Archivio per ottobre, 2012

*** Rassegna Stampa Aggiornata ***

Servizio del TG3 del 30/10/2012

Fermo restando il contenuto del precedente post, che descrive la situazione dei precari INGV ad oggi, c’è un aggiornamento.

Il 18 Luglio 2012, quando la nostra Amministrazione ha finalmente firmato l’Accordo Decentrato di Ente per le proroghe dei contratti di circa 250 dipendenti con una lunga fino a lunghissima anzianità di servizio presso l’INGV, quei dipendenti si sono FIDATI della parola scritta del Presidente, dell’allora Direttore Generale e del C.d.A.

Quando a Settembre, dopo l’arrivo del nuovo Direttore Generale,  il Presidente e il C.d.A., a maggioranza, hanno violato quell’accordo siamo rimasti increduli soprattutto alla luce del fatto che quell’Accordo è normativamente ineccepibile ed eticamente corretto e rispettoso in parte dei lavoratori ma soprattutto della tutela dell’Amministrazione.

E allibite sono rimaste anche le OO.SS. (FLC-CGIL, UIL-RUA, FIRR-CISL, ANPRI, USI-RDB) che lo hanno firmato nel sentirsi, in aggiunta, proporre l’alternativa (si fa per dire) di una enorme quanto inutile e dispendiosa tornata concorsuale per … delle proroghe a tempo determinato (non assunzioni a tempo indeterminato) che metteranno inesorabilmente in ginocchio l’Ente per un tempo ancora non definibile.

Dopo mesi di strenui tentativi da parte delle OO.SS. e del personale di far tornare sui suoi rischiosissimi passi l’Amministrazione INGV, avendo portato a supporto ogni sorta di analisi dell’assetto normativo anche post-Fornero, ma avendo trovato come risposta un resistente muro di gomma, la UIL-RUA e la FLC-CGIL si sono viste costrette e hanno quindi deciso di DIFFIDARE l’Amministrazione dell’INGV dal non applicare l’accordo.

La “sospensione” unilaterale e immotivata operata dall’Amministrazione, infatti, si configura come una grave lesione delle prerogative sindacali.

Vi lasciamo alla lettura del testo della Diffida, con la speranza che il Presidente, il Direttore Generale e il CdA pongano fine a questa assurda situazione, decidendo di rispettare l’accordo per le proroghe in continuità contrattuale.

PS: i concorsi non ci hanno mai spaventato, ne abbiamo fatti diversi, e il merito è il nostro pane quotidiano (il nostro operato è sempre oggetto di verifiche da parte di soggetti terzi … quanti dirigenti della PA possono dire lo stesso?). Ma la strada scelta dall’Amministrazione per delle semplici proroghe a termine risulta, per la sua totale inutilità, per le gravi conseguenze che porta con se e anche perché non ha nulla a che fare col merito, piuttosto offensiva nei confronti di lavoratori che vantano fra i 6 e i 15 anni di qualificatissimo servizio presso l’INGV.

I testi delle due diffide sono equivalenti ma per correttezza verso entrambe le sigle sindacali e per completezza di informazione li riportiamo entrambi (Clickare sulle immagini per aprire i singoli .PDF).

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*** Aggiornata la Pagina “Rassegna Stampa” con gli ultimi servizi sulla nostra situazione ***

Paralisi è la sensazione che ci ha colpito all’indomani della sentenza del processo di L’Aquila che ha visto condannati per omicidio colposo due ricercatori, due colleghi, del nostro Ente. Uno di essi, peraltro (Giulio Selvaggi), non era nemmeno parte della Commissione Grandi Rischi. Avremo modo di scriverne. Non serve aspettare le motivazioni della sentenza, ci sono fin troppo chiare ormai e non le condividiamo, come del resto tutto il mondo scientifico nazionale e internazionale.

Ma paralisi è anche quella che sta colpendo l’INGV nel suo funzionamento ordinario e straordinario. Da alcuni giorni il personale precario (che lo ricordiamo rappresenta il 40% dell’Ente e dal 40% al 90% in molti ruoli sensibili non solo di ricerca ma anche nel monitoraggio) è costretto a prendersi le FERIE FORZATE perché alla fine dell’anno scadranno i contratti di 245 persone che dal 1° Gennaio non saranno più dipendenti dell’INGV.

La paralisi è già iniziata e sarà progressivamente crescente fino a fine anno, a causa delle ferie residue e dei recuperi che per legge siamo costretti a prendere a causa della licenziamento a fine Dicembre. Questo è stato ben esposto con una serie di documenti ufficiali inviati dai Direttori delle Sezioni dell’INGV, in particolare quelle più esposte come il Centro Nazionale Terremoti, Catania Osservatorio Etneo, Palermo, Napoli Osservatorio Veusuviano, al Direttore Generale Ghilardi, al C.d.A. e al Presidente Gresta, che quindi son ben informati delle conseguenze delle loro scelte.

Se in passato in occasione di sequenze sismiche che hanno colpito duramente la popolazione abbiamo messo da parte le nostre proteste (è successo a L’Aquila come in Emilia, sempre), la prossima volta non potremmo nemmeno volendo. E da Gennaio non saremo nemmeno dipendenti.

Perché tutto questo? La spiegazione in due ottimi articoli di Pubblico e L’Unità e in due comunicati Sindacali … Ma anche in “due righe” nostre che è giusto riportare.

Il nuovo Direttore Generale, il Dott. Massimo Ghilardi (ex dirigente MIUR sotto la Gelmini e, brevemente, sotto Profumo) ha convinto il nostro CdA (per la verità a maggioranza e non all’unanimità) a VIOLARE un accordo sindacale per le PROROGHE dei nostri contratti a TEMPO DETERMINATO. Non si parla di assunzione a tempo indeterminato, che ormai è un miraggio.

Il nuovo Presidente dell’INGV, il Dott. Stefano Gresta, che insieme al CdA aveva APPOSTO LA SUA FIRMA SULL’ACCORDO, dopo l’arrivo del nuovo Direttore Generale si è totalmente appiattito sulle sue posizioni.

Tutti insieme hanno allegramente deliberato che la cosa giusta da fare in regime di spending review è buttare soldi per bandire circa 200 concorsi per 200 proroghe e fare tutto questo in 2 mesi (ridicolo) su cui avevano già un accordo coi sindacati, peraltro visto e approvato nelle sue basi giuridiche dalla Funzione Pubblica. 200 concorsi per riassumere le stesse persone? Per fare esattamente le stesse cose? Dopo aver dichiarato nell’accordo la necessità di tenerli in servizio (visto il peso che hanno nelle funzioni base dell’Ente)? Mah … quando qualcosa sembra illogico ma è portato alle estreme conseguenze vuol dire che non hai capito cosa c’è dietro.

C’è qualcosa che non va con l’INGV.

L’INVALSI ha firmato poco prima di noi un accordo esattamente identico al nostro, per le stesse ragioni ma con fondi distribuiti diversamente. A loro non dicono nulla e il loro DG non frantuma l’Ente pur di non prorogare con l’accordo. Tutta questa ignorante ostinazione è per noi incomprensibile.

E’ una nuova fase. Brutta per tutti, anche per chi come noi, e diversamente da molti colleghi stranieri, ha dedicato metà del suo tempo di vita e lavorativo al servizio per l’INGV e per l’Italia e non alla pubblicazione di articoli per ingrossare il proprio Curriculum (che comunque è mediamente di alto livello alla faccia dei tanti incapaci che dirigono il Paese a vari livelli).

Di seguito articoli e comunicati:

COMUNICATO STAMPA del Personale INGV

Mozione Assembleare Personale/OOSS

Dichiarazione dello Stato di Agitazione

Articolo su “Pubblico” di Luca Telese a cura di Maria Grazia Gerina
Articolo (nuovo) su “L’Unità” a cura di Jolanda Bufalini

Sembrerebbe una commediola di basso livello se non si parlasse della sorveglianza sismica e vulcanica, delle nostre vite, del nostro lavoro e della dignità dell’INGV che è un Ente Pubblico di Ricerca.

Nell’ultimo post avevamo ancora la speranza che l’accordo per le proroghe a tempo determinato (!!) dei nostri contratti sarebbe stato rispettato.

Invece ci troviamo costretti a comunicare che il Direttore Generale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Dott. Massimo Ghilardi, in piena sintonia con il Presidente dell’INGV, Dott. Stefano Gresta, e su disposizione a maggioranza del Consiglio di Amministrazione dell’INGV, ha deciso di non dar seguito all’Accordo Decentrato d’Ente sindacale firmato in data 18 luglio, contenente le garanzie per la proroga fino a dicembre 2016 dei contratti di quasi 250 unità di personale precario in scadenza a dicembre 2012.

Questa decisione unilaterale, oltre a minare il futuro del personale precario INGV (ricercatori, tecnologi, tecnici e amministrativi), produrrà una grave mancanza di personale nell’Ente mettendo in gravissima difficoltà la sorveglianza sismica e vulcanica del territorio nazionale e lo svolgimento di progetti di ricerca che finanziano l’ente per oltre 20 milioni di Euro ogni anno.

Riteniamo necessario che il C.d.A. e il Direttore Generale diano pieno corso ad accordi sindacali già firmati e avallati dagli organi competenti, ancor più che nell’interesse dei lavoratori, per salvaguardare il ruolo istituzionale dell’INGV verso la Protezione Civile e la popolazione.

Su questo argomento è stato emanato da poco un comunicato del Segretario Generale della FLC-CGIL, Domenico Pantaleo, che aggiunge alcuni elementi importanti alla questione.

Aggiornamento: è uscito su Pubblico, giornale diretto da Luca Telese, del 20 ottobre un articolo davvero ben fatto che aiuta a capire meglio i dettagli della vicenda che ci riguarda. Lo trovate cliccando sull’immagine qui sotto.

Niente è ciò che sembra ma una cosa è certa: i lavoratori sono circondati da troppi emuli del Gatto e della Volpe.

Cosa vuol dire? Nell’ultimo post avevamo detto che avremmo considerato chiusa la partita solo quando fosse stata apposta la nuova data del 31/12/2016 sui nostri contratti, come da Accordo Integrativo del 18 Luglio scorso siglato dalla nostra Amministrazione e dalle Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative (CGIL, CISL, UIL) più Anpri e USI-RDB.

L’accordo è valido, a norma di legge, e non richiede quindi il vaglio della Funzione Pubblica (la Volpe), nè di altri ministeri.

Il 28 settembre però è arrivato un parere, evidentemente richiesto dalla nostra amministrazione il 13 settembre scorso, da parte di un solerte dirigente della Funzione Pubblica. Tale parere, come ben spiegato in un comunicato della FLC-CGIL, non avrebbe nulla a che fare col nostro accordo ma curiosamente si conclude con un sufficiente ammontare di parole confuse tale da poter indurre il lettore a un inutile quanto fuori luogo “attendismo”, quello si a tempo indeterminato, sull’applicazione delle nostre proroghe contrattuali.

Comprensibilmente noi, che ci sentiamo a questo punto pedine di un gioco piuttosto strano che va oltre i termini di legge, siamo un tantino agitati … di nuovo.

Forse non è stata sufficientemente chiara la nostra lettera al Ministro Profumo di alcuni mesi fa, che non ha ancor avuto risposta, e nemmeno lo stato di agitazione che ha preceduto la sigla dell’accordo. Forse non è chiaro a troppi burocrati che non si gioca con l’esistenza delle persone in questo modo politically “scorrect“.

Forse per un dirigente della Funzione Pubblica è difficile immaginare le conseguenze che possono avere le sue parole gettate li alla rinfusa in un parere che non avrebbe nemmeno dovuto essere richiesto e che con noi non dovrebbe avere nulla a che fare. Ma pensiamo che non sia proprio il caso che noi, che di problemi ne abbiamo già abbastanza, ci mettiamo pure nei panni di un dirigente della Funzione Pubblica.

Abbiamo chiaro, in questo gioco, chi sia la Volpe, ma non ci è ancora chiaro chi sia il Gatto. Di sicuro noi noi non vogliamo essere i topi.

Sul lavoro di milioni di persone oneste e capaci ci pare si stia giocando una partita sporca e al massacro, come se il malcelato obiettivo finale fosse quello di espellere il maggior numero di persone possibile dal mondo del lavoro (pubblico e privato).

In questa partita le prime vittime sono i meno tutelati, i più esposti, senza alcuna cura nemmeno per il merito e le capacità, nel pieno rispetto della tradizione dei governanti italiani.

Vorremmo che tutto questo finisse. Che non continuassimo a doverci sentire come gli indiani d’america quando firmavano trattati capestro con gli invasori sapendo che anche quei trattati sarebbero stati disattesi.

Ci auguriamo naturalmente che la nostra Amministrazione manterrà la parola data quando ha assicurato che il nostro Accordo Decentrato di Ente del 18 Luglio non è in discussione. Però siamo preoccupati, visto anche il contesto per nulla rassicurante e l’imminenza del 31/12/2012.

Vi lasciamo alla lettura di questo bell’articolo uscito il 6 ottobre sull’unità, a firma di Paolo Valente.