Archivio per novembre, 2012

Data la gravissima situazione che stiamo vivendo presso il nostro Ente, le OO.SS. (FLC CGIL e UIL RUA)  hanno proclamato per  l’intera giornata del 10 dicembre 2012 lo sciopero nazionale di tutto il personale dell’INGV. E’ in assoluto il primo sciopero nella storia del nostro Ente.

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Aggiornata la Rassegna Stampa

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Al di sopra del rumore di fondo, delle voci di corridoio e delle presunte opinioni, dei suggerimenti riportati e delle citazioni indirette,  delle millantazioni e delle giacchette tirate, emerge con forza una verità: ciò che viene scritto.

Ma nel nostro caso c’è voluto un secondo intervento della Funzione Pubblica, speriamo risolutivo, per ribadire quanto sostenuto con fermezza da mesi: l’accordo per le proroghe firmato il 18 Luglio 2012 all’INGV E’ VALIDO ED APPLICABILE.

Infatti il 21 Novembre, a valle di un incontro fra le Organizzazioni Sindacali e la Funzione Pubblica, è stato emesso un comunicato sindacale congiunto FLC-CGIL e UIL-RUA (click sull’immagine in calce per il PDF) che riporta le posizioni espresse in sede ufficiale dai dirigenti della Funzione Pubblica sulla assurda vicenda delle proroghe INGV.

Poniamo qui sotto in evidenza alcuni passi che ci sembrano importanti rispetto a quanto abbiamo sempre sostenuto, con cognizione di causa, su questo Blog e come hanno sempre sostenuto le organizzazioni sindacali (fino ad arrivare, FLC-CGIL e UIL-RUA, a una diffida all’amministrazione).

Noi ovviamente restiamo in prudente attesa (visto come è stata condotta la vicenda dall’Amministrazione fino a oggi) di vedere applicato l’accordo e firmate le nostre proroghe per poter finalmente occupare la nostra mente solo sugli argomenti che sono la nostra materia di studio e lavoro.

Intanto restano quindi aperte tutte le iniziative sindacali intraprese fra cui la diffida all’amministrazione e lo sciopero di ente dichiarato il 20 Novembre u.s. per una data a breve ma ancora da definire.

[…] La Dott.ssa Barilà [dirigente della Funzione Pubblica, n.d.r] ha poi specificato che il parere reso a INGV non intendeva sconfessare l’accordo anzi confermare attraverso una ricognizione normativa la legittimità della fonte: solo incidentalmente si richiamava in chiusura la possibilità di un accordo quadro successivo sulla materia dei contratti a termine. […]

[…] Il Dott. Naddeo [dirigente della Funzione Pubblica, n.d.r], ricordando che i direttori generali sono chiamati ad assumersi le loro responsabilità senza farsi scudo del dipartimento Funzione Pubblica […]

Una politica ben lontana da temi fondamentali come quelli del lavoro ha creato aberrazioni e situazioni dannose non solo ai lavoratori ma al Paese stesso.
Prendiamo l’Ente Pubblico di Ricerca ISFOL (vigilato dal Ministero del Lavoro) dove un sistema di false collaborazioni perpetrato per anni a scapito dei lavoratori (210 collaboratori, tutt’ora precari nell’Ente) rappresenta un caso da manuale di come la cattiva flessibilità si trasformi in precarietà.

La riforma Fornero a parole vorrebbe risolvere la precarietà ma nei fatti non risolve nemmeno la situazione esistente nel “suo” Ente di ricerca. Per il Ministro, dunque, meglio disoccupati che precari.
L’assurda mancanza nella politica del tema del lavoro ha reso l’Italia, con Berlusconi prima e Monti ora, il paese con il maggior numero di lavoratori precari rispetto al resto d’Europa: la richiesta di flessibilità (una certa percentuale di mobilità+tutele) partita anni fa dall’Europa, giusta o sbagliata che fosse, si è trasformata in Italia in precarietà (percentuali di lavoro a tempo determinato ormai a livelli incontrollabili e nessuna tutela).
Il governo Monti aprì sul problema del precariato ipotizzando di “togliere di mezzo tutti i contratti atipici e di sostituirli con un’unica forma di ingresso al lavoro valida per i nuovi assunti” con l’intenzione di “disboscare questa giungla che determina incertezza dei percorsi professionali, allontana la stabilizzazione dei rapporti di lavoro, provoca un alto contenzioso davanti ai giudici.”
Ma a oggi che cosa è successo? Che cosa è migliorato? Niente. Le situazioni stanno invece degenerando. L’ISFOL, l’INRAN, e ricordiamo la difficilissima situazione presente da noi, all’INGV, l’Ente Pubblico di Ricerca che rappresenta una sommatoria di disastri e scelte politiche errate che hanno intrappolato 400 precari di cui 200, pur essendo in lista di stabilizzazione, MAI stati stabilizzati, 35-45enni che oggi, invece d’inseguire faticosamente la ricerca, dovrebbero invece essere pronti a dirigerla.
Spesso la politica ci ha sbeffeggiati e derisi: ‘bamboccioni’, ‘capitani di ventura’, ‘sfigati’, desiderosi di un posto fisso ‘monotono’, ‘choosy’,….. forse è il caso di riconoscere la nostra alta professionalità, la nostra passione, la nostra sofferenza. Gli Enti all’interno dei quali lavoriamo esistono anche grazie a noi, al nostro lavoro, alle nostre collaborazioni, alla nostra esperienza. Portateci rispetto, ascoltateci, aprite un dialogo serio e profondo, ma senza aspettare troppo, il tempo passa, i nostri anni aumentano e noi siamo sempre più precari.
Necessitano urgentemente norme che ci tutelino, che difendano i lavoratori per evitare l’abuso dei contratti a tempo determinato che mascherano rapporti duraturi; necessitano norme di civiltà, norme di giustizia, è un nostro diritto e non è possibile che i nostri diritti vengano sempre, puntualmente, drammaticamente, calpestati.