Posts contrassegnato dai tag ‘Decreto Legge’

Il 12 Settembre è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge 104Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca“. Questo decreto è finalmente un passo positivo avanti per il comparto gestito dal MIUR, dopo anni di inutili e dannosi stenti imposti dai precedenti governi. Il DL contiene un provvedimento, Art. 24, che riconosce la situazione annosa dei precari INGV e vi dà soluzione, sebbene spalmata su tempi preoccupantemente lunghi.

Il 31 Agosto era stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge 101Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni” che, all’Art. 4, reca disposizioni per una parziale soluzione del problema precariato: una tornata concorsuale limitata alle risorse del Turn-Over (pensionamenti) 2013-2015 per selezionare, fra i precari, quelli da tenere a tempo indeterminato, chiudendo le porte ovviamente a tutti gli altri (inibisce, d’ora in avanti, il proliferare di contratti a tempo determinato e la possibilità di prorogare gli altri). Una soluzione parziale, quindi, ma che dà una possibilità a parte dei precari di vedere finire questo ingiusto e dannoso stillicidio.

I Decreti Legge emanati dal Governo sono immediatamente operativi, visto il carattere di urgenza con cui lo strumento è stato pensato, ma la Costituzione democratica vuole che un provvedimento unilaterale del Governo sia comunque elaborato dalle Camere e convertito in legge entro DUE mesi, pena la decadenza.

Molti penseranno che finalmente il più sia fatto e che, come spesso in passato, il DL sarà sicuramente convertito in legge, come accadde per la famigerata Legge 133/2008 (già DL 112/2008) del Governo Berlusconi/Tremonti/Brunetta che ha sconquassato la Pubblica Amministrazione in generale e la scuola e la ricerca in particolare propagando i danni fino a oggi.

E invece in questo caso no.

I diversamente onorevoli Lanzillotta e Ichino (Scelta Civica) della Commissione Lavoro del Senato, non stanchi di sparare sui lavoratori più deboli senza però mai dare una sistemata a quei dirigenti incapaci figli dello spoil system, hanno definito l’operazione precari del DL 101 “una sanatoria”.

Delle due l’una: o non hanno letto il provvedimento e quindi non sanno che si parla di concorsi (riservati ai precari in servizio, solo per la metà), per giunta sulle esigue risorse assunzionali 2013-2015, oppure non lo hanno capito, suscitando dubbi sulla bontà con cui vengono spesi i soldi pubblici per i loro stipendi da parlamentari. Se la prendono anche con le proroghe fino al 2015 per chi ha diritto a partecipare al concorso, proroga che permette semplicemente di farlo, quel concorso, senza ingrossare le file della disoccupazione. Forse dimenticano che proprio il Governo Monti ha dovuto fare una proroga, per giunta generalizzata, per i precari della Pubblica Amministrazione, per scongiurarne il collasso.

Eh già! A reggere in piedi quel poco che resta di degno delle nostre istituzioni c’è proprio un esercito di precari.

Non contento dell’operato dei colleghi di cui sopra, il parlamentare Giancarlo Galan (PDL, presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera), spalleggiato dall’irriducibile Brunetta, ha sparato a zero sull’intero DL 104 presentato dal Ministro Maria Chiara Carrozza.

Ridicola è la motivazione: non si può, per Costituzione, abusare dello strumento del Decreto Legislativo.

Se non state ridendo è perché non ricordate di chi si parla: esponenti del governo record in quanto a DECRETI LEGGE e Fiducia. Un assurdo in termini, una ridicola follia.

E poi ci permettiamo di dire che dopo 5 anni di distruzione di massa del comparto Istruzione e Ricerca, e in particolare con una situazione dell’INGV critica quanto paradossale che ci vede di nuovo prossimi alle scadenze in 100 giorni, i provvedimenti del DL 104 SONO URGENTI.

Ricordiamo poi che ci sarà il passaggio parlamentare per la conversione dove le commissioni potranno agilmente  esperiamo decentemente emendare.

Allora ci chiediamo il perché di questo ennesimo attacco ai precari, all’Istruzione e alla Ricerca. Perché tutta questa squallida e pretestuosa ideologia ancora una volta?

Ci sorge il dubbio che questa sia una manovra per dilazionare nel tempo le attività parlamentari e rallentarle, con l’obiettivo di tenere sotto scacco il Governo, con una guerra fra bande consumata in Parlamento, ma a spese di persone come noi e come i precari della Pubblica Amministrazione (e i tanti lavoratori del privato e del pubblico) che questo Paese lo tengono in piedi dandogli dignità.

Le vuote critiche di cui sopra e le minacce di una crisi di Governo, proprio in questo momento, gettano nuove ombre sul nostro futuro.

Cominciamo a pensare che davvero all’INGV e all’intero Paese più che un Governo serva un bravo esorcista!

Padre Amorth si tenga pronto.

Annunci

Ieri durante la conferenza stampa del Governo Letta, a valle del Consiglio dei Ministri n° 21 (26/08/2013), il Ministro del MIUR Maria Chiara Carrozza ha presentato due provvedimenti di legge per gli Enti Pubblici di Ricerca.

Uno più generale contenuto nel Decreto Legge (DL) per semplificare, nell’ambito dell’autonomia degli Enti, l’immissione in ruolo dei ricercatori e l’altro, nel Disegno Di Legge (DDL), per la progressiva immissione in ruolo dei precari dell’INGV “[…] che svolgono un ruolo molto importante sia nell’ambito della Ricerca che nell’ambito del monitoraggio dei Terremoti”. [Video 24′ 30”]

Noi.

Dopo le tante battaglie che abbiamo portato avanti per la Ricerca in generale e per la nostra condizione lavorativa in particolare, stentiamo a credere che il Ministro del nostro Ministero vigilante ci abbia ascoltati e abbia capito la situazione paradossale in cui versa l’INGV a fronte del lavoro svolto da tutti noi con impegno, dedizione e profitto. Negli ultimi 5 anni non era mai successo. Si sa che in Italia la normalità è eccezionale e per la sua capacità di ascolto e volontà di soluzione dei problemi del suo/nostro settore crediamo che Maria Chiara Carrozza meriti un ringraziamento.

Se poi guardiamo oltre l’INGV, al comparto, il succo del DL e del DDL è che finalmente un Ministro della Ricerca e della Scuola ha sostenuto che

  1. si punta su chi la ricerca la pensa e la fa! Sulle persone;
  2. l’autonomia degli Enti Pubblici di Ricerca è un argomento chiave;

Anche questa è una novità assoluta che va nel senso del programma proposto da Rete Ricerca Pubblica alcuni mesi fa e delle indicazioni di riforma del settore sostenute in particolare da FLC-CGIL e UIL-RUA.

Forse ci voleva non solo un Ministro del settore (la Gelmini non lo era ma Profumo lo era eccome) ma anche una persona che volesse capire le condizioni, anche quelle paradossali, del settore di sua competenza e risolvere i problemi.

E’ un ottimo inizio Ministro Carrozza. Potrebbe essere la persona giusta, finalmente, per creare la cabina unica di regia di TUTTI gli EPR sotto la vigilanza del MIUR che darebbe un impulso non indifferente al Paese. Ma questo è un altro discorso.

Torniamo a noi. Anni di delusioni e mazzate varie ci hanno reso più pragmatici di quanto non fossimo già come ricercatori.

Conosciamo fin troppo bene i processi parlamentari e conosciamo la differenza fra un DL e un DDL.

Un Decreto Legge è immediatamente operativo. Decade solo se non è convertito in Legge entro due mesi dalla pubblicazione in Gazzetta.

Un Disegno Di Legge invece, per quanto ne sappiamo, deve seguire l’iter parlamentare che lo trasformerà in Legge e solo allora diventa esecutivo.

Sappiamo che questo provvedimento (l’intero DDL) è fondamentale per consentire alla Pubblica Amministrazione di funzionare e che è stato sostenuto dall’intero Governo. Sappiamo anche che se pure il Governo cadesse, il Presidente della Repubblica difficilmente scioglierebbe le Camere prima della finanziaria di fine anno e quindi il Parlamento continuerebbe a funzionare.

E’ già successo però in passato che un DDL si arenasse per sempre al Parlamento. Quindi, augurandoci che questo DDL diventi Legge al più presto, volontariamente aspetteremo a tirare un sospiro di sollievo.

Vigileremo sul suo percorso parlamentare e sull’applicazione della norma che riguarda l’INGV.

Se tutto andrà davvero per il verso giusto, pur continuando a portare avanti il nostro lavoro di ricerca e monitoraggio con la stessa passione e impegno di sempre, avremo una maggiore capacità di contribuire alla crescita del settore della Ricerca in un Paese che ha una grande necessità di acquisire una seria cultura della prevenzione e della tutela del territorio per poter sfruttare al meglio tutte le potenzialità dei risultati del nostro lavoro.