Archivio per luglio, 2013

Ci risiamo.

Di nuovo l’Italia delle emergenze in cui non viene concesso un giorno in più per lavorare sulle cose importanti, ma si possono mortificare anni di sviluppo e dignità dei lavoratori, per poi godersi meritate vacanze.

Il Decreto del Fare, nella sua discussione nelle commissioni alla Camera, ha visto approvati ed inclusi emendamenti che si fatica a capire che attinenza abbiano con il testo di legge; al tempo stesso ha visto rigettare l’emendamento 58.11 di cui abbiamo parlato (qui), non solo inerente l’articolo 58, ma a dir poco sacrosanto.

Adesso sentiamo dire che non si può tornare all’esame in commissione per riconsiderare alcuni emendamenti, fra cui avremmo sperato anche il 58.11, perché non c’è tempo.

C’è la fiducia.

Forse dovremmo impiegare parte del nostro tempo a leggere uno per uno gli emendamenti approvati nelle commissioni e chi li ha firmati, per capire nel dettaglio quali interessi di chi sono stati difesi nel nome del Popolo Italiano.

Ma siamo certi che se noi facessimo questo lavoro (e lo faremmo bene ed in fretta) nessun altro potrebbe sostituirsi a noi nella gestione di crisi sismiche, quando oltre a dover localizzare per la Protezione Civile in due minuti un terremoto, mentre i sismografi ancora ballano, bisogna anche rispondere alle telefonate di cittadini spaventati che nel cuore della notte chiedono angosciati cosa fare. E rispondere non è facile, perché in questo Paese manca la cultura della prevenzione e la percezione delle spiegazioni scientifiche di fenomeni naturali finisce per essere distorta fino a costare 6 anni di carcere.
Ciononostante queste situazioni sono gestite e bene e con responsabilità.

Quindi, noi leggiamo gli emendamenti, voi gestite la sala sismica al posto dei sismologi?
Proviamo.

La verità è che la fiducia che un governo mette sulle leggi è inversamente proporzionale a quella che i cittadini hanno verso il governo stesso.

Noi siamo in difficoltà, voi state peggio.

Chiunque abbia visto Rocky I sapeva fin dall’inizio che il migliore sarebbe stato lui ma forse Punchnon si aspettava di vederlo prendere tutte quelle mazzate.

Noi, pur non pretendendo di essere i migliori, sapevamo di essere bravini e soprattutto di fare al meglio e col massimo impegno il nostro lavoro. Avevamo anche la sensazione, cosa non secondaria, di lavorare in un bell’Istituto e di portare un certo lustro al Paese (lo abbiamo scritto molte volte su queste pagine) tramite le tante collaborazioni internazionali e progetti di ricerca.

Nel frattempo di pugni in faccia ne abbiamo presi tanti, tantissimi e chi segue questo blog lo sa bene. L’ultimo pochi giorni fa.

Oggi dopo l’ultima mazzata e a 5 mesi dal giorno in cui 250 degli oltre 300 precari dell’INGV dopo anni di onorata carriera scadono … di nuovo, è arrivata una buona notizia e una conferma che il nostro impegno porta i suoi frutti.

Secondo le valutazioni espresse dall’ANVUR

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) si affermano ai primi posti nella classifica di valutazione della ricerca italiana. […] 

Fra i grandi enti pubblici di ricerca il più innovativo in rapporto alle sue dimensioni risulta, nella valutazione dell’ANVUR, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) […]

E’ vero che questa è una valutazione nazionale, il che non diminuisce l’importanza del risultato, ma è pur vero che nel caso dell’INGV è assolutamente confermata da una internazionale, quella del prestigioso Science Watch, che ci vede dal 2008 al 2010 come terzo Ente per produttività al MONDO nel nostro campo.

Questo è un messaggio diretto a chi in questo momento, con le sue decisioni politiche, può far si che le persone che hanno contribuito in modo determinante a questi risultati possano restare come patrimonio permanente di questo Paese oppure andarsene.

Il prossimo pugno in faccia potrebbe essere l’ultimo.

Un emendamento sul “decreto del fare” (58.11, primo firmatario l’On. Marco Miccoli, di cui al nostro precedente post) viene proposto per consentire l’adeguamento della dotazione organica a quegli Enti di Ricerca Pubblici che abbiano precariato storico, nel rispetto delle leggi dello Stato già esistenti.

L’art. 58 del “Decreto del Fare”, sul quale si chiede di intervenire, riguarda proprio Disposizioni URGENTI, per lo SVILUPPO del sistema universitario e degli ENTI DI RICERCA.

L’emendamento 58.11 RIGUARDA gli Enti Pubblici di Ricerca (tutti).

L’emendamento 58.11 recita “al fine di consentire agli Enti Pubblici di Ricerca di svolgere con pienezza le proprie funzioni istituzionali“. Funzioni che includono, ad esempio, il monitoraggio dei terremoti per la Protezione Civile: quindi è URGENTE e riguarda lo SVILUPPO.

L’emendamento 58.11 parla esplicitamente d’interventi sulla dotazione organica a COSTO ZERO.

L’Art. 58 esordisce parlando di utilizzo del TURN OVER, ossia risorse liberate da pensionamenti; se la dotazione organica di un Ente di Ricerca è satura, tuttavia, tali risorse non possono essere sfruttate. La rideterminazione a costo zero della dotazione organica è condizione necessaria per usare le risorse del TURN OVER già disponibili.

L’emendamento 58.11 permette l’applicazione dell’Art. 58 in egual modo da parte di tutti gli enti di ricerca: SENZA l’emendamento 58.11,  l’Art. 58 E’ DISCRIMINATORIO.

CIONONOSTANTE

le commissioni I e V, riunite, lo dichiarano inammissibile perché:

[…] non possono ritenersi ammissibili le proposte emendative che non siano strettamente attinenti alle materie oggetto dei decreti-legge all’esame della Camera. [..]

[…] La necessità di rispettare rigorosamente tali criteri si impone ancor più a seguito […] di alcuni richiami espressi dal Presidente della Repubblica nel corso della precedente Legislatura. […] Il principio della sostanziale omogeneità delle norme contenute nella legge di conversione di un decreto-legge è stato altresì richiamato nel messaggio del 29 marzo 2002, con il quale il Presidente della Repubblica […]

[…] il Presidente della Repubblica ha altresì inviato un’ulteriore lettera […] in cui ha sottolineato «la necessità di attenersi, nel valutare l’ammissibilità degli emendamenti riferiti ai decreti-legge, a criteri di stretta attinenza […]

Ma queste giustificazioni palesemente non si possono applicare all’emendamento 58.11!!

L’Istituto Nazionale di Geofisica ha accumulato un precariato storico di ormai lunghissima data: si arriva a sismologi di caratura internazionale che alle soglie del 20esimo anno di precariato vedono la scadenza del contratto a dicembre 2013.

L’assenza di dotazione organica ha impedito il consolidamento in ruolo di questi scienziati.

Molti sono già fuggiti all’estero. Gli altri, per fuggire all’estero, aspettano solo ulteriori umiliazioni come quella che si è appena consumata.

Quello che lentamente muore è il sistema della ricerca italiana; noi facciamo Ricerca da una vita, con passione e indicibili sacrifici.

Voi parlamentari avreste potuto dare un contributo a migliorare la situazione, ma l’avete pretestuosamente evitato.

L’invito che segue, quindi, l’avete meritatamente conquistato sul campo: VERGOGNATEVI.

COSA CHIEDIAMO

Riammettete l’emendamento 58.11 e votatelo. Permettete agli Enti di Ricerca che sono nelle condizioni di farlo, di adeguare la dotazione organica alle reali esigenze e funzioni previste dalla legge.

Fate qualcosa per farci cambiare idea, per farla cambiare anche a quelli più giovani di noi che ormai pensano che “chi guida l’Italia forse ha perso la patente, ma qui non si può parlare con il conducente”.

Un ringraziamento va a tutti coloro che, pur non essendo precari all’INGV, stanno sostenendo questa causa da anni, troppi anni.

Lo sviluppo e quindi il rilancio e la stabilità dell’economia passano per gli investimenti in ricerca e questo lo dimostrano i Paesi più forti dell’area Euro. Dunque lo sviluppo passa per il rilancio delle competenze e la tutela delle persone che le hanno.

Tuttavia gli Enti Pubblici di Ricerca, in Italia, sono vessati non solo da scarsi finanziamenti ma anche da assurdi cavilli burocratici che stanno producendo una crescente fuga verso l’estero.

In questo panorama e per la prima volta da anni, c’è uno spiraglio di luce e di buonsenso che emerge proprio dai lavori dell’attuale Parlamento: un emendamento (58.11) all’Art. 58 del DL 69/2013 (Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia, il cosiddetto “decreto del fare”) che se approvato, come speriamo, darebbe un po’ di ossigeno a Enti che, come l’INGV, versano ormai in una situazione intollerabile per il precariato storico di altissimo profilo scientifico.

L’emendamento in pratica consente agli Enti di Ricerca che abbiano personale stabilizzando relativo alle Leggi Finanziarie 2007 e 2008 e/o personale che abbia superato il 5° anno di lavoro a t.d. (come da Contratto Collettivo Nazionale della Ricerca) di aumentare la propria dotazione organica in modo da essere almeno messo nelle condizioni di assumerlo NEL CASO CI SIANO GIA’ I SOLDI per farlo. Dunque è una operazione di civiltà e buon senso a COSTO ZERO per lo stato che permetterebbe agli Enti di assumere personale qualificato che già svolge un lavoro essenziale per l’Ente da anni.

Nel caso dell’INGV questo consentirebbe di risolvere una situazione assurda per cui delle circa 900 persone che mandano avanti l’istituto che dal 2008 è il terzo per importanza al livello mondiale nella sismologia, solo 500 ne sono ufficialmente riconosciute. Le altre, noi precari, producono conoscenza, svolgono divulgazione, fanno monitoraggio per la Protezione Civile ma… essenzialmente non sono considerate come parte dell’Ente.

Raccomandiamo a tutte le forze politiche e al Governo di approvarlo, dimostrando la volontà di iniziare un percorso fruttuoso di sostegno e rilancio alla Ricerca.


Raccomandiamo ai Presidenti degli Enti Pubblici di Ricerca di sostenerlo con forza e determinazione.

Chiediamo a chi legge queste righe di sostenere l’approvazione di questo emendamento nelle commissioni in cui viene discusso

Link al decreto legge:

http://www.camera.it/leg17/126?idDocumento=1248

Link all’elenco degli emendamenti del decreto:

http://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/bollet/201307/C1248/1248_ARTICOLI.htm

TESTO:

1-bis) Fermo restando che l’accesso ai ruoli della pubblica amministrazione è comunque subordinato all’espletamento di procedure selettive di natura concorsuale o prevista da norme di legge, al fine di consentire agli Enti Pubblici di Ricerca di svolgere con pienezza le proprie funzioni istituzionali tramite il consolidamento in ruolo del personale in possesso dei requisiti di cui agli articoli 1, comma 519, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e 3, comma 90, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, nonché del personale in possesso dei requisiti di cui all’articolo 5, comma 2, del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro degli Enti Pubblici di Ricerca sottoscritto in data 7 aprile 2006, i medesimi Enti, previa autorizzazione dei Ministri vigilanti, sono autorizzati alla rideterminazione della propria dotazione organica, in ragione dei finanziamenti di origine governativa, entro il limite dell’80 per cento delle proprie entrate correnti complessive, come risultanti dal bilancio consuntivo dell’anno precedente, e comunque senza oneri aggiuntivi a carico dello Stato. La rideterminazione è eseguita senza incremento di posti dirigenziali.
58. 11. Firmatari: Miccoli, Coscia, Mosca, Agostini, Albanella, Fontana, Laforgia, Madia, Martelli, Tidei.