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Il paragone con gli Esodati può sembrare fuori luogo ma nel caso dei lavoratori precari (della ricerca o meno e dell’INGV o di altri Enti) è doppiamente adatto.

Primo perché quando un lavoratore a tempo determinato arriva a età superiori ai 40 anni e si ritrova con un contratto in scadenza e poche o nessuna prospettiva, di fatto si ritrova pronto a uscire dal mondo del lavoro per sostanzialmente restarne fuori, in attesa del pensionamento. E questo fa di lui un Esodato. Con l’aggravante che essendo stato precario quasi sempre sottopagato, non avrà nemmeno la pensione.

Secondo perché questa condizione, soprattutto nel caso di ricercatori, comporta spesso la ricerca di una via di fuga per la salvezza verso l’estero. Sostanzialmente un ESODO!

Le proporzioni di questo esodo dall’Italia stanno lentamente aumentando e l’INGV da circa un anno, da quando cioè la situazione dell’Ente si è involuta, ha iniziato ad accelerare in questo senso.

Questa che Vanity Fair ha voluto raccontare è una delle storie di cui avevamo accennato in un post precedente.

Buona lettura … e al prossimo addio.

Vanity

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A 21 giorni dala scadenza dei contratti i lavoratori dell’INGV sono stati costretti a scioperare, insieme precari e non.

Non per assunzioni a tempo indeterminato, non per chiedere un provvedimento straordinario di proroga per i precari. No.

Siamo stati costretti a scioperare per far rispettare all’Amministrazione la legge 368/2001 (anche così come modificata dalla Fornero) sulla base della quale era stato firmato l’accordo decentrato di Ente del 18 Luglio 2012.

Durante il sit-in tenutosi oggi sotto a Palazzo Vidoni (Funzione Pubblica) a Roma è stata ricevuta una delegazione delle OO.SS. che hanno sostenuto e consentito la nostra mobilitazione fino allo sciopero e oltre, FLC-CGIL e UIL-RUA.

Riportiamo un estratto del comunicato sindacale congiunto e vi lasciamo alle testimonianze di questa giornata.

PS: Un grazie e tutto il nostro sostegno ai colleghi dell’ISTAT 🙂

Estratto
Con una partecipazione di oltre il 60% del personale è riuscito senza dubbio lo sciopero dell’INGV.
I lavoratori hanno detto chiaramente che la strada intrapresa dall’amministrazione non è più tollerabile.
La sospensione dell’accordo decentrato di proroga dei contratti, l’incomprensibile atteggiamento di ostilità nei confronti dell’iniziativa sindacale, le improbabili scelte in merito alla valutazione delle strutture attraverso affidamenti esterni al limite della legalità, sono scelte profondamente sbagliate che hanno prodotto una frattura tra personale e dirigenza.
[…]
L’attenzione che la politica ha dimostrato in queste ore con comunicati di appoggio all’iniziativa dovrà essere confermata con atti concreti, non ci basteranno le promesse da campagna elettorale.

TG3 TG3 Ore 14:20 Il FattoTV Il Fatto Quotidiano MeteoWebMeteoWeb
ANSA
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AGIAGI: Ghizzoni su INGV Comunicato Comunicato CongiuntoFLC-CGIL UIL-RUA
 AgenParlAgenzia Parlamentare Ghizzoni RispostaOn. Manuela Ghizzoni
Pubblico
Pubblico
Citizen Per alcune delle fotodella giornata di oggi c’è il Flickr dei Precari INGVflickr-yahoo-logo Vengo dopo il Diggì – Live

*** Aggiornata la Pagina “Rassegna Stampa” con gli ultimi servizi sulla nostra situazione ***

Paralisi è la sensazione che ci ha colpito all’indomani della sentenza del processo di L’Aquila che ha visto condannati per omicidio colposo due ricercatori, due colleghi, del nostro Ente. Uno di essi, peraltro (Giulio Selvaggi), non era nemmeno parte della Commissione Grandi Rischi. Avremo modo di scriverne. Non serve aspettare le motivazioni della sentenza, ci sono fin troppo chiare ormai e non le condividiamo, come del resto tutto il mondo scientifico nazionale e internazionale.

Ma paralisi è anche quella che sta colpendo l’INGV nel suo funzionamento ordinario e straordinario. Da alcuni giorni il personale precario (che lo ricordiamo rappresenta il 40% dell’Ente e dal 40% al 90% in molti ruoli sensibili non solo di ricerca ma anche nel monitoraggio) è costretto a prendersi le FERIE FORZATE perché alla fine dell’anno scadranno i contratti di 245 persone che dal 1° Gennaio non saranno più dipendenti dell’INGV.

La paralisi è già iniziata e sarà progressivamente crescente fino a fine anno, a causa delle ferie residue e dei recuperi che per legge siamo costretti a prendere a causa della licenziamento a fine Dicembre. Questo è stato ben esposto con una serie di documenti ufficiali inviati dai Direttori delle Sezioni dell’INGV, in particolare quelle più esposte come il Centro Nazionale Terremoti, Catania Osservatorio Etneo, Palermo, Napoli Osservatorio Veusuviano, al Direttore Generale Ghilardi, al C.d.A. e al Presidente Gresta, che quindi son ben informati delle conseguenze delle loro scelte.

Se in passato in occasione di sequenze sismiche che hanno colpito duramente la popolazione abbiamo messo da parte le nostre proteste (è successo a L’Aquila come in Emilia, sempre), la prossima volta non potremmo nemmeno volendo. E da Gennaio non saremo nemmeno dipendenti.

Perché tutto questo? La spiegazione in due ottimi articoli di Pubblico e L’Unità e in due comunicati Sindacali … Ma anche in “due righe” nostre che è giusto riportare.

Il nuovo Direttore Generale, il Dott. Massimo Ghilardi (ex dirigente MIUR sotto la Gelmini e, brevemente, sotto Profumo) ha convinto il nostro CdA (per la verità a maggioranza e non all’unanimità) a VIOLARE un accordo sindacale per le PROROGHE dei nostri contratti a TEMPO DETERMINATO. Non si parla di assunzione a tempo indeterminato, che ormai è un miraggio.

Il nuovo Presidente dell’INGV, il Dott. Stefano Gresta, che insieme al CdA aveva APPOSTO LA SUA FIRMA SULL’ACCORDO, dopo l’arrivo del nuovo Direttore Generale si è totalmente appiattito sulle sue posizioni.

Tutti insieme hanno allegramente deliberato che la cosa giusta da fare in regime di spending review è buttare soldi per bandire circa 200 concorsi per 200 proroghe e fare tutto questo in 2 mesi (ridicolo) su cui avevano già un accordo coi sindacati, peraltro visto e approvato nelle sue basi giuridiche dalla Funzione Pubblica. 200 concorsi per riassumere le stesse persone? Per fare esattamente le stesse cose? Dopo aver dichiarato nell’accordo la necessità di tenerli in servizio (visto il peso che hanno nelle funzioni base dell’Ente)? Mah … quando qualcosa sembra illogico ma è portato alle estreme conseguenze vuol dire che non hai capito cosa c’è dietro.

C’è qualcosa che non va con l’INGV.

L’INVALSI ha firmato poco prima di noi un accordo esattamente identico al nostro, per le stesse ragioni ma con fondi distribuiti diversamente. A loro non dicono nulla e il loro DG non frantuma l’Ente pur di non prorogare con l’accordo. Tutta questa ignorante ostinazione è per noi incomprensibile.

E’ una nuova fase. Brutta per tutti, anche per chi come noi, e diversamente da molti colleghi stranieri, ha dedicato metà del suo tempo di vita e lavorativo al servizio per l’INGV e per l’Italia e non alla pubblicazione di articoli per ingrossare il proprio Curriculum (che comunque è mediamente di alto livello alla faccia dei tanti incapaci che dirigono il Paese a vari livelli).

Di seguito articoli e comunicati:

COMUNICATO STAMPA del Personale INGV

Mozione Assembleare Personale/OOSS

Dichiarazione dello Stato di Agitazione

Articolo su “Pubblico” di Luca Telese a cura di Maria Grazia Gerina
Articolo (nuovo) su “L’Unità” a cura di Jolanda Bufalini

I precari dell’INGV sono allibiti di fronte alle dichiarazioni del Capo Ufficio Stampa dell’INGV (Sonia Topazio), apparse recentemente sui maggiori quotidiani nazionali, in quanto le accuse che li riguardano sono infondate ed offensive.

I precari di questo Istituto hanno acquisito titoli di studio specifici, competenze e credibilità all’estero come testimoniato dalle numerose pubblicazioni scientifiche sulle migliori riviste internazionali. Tali professionalità contribuiscono a portare avanti l’eccellenza della ricerca geofisica italiana nel mondo.

Ci sembra inopportuno e surreale che sia dato spazio sui giornali a notizie pseudo scandalistiche quando ci sono 400 persone che da anni sono in lotta per il mantenimento del proprio posto di lavoro, come testimoniato tra l’altro dai contenuti di questo blog.

Oggi Giovedì 12 Aprile 2012 si è svolto un sit-in degli Enti Pubblici di Ricerca davanti al MIUR (Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca) a Roma, gestito dal Ministro Profumo.

Qui trovate il comunicato sindacale unitario di FLC-CGIL, FIR CISL e UIL RUA.

Fra gli altri Sky TG e l’Ansa hanno girato dei servizi che trovate riportati qui sotto e in cui i precari dell’INGV e di altri Enti descrivono la situazione e le criticità del precariato nel nostro comparto.

Ansa MIUR

Nel bene o nel male il 2012 sarà l’anno del contratto (parafrasando il famoso film). I contratti di almeno 200 dipendenti a tempo determinato che lavorano all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), infatti, scadranno, dopo anni e anni di onorato servizio, il 31 dicembre 2012.

Dopo la triste e difficile parentesi Berlusconiana, finalmente un governo si accinge ad affrontare di nuovo la riforma ormai imprescindibile del mondo del lavoro mettendo in primo piano il nodo essenziale del precariato.

Noi su questo abbiamo molto da dire. Prima però dobbiamo puntualizzare una cosa: quanto riportiamo in questo post lo diciamo da almeno 4 anni sia all’interno del nostro Istituto che alle istituzioni. Per questo adesso pretendiamo quell’attenzione che non abbiamo avuto prima, quando non si era ancora arrivati all’immancabile “emergenza”.

Il 13 Aprile 2007, con un documento interno consegnato alla nostra dirigenza noi dicevamo:
[è necessario] garantire che la tipologia di contratto con cui si stabilisce un rapporto di lavoro non si basi sulla disponibilità economica del tutore scientifico, ma venga modulata in base all’effettiva esperienza, capacità e professionalità della nuova risorsa, evitando così discriminazioni fra precari dello stesso livello professionale non fondate su criteri oggettivi
[è necessario] garantire una successione di forme contrattuali che prevedano un’adeguata progressione retributiva

L’anno dopo, il 23 Aprile 2008 con un documento chiamato “Superamento del Precariato” dicevamo:
L’Ente deve inibire esplicitamente il prolungato abuso di forme contrattuali atipiche, dando indicazione ai titolari di fondi sui progetti di rispettare una progressione contrattuale: dottorato (per i ricercatori), borsa post-doc e, in caso di protrarsi del rapporto lavorativo, contratto a Tempo Determinato., assunzione a Tempo Indeterminato.

Nel corso del 2011 poi attraverso altri canali e insieme ad altri precari si è arrivati a denunciare uno degli aspetti più deleteri della precarietà endemica: il mancato ricambio generazionale ai livelli dirigenziali, con conseguenze gravissime sul futuro della ricerca e dello sviluppo del Paese. Obbligare i lavoratori a vivere in uno stato di precarietà permanente fino a 40 e addirittura fino ai 50 anni sta distruggendo un Paese che ha bisogno di innovazione, di energie fresche e di dinamicità essendo invece prigioniero di una classe dirigente vetusta nell’anima quando non clientelare.

A proposito di mancate stabilizzazioni e di “trappola” del precariato, vorremmo ricordare la difficilissima situazione presente da noi, all’INGV. L’ente pubblico di ricerca ‘INGV’ rappresenta infatti, in questo momento, la sommatoria di tutti questi disastri, con la dotazione organica bloccata e il turn-over inesistente, fattori che hanno appunto intrappolato 400 precari: 200 di questi precari vivono in una sorta di limbo essendogli stata impedito l’accesso alle liste di stabilizzazione e, se la situazione non si sblocca, resteranno per sempre ai margini del mondo del lavoro dietro una massa di altri precari, i restanti 200, che, pur essendo in lista di stabilizzazione, NON sono stati stabilizzati, 35-45enni che oggi dovrebbero invece essere pronti a dirigerla la ricerca non a inseguirla faticosamente.

Adesso finalmente il governo Monti apre sul problema precariato e lo fa ipotizzando di “togliere di mezzo tutti i contratti atipici e di sostituirli con un’unica forma di ingresso al lavoro, valida per i nuovi assunti”. Inoltre l’articolo del Corrieredice che “sono intenzionati a disboscare questa giungla che determina incertezza dei percorsi professionali, allontana la stabilizzazione dei rapporti di lavoro, provoca un alto contenzioso davanti ai giudici.”Questa nuova fase sembra concreta perché a differenza di quanto fatto dal precedente governo, quello attuale ha già iniziato a dialogare con le parti sociali [–>]

Dato che noi siamo stati molto lungimiranti sarebbe il caso che oggi, prima di riformare per l’ennesima volta, il governo prestasse un po’ di orecchio a questi “umili” precari prima di fare nuove e ulteriori idiozie.

Il contributo che oggi possiamo dare alla trattativa sulla riforma del mondo del lavoro è questo:

prima di tutto DEVONO essere abolite le due leggi vergogna che regolano il lavoro in Italia: la legge Treu e la legge Biagi/Sacconi. Queste due scatole normative sono la causa principale della totale precarizzazione e della sistematicità dello sfruttamento a cui ha portato. A causa di queste due leggi, la richiesta di flessibilità (una certa percentuale di mobilità+tutele) partita anni fa dall’Europa, giusta o sbagliata che fosse, si è trasformata in Italia in precarietà (percentuali di lavoro a tempo determinato ormai a livelli da pestilenza e nessuna tutela)

Le nuove regole devono essere quindi riscritte da ZERO.

Non si può mettere mano all’ennesima riforma, senza partire da zero come non si può stuccare un muro fradicio e sperare che non esca la muffa!!

Questo è un messaggio al governo ma anche ai sindacati.

Resteremo inascoltati anche questa volta?

Un buon segnale da parte del governo in carica e in particolare del ministro dell’Università e della Ricerca sarebbe quello di risolvere finalmente la situazione del nostro Ente che ormai è patologica e vicina al collasso.

Con l’affidamento dell’incarico per la costituzione di un nuovo governo a Mario Monti, si conclude la parabola del governo Berlusconi.

Del governo, ma non di quei politici che hanno grottescamente caratterizzato questi ultimi 3 anni.

Il Passato

Per noi quello che è giunto alla fine è stato il governo di Giulio Tremonti, di Mariastella Gelmini e di Renato Brunetta.

A nessuno dei tre abbiamo risparmiato asprissime critiche, nel merito dei provvedimenti da loro sbandierati e/o adottati. Abbiamo agito e reagito, sia in piazza che su questo Blog, alla loro propaganda e alle distruttive quanto inutili leggi che hanno imposto a suon di Decreti e di Fiducia, quando il loro potere di Ministri era all’apice. Abbiamo tentato col dialogo, ma ci è stata sbattuta la porta in faccia.

Ora che stanno cadendo e che l’Italia sta passando a una nuova fase nel periodo più nero degli ultimi decenni, pensiamo che sia giusto, da parte nostra, esprimere giudizi su quello che è stato e opinioni su quello che potrebbe essere, nella speranza che questo contribuisca in modo positivo alla maturazione del nostro Paese.

Abbiamo combattuto contro tutto e tutti (soprattutto contro l’indifferenza) per sostenere la Ricerca e la necessità che diventi il centro dello sviluppo del nostro Paese insieme alla Scuola; siamo stati chiamati, la Scuola Pubblica (non quella privata) più della Ricerca, a grossi sacrifici in termini di soldi e di precariato, nel nome dei proclami di Brunetta, di Tremonti e della Gelmini, che nel contempo negavano la crisi economica che era invece sotto gli occhi di tutti.

A causa loro noi tutti abbiamo sborsato e sborseremo molti soldi per inutili quanto inique finanziarie. E per cosa? Per regalare inutilmente i nostri pochi soldi a dei mercati (e a dei mercanti) impazziti, ritrovandoci oggi comunque con un Paese sull’orlo del baratro finanziario, con il mondo del lavoro sconquassato, una Scuola minata alla base e la Ricerca propagandisticamente usata per millantare credito.

Miliardi, che avrebbero potuto alimentare lo sviluppo, letteralmente BUTTATI dalla finestra per l’arrogante incapacità del governo ad affrontare la situazione.

Il Presente

Per questo, anche se purtroppo la situazione resta grave, riteniamo che sia già un’ottima cosa che il governo Berlusconi (che governa di fatto l’economia e la società italiana da 17 anni) se ne sia andato, qualunque cosa venga dopo.

Purché nell’andarsene si porti via Gelmini, Brunetta e Tremonti in primis e poi tutti quelli che nel toglierci ogni diritto e molti soldi hanno anche avuto l’ardire di prenderci in giro in questi lunghissimi ultimi 3 anni.

Ora speriamo che l’aver raggiunto il fondo spinga per una volta le persone a pretendere e i governanti a fare il meglio piuttosto che il “meno peggio”.

Il Futuro

Il prossimo presidente del consiglio sarà, se avrà la fiducia, Mario Monti, personaggio quantomeno credibile per i mercati finanziari e per l’Europa, alla guida di un governo che, comunque, avrà bisogno del sostegno dell’attuale  Parlamento, composto purtroppo dagli stessi figuri di prima.

Di Monti ormai sappiamo quasi tutto e purtroppo anche cose che avremmo preferito non sapere.

Per esempio il fatto che per lui MariaStella Gelmini sia una innovatrice e che in qualche modo abbia fatto belle cose per la  Ricerca, come ha dichiarato al Corriere della Sera il 2 gennaio 2011.

Caro “prossimo presidente del Consiglio”, chiamato a salvare questo povero Paese, ci auguriamo che nei mesi trascorsi da quell’intervista Lei abbia avuto modo di chiarirsi le idee e di capire che di innovativo nell’operato del governo su Scuola, Università e Ricerca (per non parlare del resto) non c’è stato proprio nulla se non l’intensità della propaganda e la quantità di macerie lasciate sul campo. Altrimenti ci sentiremmo di avanzare dei seri dubbi sul futuro prossimo dell'”Italia migliore“.

Buon lavoro, quindi, al neo-presidente …