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L’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), come molti sanno, è nato dalla fusione di diversi osservatori geofisici italiani in un unico Ente. Per la sua storia, iniziata come Ente unico nel 2001, e per la natura delle materie di cui si occupa, l’INGV ha forti legami con il territorio ed è un Ente “multisede“.

Fra le diverse realtà che furono accorpate, alcune spiccano per la lunga storia che le caratterizza. La sede di Roma su cui convergono i segnali sismici di tutta italia e dove è presente il nucleo centrale dell’ex ING (Istituto Nazionale di Geofisica). La sede di Napoli – Osservatorio Vesuviano e quella di Catania – Osservatorio Etneo, sono fra le più antiche. E poi c’è la sede di Grottaminarda.

La sede di Grottaminarda è relativamente recente. E’ nata dopo il 2001, data di creazione dell’INGV e si trova in provincia di Avellino in un’area che nel 1980 fu fortemente colpita dal terremoto dell’Irpinia . E’ nata come parte di un progetto che aveva lo scopo di raddoppiare la densità di monitoraggio della rete sismica e geodetica del sud italia (Sicilia esclusa dove sono predenti le sedi di Palermo e Catania) rendendola più omogenea possibile rispetto al resto della Rete Nazionale e al contempo portandola ai livelli più moderni dal punto di vista della tecnologia.

La rete è stata raddoppiata con successo. Il personale della sede garantisce il mantenimento delle infrastrutture di monitoraggio e il centro INGV in cui lavora quel personale costituisce anche il cosidetto “Disaster Recovery” in caso di malfunzionamento della Sala Centrale di Roma.

Nel tempo, gli ultimi 8 anni, quel personale ha anche aumentato il proprio livello di qualifica e specializzazione ed ha aggiunto al centro e quindi al portale web verso i cittadini, funzioni e attività che hanno un impatto diretto sul territorio circostante e sulla ricerca.

Ecco, di quel personale si parla in questo approfondimento di A. Marolda.

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Dopo circa 21 anni dalla legge n. 168 del 1989 in cui veniva riconosciuto alle Università Italiane il diritto di autonomia statutaria così come espressamente richiamato dall’articolo 33 della Costituzione della Repubblica Italiana, con la legge n. 165 del 2007 (modificata in seguito con l’articolo 27 della legge n. 69 del 2009) anche per gli Enti Pubblici di Ricerca (EPR) vigilati dal Ministero dell’Università e della Ricerca, si è inteso procedere alla realizzazione di statuti autonomi, corrispondendo in tal modo al dettato costituzionale.

A questo fine il decreto legislativo n. 213 del dicembre 2009 definisce le modalità e i limiti per la realizzazione di questi statuti (di enti quali il CNR, l’INAF, l’INGV). Di fatto  questo decreto restringe i limitati margini di autonomia imposti dalla legge delega con vincoli che minano alla base la dichiarata autonomia statutaria. [Continua a leggere e firma … ]