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Contro l’Art. 7 del DDL 1167, attualmente al Senato, che in sostanza provocherebbe fra il 30 giugno e il 31 dicembre 2009, il progressivo licenziamento del personale precario, e per il completamento delle procedure di stabilizzazione del personale precario INGV il personale, con l’accordo delle OO.SS., ha dichiarato una giornata di ASSEMBLEA PERMANENTE Giovedì 5 Febbraio 2009. A questa prima giornata seguirà una serie di iniziative volte a focalizzare l’attenzione sui gravi danni che le importanti attività, istituzionali e di ricerca, dell’Ente subiranno a causa della perdita dei precari.

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Alleghiamo uno stralcio della seduta della camera durante la quale è stato approvato un ordine del giorno proposto dall’on. Pepe (PDL) e favorevole all’INGV. Il governo aveva richiesto il ritiro od una riformulazione.

In merito alle novità sulla riformulazione dell’emendamento 37-bis in discussione alla Commissione Lavoro, alleghiamo il testo nel file pdf della nuova formulazione dell’emendamento.
Riporteremo nel pomeriggio dei commenti più approfonditi sul contenuto, ma invitiamo tutti a considerare il fatto che nella sostanza dalla complessità dell’articolato emerge come unica certezza una proroga al 1° luglio 2009 del termine per l’annullamento della stabilizzazione e la fine dei contratti.

Questo implica che se approvata (comunque entro pochi giorni, probabilmente entro il 10 ottobre), ci ritroveremo con una legge già in vigore e margini ristrettissimi per una marcia indietro.

Alle 14 ci riuniamo in assemblea con le stesse modalità dei giorni recedenti; in più saranno in collegamento via skype gran parte delle altre sezioni INGV. Abbiamo invitato un delegato sindacale ad illustrare gli aspetti “tecnici” di questa nuova formulazione del decreto 37-bis.

Riteniamo che in questa situazione le forme di protesta che l’INGV  può mettere in campo debbano essere decise e formalizzate al più presto.

Ieri sera è stato affidato alle agenzie di stampa il comunicato congiunto delle rappresentaze sindacali e dei vertice dell’INGV.

 

da Catania

Pubblicato: settembre 30, 2008 da H in licenzia-precari, mobilitazione
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Il personale INGV sezione di Catania, riunitosi in assemblea spontanea il 30 settembre 2008, esprime estrema preoccupazione per la proposta di soppressione delle disposizioni del comma 519 della L. n 296 e di tutte le misure normative successive finalizzate alla stabilizzazione del precariato.

Il personale precario altamente qualificato (eppure tuttora precario), in servizio presso la sezione di Catania e rappresentante il 40% della forza lavoro, svolge un ruolo determinante nelle attività di ricerca e monitoraggio, e in quelle finalizzate di Protezione Civile Nazionale (Dl 381/1999), grazie alla base di conoscenze acquisite nel corso degli anni. Esso rappresenta una ricchezza inestimabile che, se persa,
difficilmente permetterà di mantenere il livello di eccellenza raggiunto negli anni dal nostro Ente.

Sarebbe altresì difficile, domani, mantenere il servizio di monitoraggio e sorveglianza Sismica e dei Vulcani Attivi, senza il fondamentale contributo che il personale precario svolge.

In particolare, tra le attività svolte:

  • Turni di presidio  h24 Sismologici e Vulcanologici presso la Sala Operativa di Catania;
  • Reperibilità sismologica, vulcanologica, informatica e tecnica;
  • Manutenzione di stazioni multi parametriche finalizzate al monitoraggio degli eventi sismo eruttivi;
  • Aggiornamenti in tempo reale, bollettini di criticità sismica e vulcanologica, analisi sismiche, Misure periodiche (Geodetiche, Gps, Geochimiche …) per il DPC Nazionale e Regionale;
  • Monitoraggio, analisi e previsione della dispersione delle nubi vulcaniche utilizzate dal DPC per la produzione giornaliera di bollettini di criticità trasmessi alle autorità aeronautiche.

Per tale motivo, in accordo con quanto già fatto dalle altre sezioni dell’Ente, si Indice lo stato di agitazione del personale precario della sezione di Catania.

In attesa di evoluzioni del ddl. n. 1441 (in iter di approvazione parlamentare), tale stato di agitazione si manifesterà, inizialmente, con l’osservanza dello stretto orario di servizio, bloccando tutte le attività “extralavorative” normalmente svolte per garantire l’efficienza dei sistemi di monitoraggio.

Il Personale INGV Sezione di Catania

Le RSU – INGV a livello nazionale hanno inviato il seguente comunicato stampa:

Il personale INGV, riunito in assemblea presso tutte le sedi, esprime estrema preoccupazione per la proposta di cancellazione definitiva del processo di stabilizzazione e conseguente licenziamento di un gran numero di lavoratori precari (Art. 37­bis del DDL 1441­quater), ultimo degli indiscriminati attacchi contro il settore della Ricerca Pubblica e la Pubblica Amministrazione in generale. 

Da tutte le sezioni dell’INGV emerge la preoccupazione per il futuro degli oltre quattrocento lavoratori precari, che sono strutturalmente coinvolti da molti anni nelle attività istituzionali dell’Ente. 

I lavoratori precari dell’INGV contribuiscono a garantire lo sviluppo delle attività di ricerca dell’Ente, nonché le attività di sorveglianza sismica di tutto il territorio nazionale e di sorveglianza delle aree ad elevato rischio vulcanico quali Vesuvio, Etna, Campi Flegrei, Ischia e Stromboli. Tutte le attività di sorveglianza hanno un ruolo chiave nella gestione delle emergenze da parte della Protezione Civile e coinvolgono giorno e notte i dipendenti con turni lavorativi e di reperibilità. 

Per queste ragioni tutto il personale dell’INGV dichiara lo stato di agitazione nelle sedi nazionali e chiede il ritiro immediato dell’emendamento 37­bis. 

Chiede inoltre la revisione della legge 133/2008 che diminuisce le risorse economiche e di personale a disposizione degli Enti Pubblici. 

In questo clima di agitazione si corre il rischio di non riuscire a garantire la continuità dei servizi di sorveglianza h24. 

Le forme di protesta saranno esplicitate con modalità condizionate dalle peculiarità delle singole sezioni dell’INGV. 

R.S.U. ­ INGV 

OO.SS. (CGIL­FLC, CISL­FIR, UILPA­UR AFAM)

Postiamo alcuni comunicati stampa che sono giunti nella mattinata. Qui trovate il comunicato inviatoci dai precari della sezione “Osservatorio Vesuviano” di Napoli. Inoltre alleghiamo il comunicato dell’ISPRA.

UPDATE: anche i nostri vicini di casa dell’INRAN si sono riuniti in agitazione, alleghiamo un paio di foto (1,2 e 3).

Sottolineiamo anche un paio di riflessioni stralciati da un commento al post precedente:

quello letto sulla nostra Home page mi sembra eccessivamente stringato, poco incisivo ed, alla fine, anche poco adeguato a rappresentare i reali sentimenti suscitati dall’emendamento “ammazza-precari”.
Io propenderei per qualcosa di più “forte”, visto che l’emendamento non è per niente leggero. Non prevede nessuna strategia futura di sviluppo, ma è anzi espressione di una strategia di inviluppo. Una delle questioni più gravi è che non si fa alcun riferimento a quelli che sarebbero i meccanismi di reclutamento e di gestione delle risorse di questo personale precario “scaricato”. Per tutto questo personale l’applicazione del 519 e 520 ha dato origine, negli ultimi due anni, a delle garanzie da pseudo-stabilizzati, anche se non in grado di assicurare a tutti un’aspettativa di carriera. Queste garanzie si sono tradotte in una legittima organizzazione della vita del precario. Per fare alcuni esempi, considerata anche l’età media dello stabilizzando: c’è chi si è accollato mutui, chi ha messo su famiglia, chi ha deciso di avere figli, ecc. Ora viene rimesso in discussione un diritto acquisito, destabilizzando ulteriormente la vita di tutti noi.