Archivio per dicembre, 2009

Lettera Aperta

La Ricerca Calpestata

Come precari dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) vogliamo esprimere la nostra solidarietà ai colleghi precari dell’ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), in questi giorni in lotta per difendere non solo il loro posto di lavoro ma anche la dignità e la forza di un settore, quello della ricerca, essenziale per lo sviluppo di qualunque paese, ma che mai come oggi in Italia è violentemente calpestato.
Il recente appello del Presidente della Repubblica Napolitano sulla necessità di investire davvero nella ricerca e’ caduto, come sempre, nella totale indifferenza della classe politica. Diversamente, per noi precari della ricerca ha avuto una risonanza molto forte, soprattutto perché ha paradossalmente coinciso con il precipitare della situazione di tre dei più importanti Enti di Ricerca italiani, ISPRA, INGV ed INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), dopo quasi due anni di lenta agonia.
I precari dell’ISPRA stanno finendo in strada. All’INFN stanno arrivando, contro ogni logica, lettere di “risoluzione” del rapporto di lavoro agli stabilizzandi, cioè a quei ricercatori precari che hanno acquisito per legge il diritto ad essere assunti [Legge del 27 dicembre 2006, n. 296 e Legge del 24 dicembre 2007, n. 244].
I precari dell’INGV, dopo aver chiesto per mesi il necessario aumento della dotazione organica per poter continuare a svolgere il proprio lavoro, si trovano di fronte ad un durissimo attacco rivolto all’Istituto nella sua interezza: uno schema di decreto legge che profila la separazione fra ricerca e monitoraggio dei fenomeni sismici e vulcanici, portando di fatto un danno gravissimo sia alla ricerca che al monitoraggio, oltre che ai quasi 400 lavoratori precari (ricercatori, tecnologi e tecnici) che finirebbero in strada a causa della riduzione della pianta organica dell’INGV prevista dallo stesso decreto.
All’apice della crisi mondiale, mentre si sta lasciando nuovamente la finanza libera di rubare soldi all’economia reale, il governo italiano sta continuando a calpestare il settore della ricerca, prevedendo non investimenti in questo settore vitale, ma licenziamenti. Noi ricercatori precari dell’INGV riteniamo che la ricerca sia la base per il futuro di qualunque paese avanzato ed una fonte infinita di nuove conoscenze, di sviluppo scientifico e tecnologico e di nuove e migliori possibilità per le nuove generazioni, nella certezza che un paese di soli commercianti, imprenditori e politici non ha nessuna seria prospettiva di sviluppo e indipendenza. Ma una ricerca di alto profilo ed alto impatto sociale si può fare solo investendo risorse secondo una strategia di sviluppo mirata e pluriennale, e non attraverso tagli indiscriminati (impropriamente chiamati “razionalizzazioni”) e politiche di corto respiro.
La colpevole incapacità di intere generazioni di politici ed imprenditori italiani ad investire nello sviluppo scientifico e conoscitivo di questo paese non ci farà arrendere all’idea di un miope sfruttamento economico del suo presente. Perché il presente siamo tutti noi e il futuro sono i nostri figli.

I precari dell’INGV

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