ricerca pubblica italiana.

Mi sono emozionata.

Grazie a tutte le persone che hanno contribuito a realizzare una delle giornate più suggestive che io abbia mai vissuto in difesa del mio posto di lavoro.

mg

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-2f63d93b-5a3d-413e-8f1b-8caeb2d2025e-tg3.html?p=0

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/09_maggio_23/ricerca_calpestata-1501389050582.shtml

http://www.ilcapoluogo.com/e107_plugins/content/content.php?content.16160

http://www.libero-news.it/adnkronos/view/124381

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http://www.flickr.com/photos/31020884@N02/

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20
Mag
09

Ricerca Calpestata + Scienza in Piazza


A Roma il 23 e 24 maggio il mondo della ricerca e il mondo della scuola insieme per difendere la conoscenza e il diritto alla cultura.

Siete tutti invitati, a Roma, Piazza del Popolo, il 23 maggio dalle 17 alle 21, per “calpestare” i volti della Ricerca Calpestata e partecipare alla ConoscIenza in Piazza, la scienza, cioè, raccontata al grande pubblico con seminari ed esperimenti cercando di spiegare cosa vuol dire fare ricerca scientifica in termini di passione, impegno, prospettive per il futuro.


titolo_23-24

programma23maggioscienza

Scarica il volantino del 23: 23 maggio piazza del popolo

Scarica il volantino del 24: 24 maggio villa pamphili

Scarica il manifesto del 23 e 24: manifesto 23-24 maggio

10
Apr
09

Terremoto 6 Aprile 2009

10
Apr
09

I precari dell’INGV e la sequenza sismica

da L’Unità

di Maristella Iervasi

E’ la notte di domenica scorsa.
Arriva a Guido Bertolaso ma anche a un precario sismologo un  messaggino sul cellulare di servizio: «Terremoto all’Aquila», con tanto di stima dell’ipocentro, la magnitudo e le province coinvolte. Il dipendente in scadenza (con un contratto a termine) si è subito precipitato all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma, in via di Vigna Murata. E da lì è partito per l’Abruzzo perché era di turno per l’emergenza rete mobile… [...]

Leggi tutto l’articolo: studiamo il sisma

07
Apr
09

Terremoti, si licenzia chi li studia

Redazione

La lotta dei ricercatori dell’istituto di geofisica e la lettera del presidente dell’INGV  al governo

Leggi tutto: articolo_dazebao

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Personale precario al lavoro:

http://tv.repubblica.it/italia/la-terra-trema-ancora/31464?video

10
Mar
09

Panorama

vinci_panorama




"La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica." Art. 9 Costituzione della Repubblica Italiana

e-mail: coord.precari@ingv.it

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