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Il 2013 rappresenta un possibile anno di svolta per l’INGV. Chi segue il nostro blog e il neonato account Twitter (@precINGV) sa che l’INGV conta oltre 300 dipendenti con contratti a tempo determinato, con picchi di anzianità che rasentano i 20 anni. Escludendo altre forme contrattuali a termine, come assegni di ricerca o incarichi di collaborazione.

Il neo-ministro del MIUR, Maria Chiara Carrozza, per la prima volta, attraversa il mare che separa le parole dai fatti (i suoi predecessori sono sempre rimasti a prendere il sole sulla riva) e decide che la piaga del precariato INGV va affrontata. L’Art. 24 di un decreto del MIUR, il DL 104, diventato la legge dello Stato 128/2013 pochi giorni fa, prevede l’assunzione di 200 unità di personale in cinque anni.

Un gesto in controtendenza rispetto al clima di austerity che interessa la Pubblica Amministrazione, ma ritenuto da molti quasi un “atto dovuto”. La difesa del territorio, coniugata all’INGV dal binomio ricerca e monitoraggio (si pensi a quello sismico e vulcanico h24), non può essere lasciata alla deriva privando sismologi, vulcanologi ed esperti di ambiente, supportati da tecnici e amministrativi, di una prospettiva stabile. Una mancanza di prospettiva che ha dato i volti e i nomi dei nostri colleghi a quella vergogna del Bel Paese nota come “fuga dei cervelli”, il nuovo fiore all’occhiello del Made in Italy.

Chi conosce il settore, infatti, sa che il vero spreco di denaro non è la stabilizzazione di uno scienziato, ma la sua perdita dopo una formazione professionale costata allo Stato centinaia di migliaia di euro e che centri di eccellenza mondiale sono ben pronti a riscattare a parametro zero.

Il problema del precariato INGV non verrà risolto completamente, ma questa fase segna l’inizio di un’inversione di tendenza. E siamo altrettanto convinti che il personale a tempo determinato dell’INGV saprà affrontare la situazione con grande maturità, la stessa mostrata in situazioni ben più drammatiche; nel 2009, all’alba del terremoto de L’Aquila, il personale precario sospese qualsiasi forma di mobilitazione, nonostante le imminenti scadenze contrattuali, per dedicarsi senza vincoli di tempo all’emergenza sismica.

In attesa di leggere la circolare della Funzione Pubblica che fornirà dettagli sull’applicazione della legge 125/2013, riguardante il superamento del precariato nella P.A. e le norme di reclutamento speciale, manifestiamo apprezzamento per la posizione espressa dal MIUR dove, in un incontro che una delegazione di ricercatori precari ha avuto il 6 novembre presso l’ufficio di Gabinetto del Ministro, è stato ribadito che non è stata data, né verrà data alcuna indicazione aggiuntiva sulle modalità di espletamento delle procedure di cui all’Art. 24 della L. 128/2013.

Peraltro l’esistenza presso l’INGV di graduatorie valide ai fini degli scorrimenti e la necessità di contenimento della spesa pubblica sono due dati di fatto che convergono nel superamento di una condizione il cui peso è stato sopportato, finora, esclusivamente dal personale non di ruolo dell’INGV.

Dopo tanti anni di difficoltà, un provvedimento efficace per sanare il precariato INGV e il giusto rispetto per l’autonomia deli enti di ricerca. Un new deal che speriamo restituisca dignità alla ricerca pubblica e, più in particolare, a chi dedica la propria vita alla difesa del territorio e alla tutela della popolazione.

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L’Italia è una Repubblica Parlamentare. Ci hanno insegnato a dimenticarlo.

A sentir parlare i parlamentari c’è da preoccuparsi ben oltre la crisi economica. Sembrano digiuni degli elementi principali della costituzione di una Democrazia Parlamentare quale quella Italiana.

Per nulla rassicurante sentirli parlare solo della sopravvivenza del governo e delle conseguenze dei problemi di Berlusconi sulla vita di … Berlusconi.

Sarebbe interessante e importante e probabilmente più rassicurante sentirli parlare della sopravvivenza dei provvedimenti, come Disegni di Legge e Decreti Legge, e magari dei miglioramenti che potrebbero esservi apportati.

E il malcapitato ascoltatore si fa così l’idea che se il Governo dovesse cadere il Parlamento, per regola, debba cadere con lui, non possa quindi più fare il suo dovere di occuparsi dei problemi dei molti e non perennemente di quelli di uno.

E allora dopo aver studiato Terremoti, Vulcani e quant’altro, dopo aver studiato leggi e decreti e norme varie eccoci qui a spiegare a chiunque  sia interessato la … Costituzione Italiana.

Punto 1: quando il Governo non ha più la fiducia della maggioranza del Parlamento, cade. Ma le Camere restano operative con pieni poteri. Questo lo sanno tutti … forse. Il Capo dello stato non è costretto a sciogliere le Camere che possono continuare a fare il loro dovere e che, in un Paese retto da Politici che lavorano per il popolo e non per la loro poltrona, possono fare tutto quello che facevano prima. Il Governo è dimissionario e opera per l’ordinaria amministrazione e poi cede il passo al nuovo.

Fin qui …

Punto 2: Esercizio delle principali funzioni parlamentari durante il periodo che intercorre tra lo scioglimento delle Camere

Cosa succede se il Presidente Napolitano in assenza di una qualunque nuova maggioranza fosse costretto a sciogliere anche le Camere e a fissare la data di nuove elezioni?

Tutti sembrano convinti che il Parlamento non possa più fare nulla e che per cause di forza maggiore tutti i provvedimenti in fase di analisi, come i DL in via di conversione in Legge, siano immancabilmente destinati a svanire nel nulla, a decadere.

NON E’ COSI’.

Articolo 61

Le elezioni delle nuove Camere hanno luogo entro settanta giorni dalla fine delle precedenti. La prima riunione ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni.

Finché non siano riunite le nuove Camere sono prorogati i poteri delle precedenti.

Un altro Articolo è molto interessante

Articolo 77

Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria.

Quando, in casi straordinari di necessità e d’urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni.

I decreti perdono efficacia sin dall’inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione.

Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.

Riassumendo:

Se Cade il Governo i Decreti Legge possono essere convertiti in Legge lo stesso perché le Camere sono attive

Se Cade il Governo e il Presidente scioglie le Camere i Decreti Legge possono essere convertiti in Legge perché le Camere, in regime di proroga per almeno 65 giorni fino a massimo 90 (elezioni incluse) hanno pieni poteri salvo l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica.

Infine una nota per i dirigenti amministrativi interessati dai DL 101 e 104: l’Art. 77 comma 4 dice addirittura che anche qualora siano nati rapporti giuridici sulla base di DL NON convertiti le Camere anche sciolte possono regolarli con legge.

Il destino di molti Italiani e in particolare di molti precari fra gli Italiani (e fra questi il nostro) è legato ai Decreti Legge in esame prima della Crisi di Governo: NON ESISTONO IMPEDIMENTI COSTITUZIONALI per la conversione in Legge, anzi la Costituzione ci tutela.

Se questo non avverrà sarà per una precisa e sciagurata scelta dei parlamentari e non per cause di forza maggiore.

Il 12 Settembre è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge 104Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca“. Questo decreto è finalmente un passo positivo avanti per il comparto gestito dal MIUR, dopo anni di inutili e dannosi stenti imposti dai precedenti governi. Il DL contiene un provvedimento, Art. 24, che riconosce la situazione annosa dei precari INGV e vi dà soluzione, sebbene spalmata su tempi preoccupantemente lunghi.

Il 31 Agosto era stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge 101Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni” che, all’Art. 4, reca disposizioni per una parziale soluzione del problema precariato: una tornata concorsuale limitata alle risorse del Turn-Over (pensionamenti) 2013-2015 per selezionare, fra i precari, quelli da tenere a tempo indeterminato, chiudendo le porte ovviamente a tutti gli altri (inibisce, d’ora in avanti, il proliferare di contratti a tempo determinato e la possibilità di prorogare gli altri). Una soluzione parziale, quindi, ma che dà una possibilità a parte dei precari di vedere finire questo ingiusto e dannoso stillicidio.

I Decreti Legge emanati dal Governo sono immediatamente operativi, visto il carattere di urgenza con cui lo strumento è stato pensato, ma la Costituzione democratica vuole che un provvedimento unilaterale del Governo sia comunque elaborato dalle Camere e convertito in legge entro DUE mesi, pena la decadenza.

Molti penseranno che finalmente il più sia fatto e che, come spesso in passato, il DL sarà sicuramente convertito in legge, come accadde per la famigerata Legge 133/2008 (già DL 112/2008) del Governo Berlusconi/Tremonti/Brunetta che ha sconquassato la Pubblica Amministrazione in generale e la scuola e la ricerca in particolare propagando i danni fino a oggi.

E invece in questo caso no.

I diversamente onorevoli Lanzillotta e Ichino (Scelta Civica) della Commissione Lavoro del Senato, non stanchi di sparare sui lavoratori più deboli senza però mai dare una sistemata a quei dirigenti incapaci figli dello spoil system, hanno definito l’operazione precari del DL 101 “una sanatoria”.

Delle due l’una: o non hanno letto il provvedimento e quindi non sanno che si parla di concorsi (riservati ai precari in servizio, solo per la metà), per giunta sulle esigue risorse assunzionali 2013-2015, oppure non lo hanno capito, suscitando dubbi sulla bontà con cui vengono spesi i soldi pubblici per i loro stipendi da parlamentari. Se la prendono anche con le proroghe fino al 2015 per chi ha diritto a partecipare al concorso, proroga che permette semplicemente di farlo, quel concorso, senza ingrossare le file della disoccupazione. Forse dimenticano che proprio il Governo Monti ha dovuto fare una proroga, per giunta generalizzata, per i precari della Pubblica Amministrazione, per scongiurarne il collasso.

Eh già! A reggere in piedi quel poco che resta di degno delle nostre istituzioni c’è proprio un esercito di precari.

Non contento dell’operato dei colleghi di cui sopra, il parlamentare Giancarlo Galan (PDL, presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera), spalleggiato dall’irriducibile Brunetta, ha sparato a zero sull’intero DL 104 presentato dal Ministro Maria Chiara Carrozza.

Ridicola è la motivazione: non si può, per Costituzione, abusare dello strumento del Decreto Legislativo.

Se non state ridendo è perché non ricordate di chi si parla: esponenti del governo record in quanto a DECRETI LEGGE e Fiducia. Un assurdo in termini, una ridicola follia.

E poi ci permettiamo di dire che dopo 5 anni di distruzione di massa del comparto Istruzione e Ricerca, e in particolare con una situazione dell’INGV critica quanto paradossale che ci vede di nuovo prossimi alle scadenze in 100 giorni, i provvedimenti del DL 104 SONO URGENTI.

Ricordiamo poi che ci sarà il passaggio parlamentare per la conversione dove le commissioni potranno agilmente  esperiamo decentemente emendare.

Allora ci chiediamo il perché di questo ennesimo attacco ai precari, all’Istruzione e alla Ricerca. Perché tutta questa squallida e pretestuosa ideologia ancora una volta?

Ci sorge il dubbio che questa sia una manovra per dilazionare nel tempo le attività parlamentari e rallentarle, con l’obiettivo di tenere sotto scacco il Governo, con una guerra fra bande consumata in Parlamento, ma a spese di persone come noi e come i precari della Pubblica Amministrazione (e i tanti lavoratori del privato e del pubblico) che questo Paese lo tengono in piedi dandogli dignità.

Le vuote critiche di cui sopra e le minacce di una crisi di Governo, proprio in questo momento, gettano nuove ombre sul nostro futuro.

Cominciamo a pensare che davvero all’INGV e all’intero Paese più che un Governo serva un bravo esorcista!

Padre Amorth si tenga pronto.