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Chiunque abbia visto Rocky I sapeva fin dall’inizio che il migliore sarebbe stato lui ma forse Punchnon si aspettava di vederlo prendere tutte quelle mazzate.

Noi, pur non pretendendo di essere i migliori, sapevamo di essere bravini e soprattutto di fare al meglio e col massimo impegno il nostro lavoro. Avevamo anche la sensazione, cosa non secondaria, di lavorare in un bell’Istituto e di portare un certo lustro al Paese (lo abbiamo scritto molte volte su queste pagine) tramite le tante collaborazioni internazionali e progetti di ricerca.

Nel frattempo di pugni in faccia ne abbiamo presi tanti, tantissimi e chi segue questo blog lo sa bene. L’ultimo pochi giorni fa.

Oggi dopo l’ultima mazzata e a 5 mesi dal giorno in cui 250 degli oltre 300 precari dell’INGV dopo anni di onorata carriera scadono … di nuovo, è arrivata una buona notizia e una conferma che il nostro impegno porta i suoi frutti.

Secondo le valutazioni espresse dall’ANVUR

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) si affermano ai primi posti nella classifica di valutazione della ricerca italiana. […] 

Fra i grandi enti pubblici di ricerca il più innovativo in rapporto alle sue dimensioni risulta, nella valutazione dell’ANVUR, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) […]

E’ vero che questa è una valutazione nazionale, il che non diminuisce l’importanza del risultato, ma è pur vero che nel caso dell’INGV è assolutamente confermata da una internazionale, quella del prestigioso Science Watch, che ci vede dal 2008 al 2010 come terzo Ente per produttività al MONDO nel nostro campo.

Questo è un messaggio diretto a chi in questo momento, con le sue decisioni politiche, può far si che le persone che hanno contribuito in modo determinante a questi risultati possano restare come patrimonio permanente di questo Paese oppure andarsene.

Il prossimo pugno in faccia potrebbe essere l’ultimo.

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A Roma, davanti al parlamento dove, da diversi anni, passa ogni nefandezza contro Scuola, Università ed Enti Pubblici di Ricerca, ieri c’è stata una manifestazione contro il DDL Gelmini sull’Università.
La discussione del provvedimento è stata rinviata perché la Tesoreria dello Stato, casualmente un giorno prima della manifestazione, ha dichiarato la mancanza di copertura finanziaria per alcuni emendamenti.
Lascio ogni commento al video de “Il Fatto Quotidiano” sulla piazza e poi a quello di Repubblica TV sull’irruzione di una parte dei manifestanti alla CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane)

 

Irruzione alla CRUI da Repubblica TV

La neo-nata Rete della Ricerca Pubblica ha pubblicato un video-spot sul futuro della ricerca dopo la finanziaria, in questo martoriato, smemorato e autolesionista Paese … che però ha ancora una speranza: la rete!

Diffondete lo spot e il blog.

Il messaggio della Manovra Finanziaria è il seguente:

  1. gli Enti Pubblici di Ricerca, funzionanti, produttivi, liberi e indipendenti … sono solo un fastidio
  2. essere lavoratori onesti e poco tutelati è una colpa da espiare col licenziamento
  3. gli eroi di questo paese sono evasori fiscali e costruttori abusivi

Ma come si fa? E al danno si aggiunge la beffa.

Sono giorni che, bozza dopo bozza, gli Enti Pubblici di Ricerca, uno alla volta, scompaiono, ricompaiono, vengono dimezzati, scorporati e re-incoroprati. Sembra di assistere ad un cinico Risiko: il CNR conquista con due carri armati il Kamchatka (cioè l’OGS, che si mobilita in assemblea permanente) e la Jacutia (cioè l’INAF). L’INGV viene attaccato dalla Protezione Civile (ricordate il famigerato Art. 12 del decreto Protezione Civile S.p.A.?), poi dal MIUR, ma si difende con tre carri armati e resiste. L’ISFOL è inizialmente soppresso, poi resuscitato e riesce a conquistare anche un continente (l’IAS, soppresso e annesso all’ISFOL). Ultimo aggiornamento: l’ISAE, soppresso e conquistato dal Ministero dell’Economia, contrattacca.

La cosa paradossale, che dimostra (a voler pensar bene) una pochezza da fare spavento, è che gli Enti Pubblici di Ricerca sono GIA’ sotto riordino per una legge delega dell’ex Ministro Mussi del governo Prodi che avrebbe dovuto iniziare l’iter 1 anno e mezzo fa. La Gelmini non solo se l’è presa comoda, ma per giunta invece di pensare e proporre alle parti un piano coerente di riordino che ha fatto? Ha delegato gli Enti a riordinarsi!!

E il governo che fa? Sovrappone ad un iter legale potenzialmente positivo uno sconclusionato, schizofrenico e raffazzonato provvedimento in manovra finanziaria. Il consenso poi lo si costruisce ad hoc, puntando sulla disinformazione dell’italiano medio cui viene dato a bere che si tratta di “Enti Inutili”. INUTILI SARETE VOI! Purtroppo anche dannosi.

Questo per quanto riguarda le soppressioni e gli accorpamenti. Poi c’è la manovra finanziaria nel suo dettaglio. Il vero schifo.

Se la manovra finanziaria restasse così com’è adesso, a prescindere da scioglimenti, soppressioni, scorporamenti e accorpamenti, per i 400 lavoratori precari dell’INGV tornerebbe lo spettro del licenziamento e per l’INGV stesso torna il rischio paralisi totale.

Dal 2011 infatti la spesa per i precari dovrebbe scendere al 50% di quella del 2009;

Il turn-over (un pensionamento = un’assunzione) è bloccato al 20% fino al 2013; considerato che noi siamo un ente con una bassa età media, potremo al limite assumere una gamba (ginocchio incluso).

Infine si riflette su di noi il taglio subito dal Dipartimento Protezione Civile (DPC), con un 30% di finanziamento in meno nella Convenzione col Dipartimento stesso.

Il primo punto per noi significa che la metà dei precari, la spina dorsale di questo Ente, quasi tutti con contratti in scadenza entro il 2011, e relative famiglie, rischiano di andarsene a casa … in un unica soluzione. Forse proprio a loro non è ancora abbastanza chiaro che questo rischio è concreto.

Il secondo punto per noi è la beffa finale. A noi serve l’autorizzazione ad assumere in DEROGA al turn-over (perché non va in pensione nessuno). Invece lo bloccano. E la nostra dotazione organica (il massimo numero di posti fissi consentito) è bloccata a 582 unità (la metà dei reali dipendenti)!

Il terzo punto: il Parlamento ha impegnato per almeno 4 volte il governo (le ultime 3 con parere favorevole del governo stesso) a risolvere la situazione paradossale in cui versa l’Ente, attraverso l’aumento della dotazione organica e l’autorizzazione ad assumere intanto gli aventi diritto (stabilizzandi). Promesse distribuite nell’arco degli ultimi due anni, ma rimaste tali.

Adesso il legislatore si mostra le vere intenzioni: mandare a casa un po’ di gente.

Nella classifica di Science Watch per il periodo 2000-2010 l’INGV risulta il terzo istituto di geofisica al mondo per numero di citazioni e pubblicazioni, dopo gli americani dell’USGS e del CALTECH e prima dei Giapponesi. E allora come giustificare provvedimenti che sviliscono la ricerca e impoveriscono il futuro di un paese?

Scriveva Cicerone duemila anni fa “Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?”.
Traduciamo per gli ignoranti al governo: “Fino a quando, Catilina, continuerai ad abusare della nostra pazienza?“.

Riportiamo il contenuto del volantino di una importante iniziativa di FLC-CGIL FIR-Cisl e UilPA-UR AFAM che si terrà presso la sede centrale di Roma del nostro Istituto.

ASSEMBLEA-DIBATTITO
DEGLI ENTI PUBBLICI DI RICERCA
VENERDÌ 19 FEBBRAIO 2010
DALLE ORE 10 ALLE ORE 13
SALA CONFERENZE INGV
VIA DI VIGNA MURATA, 605 – ROMA

Oggi più che mai è urgente rilanciare gli investimenti complessivi in ricerca, razionalizzando l’impiego dei molteplici strumenti d’intervento previsti a livello regionale, nazionale e comunitario, troppo spesso governati senza alcuna logica di coordinamento.

La frammentazione della rete costituita dagli Enti pubblici, acuita dai recenti provvedimenti di riordino adottati da Governo e Parlamento, non favorisce il governo unitario del sistema.

Una prima lettura della bozza del Programma nazionale di ricerca 2010-2012, la cui definizione sembra imminente, mostra non pochi elementi d’incoerenza: con il quadro finanziario, con il Rapporto strategico nazionale 2009 e con il primo contributo del Governo alla consultazione della Commissione Europea sulla futura strategia «UE 2020», che questa primavera vedrà la ridefinizione degli obiettivi della strategia di Lisbona.
In una fase che vede una particolare vitalità degli Enti, si rischia di porre una pesante ipoteca sulla possibilità di conseguire risultati coerenti con gli obiettivi che, nell’ambito del percorso di ridefinizione dell’Agenda di Lisbona, saranno definiti dal Consiglio Europeo. Da questo punto di vista, assicurare al sistema pubblico prospettive adeguate, in particolare per quanto attiene allo sviluppo e alla valorizzazione di tutte le risorse umane impegnate nel sistema di ricerca pubblico extrauniversitario, decisamente sottodimensionate rispetto alle necessità del Paese, è un elemento cui occorre restituire la dovuta centralità.
Ad oggi, la comunità scientifica è stata estromessa da un dibattito che, accentuando le peggiori consuetudini della politica, è stato confinato tra ristrette elite.

Riteniamo fondamentale avviare percorsi mirati a stimolare la partecipazione diffusa dei lavoratori degli enti, in una fase cruciale per il futuro del nostro Paese.

[Volantino]

Lettera Aperta

La Ricerca Calpestata

Come precari dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) vogliamo esprimere la nostra solidarietà ai colleghi precari dell’ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), in questi giorni in lotta per difendere non solo il loro posto di lavoro ma anche la dignità e la forza di un settore, quello della ricerca, essenziale per lo sviluppo di qualunque paese, ma che mai come oggi in Italia è violentemente calpestato.
Il recente appello del Presidente della Repubblica Napolitano sulla necessità di investire davvero nella ricerca e’ caduto, come sempre, nella totale indifferenza della classe politica. Diversamente, per noi precari della ricerca ha avuto una risonanza molto forte, soprattutto perché ha paradossalmente coinciso con il precipitare della situazione di tre dei più importanti Enti di Ricerca italiani, ISPRA, INGV ed INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), dopo quasi due anni di lenta agonia.
I precari dell’ISPRA stanno finendo in strada. All’INFN stanno arrivando, contro ogni logica, lettere di “risoluzione” del rapporto di lavoro agli stabilizzandi, cioè a quei ricercatori precari che hanno acquisito per legge il diritto ad essere assunti [Legge del 27 dicembre 2006, n. 296 e Legge del 24 dicembre 2007, n. 244].
I precari dell’INGV, dopo aver chiesto per mesi il necessario aumento della dotazione organica per poter continuare a svolgere il proprio lavoro, si trovano di fronte ad un durissimo attacco rivolto all’Istituto nella sua interezza: uno schema di decreto legge che profila la separazione fra ricerca e monitoraggio dei fenomeni sismici e vulcanici, portando di fatto un danno gravissimo sia alla ricerca che al monitoraggio, oltre che ai quasi 400 lavoratori precari (ricercatori, tecnologi e tecnici) che finirebbero in strada a causa della riduzione della pianta organica dell’INGV prevista dallo stesso decreto.
All’apice della crisi mondiale, mentre si sta lasciando nuovamente la finanza libera di rubare soldi all’economia reale, il governo italiano sta continuando a calpestare il settore della ricerca, prevedendo non investimenti in questo settore vitale, ma licenziamenti. Noi ricercatori precari dell’INGV riteniamo che la ricerca sia la base per il futuro di qualunque paese avanzato ed una fonte infinita di nuove conoscenze, di sviluppo scientifico e tecnologico e di nuove e migliori possibilità per le nuove generazioni, nella certezza che un paese di soli commercianti, imprenditori e politici non ha nessuna seria prospettiva di sviluppo e indipendenza. Ma una ricerca di alto profilo ed alto impatto sociale si può fare solo investendo risorse secondo una strategia di sviluppo mirata e pluriennale, e non attraverso tagli indiscriminati (impropriamente chiamati “razionalizzazioni”) e politiche di corto respiro.
La colpevole incapacità di intere generazioni di politici ed imprenditori italiani ad investire nello sviluppo scientifico e conoscitivo di questo paese non ci farà arrendere all’idea di un miope sfruttamento economico del suo presente. Perché il presente siamo tutti noi e il futuro sono i nostri figli.

I precari dell’INGV

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Solo chiacchiere e distintivo“. E’ un po’ quello che viene da pensare ogni volta che un governo parla di “più fondi alla ricerca”.

Il presidente Napolitano torna sugli investimenti in Ricerca e Sviluppo e stavolta dice qualcosa in più: vogliamo i fatti perché le chiacchiere ce le diamo in faccia (riassunto semplificato delle sue parole).

Per tutta risposta veniamo a conoscenza, dal sito dei colleghi precari dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) del fatto che il loro Ente sta inviando lettere di licenziamento a molti “stabilizzandi” in base a fantomatiche “leggi vigenti”.

E’ questa la risposta dello stato all’appello del Presidente della Repubblica?

Ai precari INFN, con i quali abbiamo condiviso la lotta fin dall’inizio, diamo tutto il nostro sostegno e ribadiamo che “NON ESISTE NORMA VIGENTE CHE IMPONGA LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO DEGLI STABILIZZANDI”.

E poi noi, i precari dell’INGV, che cosa dobbiamo pensare che ci succederà se questa è l’attenzione prestata alle parole del Presidente della Repubblica? In quale Buco Nero ci stanno per cacciare?