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Una necessaria premessa

Prima di entrare nell’argomento del presente post, vogliamo ricordarvi che più di una volta su questo Blog abbiamo sottolineato come fosse chiara la linea dei vari governi che si sono succeduti negli ultimi 5 anni: far pagare, con l’espulsione, ai precari dalla Pubblica Amministrazione anni di mala-gestione delle risorse finanziarie da parte dei politici e dei loro prezzolati dirigenti.

L’aspetto dell’espulsione dei precari dalla Pubblica Amministrazione per l’INGV è stato sempre piuttosto evidente quanto pressante perché a differenza di tanti altri Enti Pubblici l’INGV non ha mai potuto sanare nemmeno il suo precariato storico (fatte salve poche unità) a causa della inesistente  e per giunta tagliata Dotazione Organica. In 5 anni di dure lotte ne abbiamo imparate di cose su dove vanno a parare certi provvedimenti e certi “rinvii”.

Per questo siamo molto affezionati all’intervento operativo del Ministro Carrozza sull’INGV col DL 104, attualmente in fase di conversione.

Ma per i precari della Pubblica Amministrazione il problema è la versione definitiva del DL 101.

La polpetta avvelenata

Il DL 101 del Ministro D’Alia, ora convertito in legge, si proponeva di sanare in parte (solo in parte) la situazione dei precari assumendo sulle risorse disponibili una parte della forza lavoro tramite concorsi da espletare fino al 2015. Per dare la possibilità ai precari di partecipare ai concorsi era prevista una proroga fino al 2016 dei contratti e parimenti delle graduatorie vigenti di idonei.

Un vero genio ha però pensato bene di introdurre un emendamento, la polpetta avvelenata, che limita la possibilità di proroga (non di assunzione che va su concorso, ma di prosecuzione a termine dei contratti) al numero di posti vacanti in dotazione organica . Sembra una differenza da poco ma noi che di dotazione organica ce ne intendiamo possiamo spiegarvi cosa vuol dire in due parole: all’INGV, in assenza della deroga di cui al DL 104, TUTTI i precari sarebbero stati licenziati in tronco! Perché l’INGV non ha dotazione organica libera. Altri EPR come l’ISFOL per esempio, in assenza di una deroga, se la vedrebbero brutta.

Una “pezza” è stata messa da qualche più avveduto politico con un emendamento che restringe, si fa per dire, il danno ai precari pagati su fondi ordinari, facendo salvi per un po’ quelli pagati su fondi di progetti esterni. Di più non è stato possibile fare sul 101 che adesso è legge.

Unica deroga a questo massacro: gli Enti locali. Tanto per cambiare. La più grande vittima di questo massacro: gli EPR. Tanto per cambiare.

L’emendamento-polpetta peraltro dimostra una crassa ignoranza del funzionamento degli EPR: molti precari negli Enti di Ricerca sono pagati su fondi di progetti Europei o privati e NON si può andare a dire a un progetto Europeo che per squallida burocrazia italiota l’Ente non può più lavorare al progetto in corso perché non può amministrativamente prorogare contratti che peralto non è l’Italia che paga. Da cui la “pezza”.

Dunque: circa 190.000 precari stanno per essere messi per strada di punto in bianco. Moltissimi negli EPR.

L’ipocrisia

Ichino, che con un lungo intervento ci porta a pensare che sia lui l’ispiratore della polpetta, ha spiegato che non li possiamo tenere [i precari], quindi meglio dirglielo subito e poi andranno a lavorare nel privato. Su quest’ultimo punto è stata fatta già un’ottima analisi.

Caro Ichino, ispiratore del più demagogico e televisivo Brunetta, i precari sono ciò che tiene in piedi la P.A. NONOSTANTE gli anni di clientelismo politico che hanno permesso che arrivassero ai posti di dirigenza persone spesso non meritorie e incapaci di rendere la P.A. competitiva. Ancora una volta voi e i vostri simili, manipolando i dati, scaricate sui più deboli, i lavoratori con contratto a termine, responsabilità che non hanno, lasciando al loro posto persone che continueranno a fare danni.

Per mettere un freno a questi incapaci dirigenti, tanto potenti quanto de-responsabilizzati, voi ancora una volta inserite norme su norme che non affrontano mai il problema in modo scientifico ma demagogico.

Ancora una volta si parla di risparmio ma non saranno i miseri stipendi dei precari a risollevare le sorti di una P.A. il cui difetto è l’incapacità dirigenziale di progettare, proiettare, analizzare e produrre cambiamento.

Ancora una volta non si presenta una soluzione come risultato di una analisi scientifica di un problema.

Cosa farebbe un politico serio

1) sanerebbe il precariato storico che non solo non ha colpa di come sta messa la P.A. ma anzi ne è l’asse portante senza il quale tanto vale eliminarla la P.A.

2) sfrutterebbe l’esistenza di una così folta schiera di lavoratori capaci, solo in parte giovani gli altri sono mediamente 40enni, per farli subentrare alla vecchia guardia sia operativa che dirigenziale, tramite turn-over (lett. avvicendamento).

3) eliminerebbe il ruolo permanente di “dirigente” e lo trasformerebbe in un ruolo a termine con possibilità di esercizio per soli due mandati e rinnovo del secondo mandato solo previa verifica dei risultati ottenuti, pagando il gettone di dirigenza solo per il periodo di effettivo esercizio del ruolo

4) farebbe una analisi scientifica dei rapporti costi/prodotti di ogni singolo segmento della P.A. e solo dopo andrebbe a verificare quali siano davvero le sacche di inefficienza e agirebbe solo su quelle, su base premiale

SOLO ed ESCLUSIVAMENTE DOPO TUTTO questo, inserirebbe, a regime, norme che non permettono di avere più precari di quanti se ne possano ragionevolmente assumere anno per anno in base al turn-over MA … proponendosi ogni anno di verificare quali segmenti della PA debbano essere potenziati tramite la possibilità di assumere più personale.

Questo sarebbe un vero politico e non uno squallido quanto poco preparato demagogo.

Alla fine una sola cosa è chiara: per fare politica seria è necessario avere, almeno in parte, lo stesso approccio ai problemi che abbiamo noi ricercatori: un approccio scientifico analitico. Perché l’alternativa, non averlo, vuol dire solo NON voler risolvere i problemi ma assicurarsi un altro mandato in Parlamento o in qualche Ente locale.

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Aggiornamento sui contratti

Il 15 gennaio 2013 il Direttore Generale, Dott. Massimo Ghilardi, ha comunicato di aver firmato le proroghe dei contratti del personale a tempo determinato scaduto il 31/12/2012.

Dunque, finalmente abbiamo in mano la proroga, fino alla fine del 2013 … forse!

Si, perché la scadenza al 31/12/2013 scritta sui contratti è accompagnata dalla clausola: “Il contratto di lavoro subordinato a tempo determinato con il Dott. MASSIMO RAGGIRO è rinnovato fino al 31/12/2013, fatte salve le disposizioni di legge che verranno eventualmente introdotte in materia di contratti di lavoro subordinato a tempo determinato […]

Nelle premesse dei contratti, la prima ragione di proroga è la Legge di Stabilità 2013 che proroga TUTTI i tempi determinati della Pubblica Amministrazione (non solo INGV) fino al 31/07/2013.

Al secondo punto del contratto è citato il nostro Accordo Sindacale del 18 Luglio 2012 col quale si stabiliva invece una proroga fino a dicembre 2016. Si cita l’accordo sindacale, quindi, ma non si applica, visto che la scadenza apposta è 31/12/2013 e non v’è alcun riferimento ad una eventuale “proroga fino al 2016”.

L’Amministrazione ha cioè ignorato di nuovo l’accordo decentrato (che pure aveva riconosciuto nuovamente valido il 20 Dicembre 2012, con modifiche minori); ha applicato la Legge di Stabilità (ovviamente) ed ha aggiunto 5 mesi poiché il bilancio INGV consente sicuramente una proroga fino alla fine del 2013. Qualora subentrasse qualcosa nuova norma, però, si dovrebbe rimettere tutto in discussione.

Ovviamente noi, stanchi di questa storia e quindi sollevati dall’avere almeno una proroga per prendere fiato, non siamo d’accordo con questa modalità di ripetuto scaricabarile (Funzione Pubblica prima,  Governo poi, con un intervento dei Maya ad un certo punto).

L’Amministrazione avrebbe dovuto e potuto semplicemente prorogare i nostri contratti fino al 2016 fatta salva la disponibilità di soldi, come da accordo sindacale, e a norma delle leggi vigenti, quindi in piena legittimità e al riparo da paventate (ma mai chiarite) “conseguenze amministrative”.

Se poi le leggi fossero state modificate, anche retroattivamente, ovviamente ne avremmo preso atto e avremmo spostato la nostra rivendicazione al Parlamento, come già avvenuto in passato.

Quello che abbiamo capito è che quando inizierà la nuova legislatura, sperando porti persone degne e ragionevoli alla gestione della cosa pubblica e sapendo che alla data di insediamento del nuovo governo noi comunque saremo ancora al nostro posto, avremo un bel discorsetto da fare ai nuovi Ministri.

Aggiornamento

L’8 Gennaio 2013 il Direttore Generale ci ha comunicato quanto segue:

  • La Legge di Stabilità, Art. 1 Comma 400, stabilisce che i contratti in scadenza al 31/12/2012 sono rinnovabili fino e non oltre il 31/07/2013
  • Gli Accordi Decentrati di Ente sono fatti salvi ma lo sarebbero, nell’interpretazione dell’Amministrazione, solo fino al 31/07/2013 e quindi consentirebbero proroghe solo fino a quella data; questa interpretazione sarebbe stata confermata a voce al nostro DG dal Dott. Naddeo, Funzionario del Dipartimento della Funzione Pubblica, che lo avrebbe autorizzato a comunicarlo ufficialmente alle OO.SS. (e quindi al personale).
  • L’amministrazione avendo i fondi disponibili e accertati fino al 31/12/2013 prorogherà i nostri contratti fino a quella scadenza e siglerà i contratti di proroga entro venerdì 11 con la data del 27/12/2012 FATTE SALVE LE DETERMINAZIONI che saranno prese nelle more dell’Accordo Quadro che si farà all’ARAN nei prossimi mesi … ovvero se all’ARAN si deciderà che il 31/07/2013 si va tutti a casa salvo concorsi, le nostre proroghe saranno automaticamente accorciate e noi magari dovremo fare un concorsone di ri-precarizzazione (cioè non per posti a tempo indeterminato ma sempre a tempo determinato).

Tanto per dire, a poche ore dalla mezzanotte di Venerdì 11 i contratti non sono ancora nelle nostre mani.

Comunque, noi, come ormai sapete a memoria, da accordo decentrato di Ente del 18/07/2012 abbiamo diritto a una proroga al 2016 con l’unico vincolo della verifica annuale della disponibilità dei fondi. Diritto che continua a esserci negato.

E’ importante che sappiate che questa interpretazione restrittiva dei 7 mesi, con in “regalo” altri 5 subordinati però all’Accordo Quadro, non sarebbe stata mai nemmeno pensabile SE il comma 400 della Legge di Stabilità non fosse SCRITTO COI PIEDI.

Chiunque l’abbia scritto in quel modo non dovrebbe occupare il posto che occupa, nè prendere lo stipendio che prende. A proposito di meritocrazia: non lo merita. Ma su questo torneremo prestissimo.

AGGIORNATA RASSEGNA STAMPA

A 23 giorni dalla scadenza di oltre 200 contratti la nostra amministrazione resta appiattita sulle posizioni insostenibili imposte dal Direttore Generale che hanno portato alla anomala “sospensione” del nostro accordo decentrato di Ente che, come tutti gli accordi decentrati, ha ricevuto il beneplacito della Funzione Pubblica. Tutto questo nonostante una diffida per attività antisindacale operata da FLC-CGIL e UIL-RUA e nonostante la situazione di crisi in cui versa l’INGV e le prospettive ancora peggiori dal 1° gennaio 2013.

Le uniche strade proposte dall’Amministrazione INGV sono estemporanei interventi esterni parlamentari o una inutile SUPPLENZA della Funzione Pubblica, portando avanti nel frattempo una assurda e un po’ “brancaleonesca” tornata concorsuale di “riprecarizzazione” delle stesse competenze, le nostre, per un anno.

Con queste scelte sconsiderate l’amministrazione di fatto ABDICA al suo ruolo pur in presenza di tutti gli strumenti normativi per prorogare in tutta tranquillità i nostri ormai decennali contratti.

La ridda di voci intorno a emendamenti per le proroghe fa ridere quando non fa tristezza e anche la proroga coatta al giugno 2013 paventata dal Ministro Patroni Griffi è un assurdo rinvio del problema per sei mesi al post-elezioni. Inoltre, stanti le dichiarazioni del Ministro e dei dirigenti della Funzione Pubblica sulla validità degli accordi decentrati di ente per le proroghe, un provvedimento del governo in questo senso dovrebbe rimandare a tali accordi e in questo senso il comportamento “pilatesco” della nostra Amministrazione è un sostanziale svilimento del ruolo e dell’autonomia degli Enti di Ricerca e dei loro Consigli di Amministrazione.

Per queste ragioni … le organizzazioni sindacali CGIL e UIL, col sostegno fortissimo del personale, hanno indetto uno

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Siamo arrabbiati, molto arrabbiati e se non otterremo quello che è giusto …

Tempo di Distruzione

Aggiornata la Rassegna Stampa

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Al di sopra del rumore di fondo, delle voci di corridoio e delle presunte opinioni, dei suggerimenti riportati e delle citazioni indirette,  delle millantazioni e delle giacchette tirate, emerge con forza una verità: ciò che viene scritto.

Ma nel nostro caso c’è voluto un secondo intervento della Funzione Pubblica, speriamo risolutivo, per ribadire quanto sostenuto con fermezza da mesi: l’accordo per le proroghe firmato il 18 Luglio 2012 all’INGV E’ VALIDO ED APPLICABILE.

Infatti il 21 Novembre, a valle di un incontro fra le Organizzazioni Sindacali e la Funzione Pubblica, è stato emesso un comunicato sindacale congiunto FLC-CGIL e UIL-RUA (click sull’immagine in calce per il PDF) che riporta le posizioni espresse in sede ufficiale dai dirigenti della Funzione Pubblica sulla assurda vicenda delle proroghe INGV.

Poniamo qui sotto in evidenza alcuni passi che ci sembrano importanti rispetto a quanto abbiamo sempre sostenuto, con cognizione di causa, su questo Blog e come hanno sempre sostenuto le organizzazioni sindacali (fino ad arrivare, FLC-CGIL e UIL-RUA, a una diffida all’amministrazione).

Noi ovviamente restiamo in prudente attesa (visto come è stata condotta la vicenda dall’Amministrazione fino a oggi) di vedere applicato l’accordo e firmate le nostre proroghe per poter finalmente occupare la nostra mente solo sugli argomenti che sono la nostra materia di studio e lavoro.

Intanto restano quindi aperte tutte le iniziative sindacali intraprese fra cui la diffida all’amministrazione e lo sciopero di ente dichiarato il 20 Novembre u.s. per una data a breve ma ancora da definire.

[…] La Dott.ssa Barilà [dirigente della Funzione Pubblica, n.d.r] ha poi specificato che il parere reso a INGV non intendeva sconfessare l’accordo anzi confermare attraverso una ricognizione normativa la legittimità della fonte: solo incidentalmente si richiamava in chiusura la possibilità di un accordo quadro successivo sulla materia dei contratti a termine. […]

[…] Il Dott. Naddeo [dirigente della Funzione Pubblica, n.d.r], ricordando che i direttori generali sono chiamati ad assumersi le loro responsabilità senza farsi scudo del dipartimento Funzione Pubblica […]

*** Rassegna Stampa Aggiornata ***

Servizio del TG3 del 30/10/2012

Fermo restando il contenuto del precedente post, che descrive la situazione dei precari INGV ad oggi, c’è un aggiornamento.

Il 18 Luglio 2012, quando la nostra Amministrazione ha finalmente firmato l’Accordo Decentrato di Ente per le proroghe dei contratti di circa 250 dipendenti con una lunga fino a lunghissima anzianità di servizio presso l’INGV, quei dipendenti si sono FIDATI della parola scritta del Presidente, dell’allora Direttore Generale e del C.d.A.

Quando a Settembre, dopo l’arrivo del nuovo Direttore Generale,  il Presidente e il C.d.A., a maggioranza, hanno violato quell’accordo siamo rimasti increduli soprattutto alla luce del fatto che quell’Accordo è normativamente ineccepibile ed eticamente corretto e rispettoso in parte dei lavoratori ma soprattutto della tutela dell’Amministrazione.

E allibite sono rimaste anche le OO.SS. (FLC-CGIL, UIL-RUA, FIRR-CISL, ANPRI, USI-RDB) che lo hanno firmato nel sentirsi, in aggiunta, proporre l’alternativa (si fa per dire) di una enorme quanto inutile e dispendiosa tornata concorsuale per … delle proroghe a tempo determinato (non assunzioni a tempo indeterminato) che metteranno inesorabilmente in ginocchio l’Ente per un tempo ancora non definibile.

Dopo mesi di strenui tentativi da parte delle OO.SS. e del personale di far tornare sui suoi rischiosissimi passi l’Amministrazione INGV, avendo portato a supporto ogni sorta di analisi dell’assetto normativo anche post-Fornero, ma avendo trovato come risposta un resistente muro di gomma, la UIL-RUA e la FLC-CGIL si sono viste costrette e hanno quindi deciso di DIFFIDARE l’Amministrazione dell’INGV dal non applicare l’accordo.

La “sospensione” unilaterale e immotivata operata dall’Amministrazione, infatti, si configura come una grave lesione delle prerogative sindacali.

Vi lasciamo alla lettura del testo della Diffida, con la speranza che il Presidente, il Direttore Generale e il CdA pongano fine a questa assurda situazione, decidendo di rispettare l’accordo per le proroghe in continuità contrattuale.

PS: i concorsi non ci hanno mai spaventato, ne abbiamo fatti diversi, e il merito è il nostro pane quotidiano (il nostro operato è sempre oggetto di verifiche da parte di soggetti terzi … quanti dirigenti della PA possono dire lo stesso?). Ma la strada scelta dall’Amministrazione per delle semplici proroghe a termine risulta, per la sua totale inutilità, per le gravi conseguenze che porta con se e anche perché non ha nulla a che fare col merito, piuttosto offensiva nei confronti di lavoratori che vantano fra i 6 e i 15 anni di qualificatissimo servizio presso l’INGV.

I testi delle due diffide sono equivalenti ma per correttezza verso entrambe le sigle sindacali e per completezza di informazione li riportiamo entrambi (Clickare sulle immagini per aprire i singoli .PDF).

*** Aggiornata la Pagina “Rassegna Stampa” con gli ultimi servizi sulla nostra situazione ***

Paralisi è la sensazione che ci ha colpito all’indomani della sentenza del processo di L’Aquila che ha visto condannati per omicidio colposo due ricercatori, due colleghi, del nostro Ente. Uno di essi, peraltro (Giulio Selvaggi), non era nemmeno parte della Commissione Grandi Rischi. Avremo modo di scriverne. Non serve aspettare le motivazioni della sentenza, ci sono fin troppo chiare ormai e non le condividiamo, come del resto tutto il mondo scientifico nazionale e internazionale.

Ma paralisi è anche quella che sta colpendo l’INGV nel suo funzionamento ordinario e straordinario. Da alcuni giorni il personale precario (che lo ricordiamo rappresenta il 40% dell’Ente e dal 40% al 90% in molti ruoli sensibili non solo di ricerca ma anche nel monitoraggio) è costretto a prendersi le FERIE FORZATE perché alla fine dell’anno scadranno i contratti di 245 persone che dal 1° Gennaio non saranno più dipendenti dell’INGV.

La paralisi è già iniziata e sarà progressivamente crescente fino a fine anno, a causa delle ferie residue e dei recuperi che per legge siamo costretti a prendere a causa della licenziamento a fine Dicembre. Questo è stato ben esposto con una serie di documenti ufficiali inviati dai Direttori delle Sezioni dell’INGV, in particolare quelle più esposte come il Centro Nazionale Terremoti, Catania Osservatorio Etneo, Palermo, Napoli Osservatorio Veusuviano, al Direttore Generale Ghilardi, al C.d.A. e al Presidente Gresta, che quindi son ben informati delle conseguenze delle loro scelte.

Se in passato in occasione di sequenze sismiche che hanno colpito duramente la popolazione abbiamo messo da parte le nostre proteste (è successo a L’Aquila come in Emilia, sempre), la prossima volta non potremmo nemmeno volendo. E da Gennaio non saremo nemmeno dipendenti.

Perché tutto questo? La spiegazione in due ottimi articoli di Pubblico e L’Unità e in due comunicati Sindacali … Ma anche in “due righe” nostre che è giusto riportare.

Il nuovo Direttore Generale, il Dott. Massimo Ghilardi (ex dirigente MIUR sotto la Gelmini e, brevemente, sotto Profumo) ha convinto il nostro CdA (per la verità a maggioranza e non all’unanimità) a VIOLARE un accordo sindacale per le PROROGHE dei nostri contratti a TEMPO DETERMINATO. Non si parla di assunzione a tempo indeterminato, che ormai è un miraggio.

Il nuovo Presidente dell’INGV, il Dott. Stefano Gresta, che insieme al CdA aveva APPOSTO LA SUA FIRMA SULL’ACCORDO, dopo l’arrivo del nuovo Direttore Generale si è totalmente appiattito sulle sue posizioni.

Tutti insieme hanno allegramente deliberato che la cosa giusta da fare in regime di spending review è buttare soldi per bandire circa 200 concorsi per 200 proroghe e fare tutto questo in 2 mesi (ridicolo) su cui avevano già un accordo coi sindacati, peraltro visto e approvato nelle sue basi giuridiche dalla Funzione Pubblica. 200 concorsi per riassumere le stesse persone? Per fare esattamente le stesse cose? Dopo aver dichiarato nell’accordo la necessità di tenerli in servizio (visto il peso che hanno nelle funzioni base dell’Ente)? Mah … quando qualcosa sembra illogico ma è portato alle estreme conseguenze vuol dire che non hai capito cosa c’è dietro.

C’è qualcosa che non va con l’INGV.

L’INVALSI ha firmato poco prima di noi un accordo esattamente identico al nostro, per le stesse ragioni ma con fondi distribuiti diversamente. A loro non dicono nulla e il loro DG non frantuma l’Ente pur di non prorogare con l’accordo. Tutta questa ignorante ostinazione è per noi incomprensibile.

E’ una nuova fase. Brutta per tutti, anche per chi come noi, e diversamente da molti colleghi stranieri, ha dedicato metà del suo tempo di vita e lavorativo al servizio per l’INGV e per l’Italia e non alla pubblicazione di articoli per ingrossare il proprio Curriculum (che comunque è mediamente di alto livello alla faccia dei tanti incapaci che dirigono il Paese a vari livelli).

Di seguito articoli e comunicati:

COMUNICATO STAMPA del Personale INGV

Mozione Assembleare Personale/OOSS

Dichiarazione dello Stato di Agitazione

Articolo su “Pubblico” di Luca Telese a cura di Maria Grazia Gerina
Articolo (nuovo) su “L’Unità” a cura di Jolanda Bufalini