PER SAPERE: richiesta di chiarimenti al MIUR in materia di Concorsi Pubblici negli EPR

Pubblicato: settembre 30, 2015 da raf71 in commento, leggi
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“Per sapere” è il classico formalismo di un’interrogazione parlamentare.  L’interrogazione parte di solito quando uno o più parlamentari individuano (o sono messi a conoscenza di) stranezze, inconsistenze o sospetti comportamenti illeciti su cui il governo o il parlamento possono avere voce in capitolo.
Questo post è una interrogazione da parte di dipendenti di un Ente, in particolare dello scrivente, rivolta al MIUR per … capire.

Parliamo delle modalità di svolgimento dei concorsi pubblici negli EPR.

Premesso che:
– fino al 2009 la norma di riferimento per tutta la Pubblica Amministrazione era il DPR 487/1994 che, semplicisticamente parlando, indica un massimo di 1/3 del punteggio totale ai Titoli (inclusa l’anzianità di lavoro) e 2/3 assortiti in base a decisione autonoma dell’Ente, per scritto e orale.

– verificato che di fatto gli EPR, incluso l’INGV, almeno negli ultimi 15 anni si sono avvalsi varie volte dell’Autonomia a loro concessa dal legislatore, per svolgere concorsi con ripartizioni dei punteggi diverse da quanto stabilito dal DPR del 1994 (superando anche la proporzione di 1/3 stabilita per i titoli), criteri presumibilmente (o necessariamente) approvati dal MIUR,

– preso atto che la Legge 1/2009 (legge “Gelmini”) ha un Art. 1 che si chiama “Disposizioni per il reclutamento nelle università e per gli enti di ricerca” e che tale articolo ha un comma che recita “Nelle procedure di valutazione comparativa per il reclutamento dei ricercatori bandite successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto, la valutazione comparativa e’ effettuata sulla base dei titoli, illustrati e discussi davanti alla commissione, e delle pubblicazioni dei candidati, ivi compresa la tesi di dottorato, utilizzando parametri, riconosciuti anche in ambito internazionale, individuati con apposito decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, avente natura non regolamentare, da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sentito il Consiglio universitario nazionale.

– notato che il comma 7 summenzionato parla di “ricercatori” e non solo di “ricercatori universitari” e che per contro solo per le università cita la necessità di un DM successivo

– notato che la L 1/2009 non menziona, né abrogando né modificando né inglobando, il DPR 487 ma di fatto modificando la regola delle 3 prove concorsuali, da esso previste, introduce una fattispecie specifica per il comparto Ricerca inclusi gli Enti Pubblici di Ricerca

– ricordato che, per quanto ci è dato di sapere, a seguito di richiesta formale dell’INGV di parere sull’applicazione della L 1/2009 il MIUR ha risposto laconicamente con “non vale per gli EPR”, senza aggiungere alcuna spiegazione normativa lasciando ingiustamente oscura la materia concorsuale negli EPR

chiedo al Ministro e al Capo di Gabinetto del MIUR quanto segue:

1) se il Ministro e il Capo di Gabinetto non ritengano che la L 1/2009 VALGA per gli EPR, ai quali l’Articolo 1 é esplicitamente diretto, e che, come appare evidente allo scrivente, essa superi, per il comparto Enti di Ricerca, il precedente DPR 487/1994, rimandando all’autonomia degli EPR, previa verifica di compatibilità normativa (o qualunque altra forma di dialogo) da parte dei Ministeri competenti, la definizione di un regolamento interno che risponda alle specifiche necessità dell’Ente di Ricerca
2) che la risposta al punto 1, positiva o negativa che sia, venga adeguatamente, chiaramente e definitivamente giustificata dal punto di vista normativo

Tutto quanto sopra attende una risposta da troppo tempo e questo sonno della ragione ha già prodotto mostri, dunque mi permetto cortesemente di chiedere al Ministero destinatario una risposta celere.
Cordialmente

Raffaele Di Stefano

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commenti
  1. PRECARI@INRiM ha detto:

    In merito alla prima, laconica risposta, “non vale per gli EPR” potete, per favore pubblicare il documento del MIUR?

  2. PRECARI@INRiM ha detto:

    Vi informiamo, anche, che presso l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRiM), gli ultimi bandi di concorso per RTD prevedono la procedura di valutazione sulla base dei titoli, illustrati e discussi davanti alla commissione, e delle pubblicazioni dei candidati con pubblicate.

  3. Patrizio ha detto:

    Potete per favore verificare i riferimenti virgolettati, nella versione aggiornata al 15 Ottobre 2015 della legge Gelmini: http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2010-12-30;240 sembrano non esserci. A mio giudizio gli Enti di Ricerca dovrebbero far riferimento al DPR 487. Grazie per il vostro contributo e per il sito.

  4. raf71 ha detto:

    Ciao. Risposte cumulative.

    @precari INRIM: grazie per le info. Abbiamo scritto “per quanto ci è dato di sapere” perché il CdA dell’Ente ci ha riferito a voce la laconica risposta del MIUR e su questo ha basato tutte le decisioni seguenti fra cui quella di usare il DPR487 invece che la Legge 1/2009. Il documento, se così vogliamo chiamarlo, originale è poco importante: di fatto il MIUR non ha dato alcuna spiegazione dettagliata (parola del CdA). L’intento di questo post è far si che il MIUR risponda chiaramente una volta per tutte.

    @Patrizio: la Legge Gelmini (quelle 2008-2012 sono tutte leggi Gelmini :)) di cui posti il link non mi pare che menzioni regole per il reclutamento ordinario di ricercatori e l’unico passaggio in cui cita le modalità di reclutamento generali [Art. 24. (Ricercatori a tempo determinato). Comma 2c] fa riferimento proprio alla Legge 1/2009, Art. 1 Comma 7 di cui al presente post (che quindi è valida).
    Se cerchi, sempre nel link che hai mandato, il testo riportato di quel comma è esattamente lo stesso testo che riportiamo in questo post, il cui titolo è “Università ed Enti di Ricerca”.
    Io non penso che per i ricercatori degli Enti Pubblici valgano regole diverse rispetto alle Università, lo dice la Legge 1/2009 Art. 1 Comma 7. Ovviamente potrei sbagliarmi alla grande: solo che il MIUR DEVE dare una spiegazione dettagliata del perché gli EPR debbano seguire un DPR pensato per la Pubblica Amministrazione e anni luce lontano dal reclutamento nella Ricerca nel resto del mondo, per giunta in presenza di una Legge migliore. Di fronte al rifiuto da parte dello stato non possiamo accettare meno che una dettagliata e solida spiegazione normativa.

  5. Patrizio ha detto:

    Dunque relativamente alla Legge 1/2009, Art. 1 Comma 7 ora mi è chiara la questione che sollevate ed effettivamente non essendo stata abrogata rimane valida.

    In generale non credo sia vera questa considerazione:

    “Io non penso che per i ricercatori degli Enti Pubblici valgano regole diverse rispetto alle Università, lo dice la Legge 1/2009 Art. 1 Comma 7.”

    In quanto all’Art 24 della legge 240/2010 i contratti da ricercatore a tempo determinato mi sembrano giuridicamente differenti dai quelli definiti nei CCNL nazionali comparto ricerca per esempio l’obbligo di didattica, abilitazione nazionale etc … . Certamente il MIUR DEVE rispondere.

    Grazie mille per il chiarimento e per la risposta. Qui trovate il sito dei precari INRiM https://inrimprecari.wordpress.com/

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