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La neo-nata Rete della Ricerca Pubblica ha pubblicato un video-spot sul futuro della ricerca dopo la finanziaria, in questo martoriato, smemorato e autolesionista Paese … che però ha ancora una speranza: la rete!

Diffondete lo spot e il blog.

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Grazie alla giornalista di “Inviato Speciale” (Rai Radio 1), Marilù Merolla, che ha voluto sviscerare il problema, abbiamo potuto esporre la nostra situazione di precari INGV, sempre più critica, e più in generale quella in cui versano i precari della ricerca.

L’intervista non riporta solo le nostre parole, ma anche, tristemente, la conferma delle nostre parole da parte di Antonio Naddeo, Capo Dipartimento della Funzione Pubblica.

Stiamo perdendo ogni diritto al futuro per noi e per i nostri figli … e sta avvenendo per legge!

Il servizio inizia al minuto 13:40. Il file è in formato .ram e lo potete ascoltare all’indirizzo Rai cliccando l’immagine qui sotto.

Vi consigliamo di ascoltare con particolare attenzione il minuto 20:55, quando si affronta il problema della pianta organica … cruciale e irrinunciabile per l’INGV e il minuto 23:35 quando si parla di futuro, pensioni e prospettive per i precari di questo paese. In entrambi i casi è emblematica e istruttiva, nella sua schiettezza, la risposta di Naddeo.

Noi non ci arrenderemo mai …

Servizio sui precari degli Enti Pubblici di Ricerca

Riportiamo il contenuto del volantino di una importante iniziativa di FLC-CGIL FIR-Cisl e UilPA-UR AFAM che si terrà presso la sede centrale di Roma del nostro Istituto.

ASSEMBLEA-DIBATTITO
DEGLI ENTI PUBBLICI DI RICERCA
VENERDÌ 19 FEBBRAIO 2010
DALLE ORE 10 ALLE ORE 13
SALA CONFERENZE INGV
VIA DI VIGNA MURATA, 605 – ROMA

Oggi più che mai è urgente rilanciare gli investimenti complessivi in ricerca, razionalizzando l’impiego dei molteplici strumenti d’intervento previsti a livello regionale, nazionale e comunitario, troppo spesso governati senza alcuna logica di coordinamento.

La frammentazione della rete costituita dagli Enti pubblici, acuita dai recenti provvedimenti di riordino adottati da Governo e Parlamento, non favorisce il governo unitario del sistema.

Una prima lettura della bozza del Programma nazionale di ricerca 2010-2012, la cui definizione sembra imminente, mostra non pochi elementi d’incoerenza: con il quadro finanziario, con il Rapporto strategico nazionale 2009 e con il primo contributo del Governo alla consultazione della Commissione Europea sulla futura strategia «UE 2020», che questa primavera vedrà la ridefinizione degli obiettivi della strategia di Lisbona.
In una fase che vede una particolare vitalità degli Enti, si rischia di porre una pesante ipoteca sulla possibilità di conseguire risultati coerenti con gli obiettivi che, nell’ambito del percorso di ridefinizione dell’Agenda di Lisbona, saranno definiti dal Consiglio Europeo. Da questo punto di vista, assicurare al sistema pubblico prospettive adeguate, in particolare per quanto attiene allo sviluppo e alla valorizzazione di tutte le risorse umane impegnate nel sistema di ricerca pubblico extrauniversitario, decisamente sottodimensionate rispetto alle necessità del Paese, è un elemento cui occorre restituire la dovuta centralità.
Ad oggi, la comunità scientifica è stata estromessa da un dibattito che, accentuando le peggiori consuetudini della politica, è stato confinato tra ristrette elite.

Riteniamo fondamentale avviare percorsi mirati a stimolare la partecipazione diffusa dei lavoratori degli enti, in una fase cruciale per il futuro del nostro Paese.

[Volantino]