Archivio per la categoria ‘licenzia-precari’

Una necessaria premessa

Prima di entrare nell’argomento del presente post, vogliamo ricordarvi che più di una volta su questo Blog abbiamo sottolineato come fosse chiara la linea dei vari governi che si sono succeduti negli ultimi 5 anni: far pagare, con l’espulsione, ai precari dalla Pubblica Amministrazione anni di mala-gestione delle risorse finanziarie da parte dei politici e dei loro prezzolati dirigenti.

L’aspetto dell’espulsione dei precari dalla Pubblica Amministrazione per l’INGV è stato sempre piuttosto evidente quanto pressante perché a differenza di tanti altri Enti Pubblici l’INGV non ha mai potuto sanare nemmeno il suo precariato storico (fatte salve poche unità) a causa della inesistente  e per giunta tagliata Dotazione Organica. In 5 anni di dure lotte ne abbiamo imparate di cose su dove vanno a parare certi provvedimenti e certi “rinvii”.

Per questo siamo molto affezionati all’intervento operativo del Ministro Carrozza sull’INGV col DL 104, attualmente in fase di conversione.

Ma per i precari della Pubblica Amministrazione il problema è la versione definitiva del DL 101.

La polpetta avvelenata

Il DL 101 del Ministro D’Alia, ora convertito in legge, si proponeva di sanare in parte (solo in parte) la situazione dei precari assumendo sulle risorse disponibili una parte della forza lavoro tramite concorsi da espletare fino al 2015. Per dare la possibilità ai precari di partecipare ai concorsi era prevista una proroga fino al 2016 dei contratti e parimenti delle graduatorie vigenti di idonei.

Un vero genio ha però pensato bene di introdurre un emendamento, la polpetta avvelenata, che limita la possibilità di proroga (non di assunzione che va su concorso, ma di prosecuzione a termine dei contratti) al numero di posti vacanti in dotazione organica . Sembra una differenza da poco ma noi che di dotazione organica ce ne intendiamo possiamo spiegarvi cosa vuol dire in due parole: all’INGV, in assenza della deroga di cui al DL 104, TUTTI i precari sarebbero stati licenziati in tronco! Perché l’INGV non ha dotazione organica libera. Altri EPR come l’ISFOL per esempio, in assenza di una deroga, se la vedrebbero brutta.

Una “pezza” è stata messa da qualche più avveduto politico con un emendamento che restringe, si fa per dire, il danno ai precari pagati su fondi ordinari, facendo salvi per un po’ quelli pagati su fondi di progetti esterni. Di più non è stato possibile fare sul 101 che adesso è legge.

Unica deroga a questo massacro: gli Enti locali. Tanto per cambiare. La più grande vittima di questo massacro: gli EPR. Tanto per cambiare.

L’emendamento-polpetta peraltro dimostra una crassa ignoranza del funzionamento degli EPR: molti precari negli Enti di Ricerca sono pagati su fondi di progetti Europei o privati e NON si può andare a dire a un progetto Europeo che per squallida burocrazia italiota l’Ente non può più lavorare al progetto in corso perché non può amministrativamente prorogare contratti che peralto non è l’Italia che paga. Da cui la “pezza”.

Dunque: circa 190.000 precari stanno per essere messi per strada di punto in bianco. Moltissimi negli EPR.

L’ipocrisia

Ichino, che con un lungo intervento ci porta a pensare che sia lui l’ispiratore della polpetta, ha spiegato che non li possiamo tenere [i precari], quindi meglio dirglielo subito e poi andranno a lavorare nel privato. Su quest’ultimo punto è stata fatta già un’ottima analisi.

Caro Ichino, ispiratore del più demagogico e televisivo Brunetta, i precari sono ciò che tiene in piedi la P.A. NONOSTANTE gli anni di clientelismo politico che hanno permesso che arrivassero ai posti di dirigenza persone spesso non meritorie e incapaci di rendere la P.A. competitiva. Ancora una volta voi e i vostri simili, manipolando i dati, scaricate sui più deboli, i lavoratori con contratto a termine, responsabilità che non hanno, lasciando al loro posto persone che continueranno a fare danni.

Per mettere un freno a questi incapaci dirigenti, tanto potenti quanto de-responsabilizzati, voi ancora una volta inserite norme su norme che non affrontano mai il problema in modo scientifico ma demagogico.

Ancora una volta si parla di risparmio ma non saranno i miseri stipendi dei precari a risollevare le sorti di una P.A. il cui difetto è l’incapacità dirigenziale di progettare, proiettare, analizzare e produrre cambiamento.

Ancora una volta non si presenta una soluzione come risultato di una analisi scientifica di un problema.

Cosa farebbe un politico serio

1) sanerebbe il precariato storico che non solo non ha colpa di come sta messa la P.A. ma anzi ne è l’asse portante senza il quale tanto vale eliminarla la P.A.

2) sfrutterebbe l’esistenza di una così folta schiera di lavoratori capaci, solo in parte giovani gli altri sono mediamente 40enni, per farli subentrare alla vecchia guardia sia operativa che dirigenziale, tramite turn-over (lett. avvicendamento).

3) eliminerebbe il ruolo permanente di “dirigente” e lo trasformerebbe in un ruolo a termine con possibilità di esercizio per soli due mandati e rinnovo del secondo mandato solo previa verifica dei risultati ottenuti, pagando il gettone di dirigenza solo per il periodo di effettivo esercizio del ruolo

4) farebbe una analisi scientifica dei rapporti costi/prodotti di ogni singolo segmento della P.A. e solo dopo andrebbe a verificare quali siano davvero le sacche di inefficienza e agirebbe solo su quelle, su base premiale

SOLO ed ESCLUSIVAMENTE DOPO TUTTO questo, inserirebbe, a regime, norme che non permettono di avere più precari di quanti se ne possano ragionevolmente assumere anno per anno in base al turn-over MA … proponendosi ogni anno di verificare quali segmenti della PA debbano essere potenziati tramite la possibilità di assumere più personale.

Questo sarebbe un vero politico e non uno squallido quanto poco preparato demagogo.

Alla fine una sola cosa è chiara: per fare politica seria è necessario avere, almeno in parte, lo stesso approccio ai problemi che abbiamo noi ricercatori: un approccio scientifico analitico. Perché l’alternativa, non averlo, vuol dire solo NON voler risolvere i problemi ma assicurarsi un altro mandato in Parlamento o in qualche Ente locale.

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Prima di parlare della Rete Ricerca Pubblica, e anche un po’ per sottolinearne l’importanza, parliamo di alcuni bravi colleghi che hanno lasciato o lasceranno l’INGV e questo stupido Paese a riflettere sui suoi squallidi piccoli burocrati e sulla sua incapacità a tenersi strette le sue migliori risorse.

Elisabetta

Martedì 12 Febbraio 2013, alle 20:35 è partita. Ha lasciato l’Italia e l’INGV. Amica e collega ricercatrice, precaria stabilizzanda, Elisabetta è partita con tutta la famiglia per la Nuova Zelanda. Precaria per oltre 12 anni è passata attraverso tutte la fasi di lotta e proposta che avete visto documentate su questo Blog. Instancabile e brava come tanti di noi. Ha mandato un curriculum ed è stata in breve tempo chiamata dall’Ente di Geofisica Neozelandese, il GNS.

La differenza fra l’INGV Italiano e il GNS Neozelandese è che il nostro Ente le ha creato mille problemi per restare e le ha fatto pesare anche la misera proroga di un anno mentre il GNS le ha imposto di NON ANDARSENE per almeno 2 anni, fermo restando che il contratto è a tempo indeterminato.

Per garantirsi la sua presenza il GNS ha agevolato al massimo le pratiche con l’immigrazione per lei e la sua famiglia tramite i suoi avvocati (a questo dovrebbero servire gli avvocati, non a proteggere il c**o dei nostri amministratori incapaci ad assumersi qualsivoglia responsabilità). Per il colloquio l’Ente Neozelandese ha supportato le spese di spostamento di tutta la famiglia.

L’INGV invece non ha saputo e anzi non si è minimamente impegnato a tenere quel patrimonio di formazione geofisica (lei lavora sui dati GPS) che ha contribuito a formare. E fra un burocratese e l’altro lo ha regalato alla Nuova Zelanda.

Sara

Anche lei precaria stabilizzanda. Qualche mese addietro ha fatto una application all’Icelandic Meteorological Office.

Dopo un primo contatto skype, la invitano con la famiglia per un lungo weekend a Reykjavík (anche qui, tutto pagato ovviamente) durante il quale le fanno un colloquio. A seguito del colloquio le offrono un posto a tempo indeterminato – con un lauto stipendio – come “coordinatore responsabile per il rischio vulcanico” (più svariati benefits). In quell’occasione offrono anche un lavoro al marito.
A luglio si trasferirà a Reykjavík con il marito e i tre figli piccoli.

Irene

Irene non è una stabilizzanda ma è una precaria. Era. Lei se n’è andata a Vienna già ad Aprile 2011. Li adesso è Universitätassistentin e lo sarà per 6 anni, qui al massimo siamo riusciti a darle un assegno di ricerca e addirittura per confermare il secondo anno non sono bastate le parole entusiaste del responsabile di progetto e nemmeno i risultati concreti: c’è voluta una selezione pubblica. Beh, senza selezione pubblica ma con un semplice colloquio adesso ha un posto di rilievo a lunghissimo termine … a Vienna però.

Nicola

Stabilizzando. Dal Maggio del 2012 è Research Scientist al Dublin Institute for Advanced Studies. Lui non ha avuto un tempo indeterminato perché è pagato dalla Science Foundation Ireland ma contiamo, conoscendo le sue capacità, che il DIAS farà carte false per tenerlo. La cosa che ci fa più ridere è la scadenza … 2016!! Vi ricorda nulla? Senza problemi il DIAS ha fatto quello che l’INGV ci ha fatto soffrire per quasi un anno e per darci poi alla fine … un anno di proroga!!!

Marco

Marco è andato al “Centre de Recherche Public – Gabriel Lippmann” in Lussemburgo, portandosi la famiglia naturalmente. Gli hanno offerto un contratto a TEMPO INDETERMINATO.

Altri

… si preparano ad andarsene e intanto mandano curricula.

In Italia tutti loro hanno superato una selezione pubblica di vario livello incluso il famoso concorso nazionale e stanno in qualche graduatoria.

Nessuno di loro ha dovuto superare un concorso nazionale per i posti a tempo indeterminato o determinato per cui sono stati chiamati all’estero dagli omologhi dell’INGV.

Quante volte abbiamo parlato di queste cose sul Blog o stando sotto al MIUR o addirittura davanti al tribunale, appena usciti dall’incontro col giudice di turno che dovrà decidere se abbiamo o non abbiamo il diritto a rimanere in forze all’INGV in virtù della legge di stabilizzazione. 

Tutti loro (e le loro famiglie) hanno fatto un bel passo in avanti … è l’Italia che resta indietro.

In bocca al lupo a tutti loro, alle loro famiglie e a noi che per adesso siamo ancora qui (fra un invio di curriculum e l’altro).

Rete Ricerca Pubblica

Continuando a guardare al futuro, ci dobbiamo rendere conto che la Ricerca per l’ennesima volta NON esiste nei programmi di nessun partito che si candida a dirigere il nostro Paese dopo il 25 Febbraio 2013.

Dalla Lista Monti al Movimento 5 Stelle, passando per il PD (e tralasciando il PDL e la Lega che remano contro e che comunque già si sono mostrati fin troppo) nessuno va oltre le frasi fatte, trite e ritrite da 30 anni, di “più fondi alla ricerca”, promessa priva di progetto e quindi vacua.

Non solo si parla esclusivamente e male di Università, ma si ignorano del tutto gli Enti Pubblici di Ricerca, motore di prevenzione, sviluppo ed economia. Al massimo, di luogo comune in luogo comune, si parla di ricerca medica o tecnologica. Di rientro dei cervelli. Retorica.

Gli Enti di Ricerca sono, nel mondo,  al fianco delle Università a cui sono complementari non facendo se non in minima parte formazione accademica, al fianco dello Stato nel fornire elementi di prevenzione, al fianco delle Industrie nel fornire know-how e un indotto di ricerca di cui la stessa Università si nutre formando così ricercatori che potranno avere un futuro nel mondo accademico, negli EPR o nell’Industria.

Gli EPR nei programmi elettorali NON ESISTONO. Non sono in programma. MAI. E per questo ancora una volta rischiamo di sentire parlare di Agenzie, di smantellamenti, di accorpamenti … tutto tranne che il potenziamento, la prevenzione.

Contro questo atteggiamento e per arrivare a una vera rivoluzione nel mondo della ricerca, nel 2010 è nata la Rete della Ricerca Pubblica, di cui anche l’INGV fa parte tramite alcuni suoi lavoratori. La RRP include le esperienze di quasi tutti gli EPR, esperienze sia personali degli aderenti alla Rete che dei vari Coordinamenti interni agli Enti, passando per le esperienze sindacali come RSU e infine, non per importanza, l’esperienza della trincea in cui il governo Berlusconi (e poi Monti) ci hanno costretti.

Essendo lavoratori (spesso precari) degli EPR, siamo concreti e scientifici: noi abbiamo delle proposte figlie delle esperienze di cui sopra. Le nostre proposte sono di fatto un vero e proprio Programma di Riforma e Potenziamento degli EPR in particolare, nell’ambito del sistema della Ricerca.

Le nostre proposte sono un punto di partenza sine qua non, sebbene molto concreto, e quindi il minimo indispensabile che i partiti entro il 23 Febbraio faranno bene a mettere nei loro programmi.

Perché se in quei programmi a proposito di ricerca resterà il nulla, non resterà che cambiare Paese. Non solo per i ricercatori: per tutte le presenti e future generazioni.

Vi lasciamo al Sito Ufficiale di RRP e SOPRATTUTTO al BLOG DELLE PROPOSTE che stiamo cercando di passare ai partiti politici.

LEGGETE e DIFFONDETE!

Pochi mesi non sono in genere sufficienti per fare un primo bilancio della gestione di un Ente, soprattutto se si tratta dell’INGV, Ente di Ricerca relativamente piccolo, ma importantissimo e con un problema cronicizzato di precariato. Tuttavia, dopo la nomina del Presidente Stefano Gresta, la composizione di un nuovo Consiglio di Amministrazione e l’insediamento, a settembre, del Direttore Generale Massimo Ghilardi, si sono verificati i seguenti eventi:

  • è stato sospeso unilateralmente e senza una ragione economica né normativa, un accordo sindacale già approvato a luglio, che prevede il rinnovo fino a dicembre 2016 di 250 unità di personale in scadenza a dicembre;
  • sono stati banditi concorsi di  ri-precarizzazione, per 192 posti a tempo determinato di 1 anno, con un inutile ed enorme spreco di energie, tempo e risorse. Concorsi che dovrebbero essere ritirati;
  • si è aperta la prospettiva della sospensione del monitoraggio sismico, vulcanico e ambientale per mancanza di personale da gennaio 2013, a causa della pausa contrattuale;
  • si è prefigurata la perdita dell’anzianità lavorativa che supera, in alcuni casi, i 15 anni;
  • si è forzato il godimento delle ferie, poiché non monetizzabili, entro la fine di dicembre 2012;
  • l’assenza di personale per ferie ha avuto da subito ripercussioni sul monitoraggio sismico e vulcanico e sulla manutenzione delle reti di osservazione;
  • si è arrivati all’indizione del primo sciopero nazionale di un Ente di Ricerca in Italia che ha visto la partecipazione di oltre il 60% del personale nonostante la mancata adesione della FIR-CISL;
  • è stato imposto un blocco alle spese delle Sezioni dell’ente;
  • è stato affidato, con finanziamento diretto e scarsissima trasparenza, un inopportuno e costoso incarico per una “consulenza strategica, direzionale, organizzativa” ad una società privata;
  • si è diffuso un permanente stato di malessere ed incertezza con innalzamento del livello di conflittualità interno e sintomi prossimi al “burn out” lavorativo;
  • si è di fatto rinunciato all’autonomia di gestione di un ente di ricerca, autonomia riconosciuta per legge e ribadita dalla stessa Funzione Pubblica.

La scelta di disattendere l’accordo sindacale, oltre a ferire l’INGV, ha creato un grave precedente, in negativo, per gli altri Enti di Ricerca.

Per fortuna, in data 15 dicembre il Presidente del CNR ed ex-ministro della Funzione Pubblica Luigi Nicolais ha firmato un accordo sindacale per la proroga fino a dicembre 2016 dei contratti in scadenza nel suo Ente, diventando, di fatto, il traino del comparto della ricerca e riportando nel solco della normativa e del buon senso le dinamiche dei rinnovi contrattuali.

E’ vero: pochi mesi non sono in genere sufficienti a fare bilanci; lo sono, purtroppo, nel caso dell’INGV.

E se il bilancio è la premessa di una valutazione nel merito, allora non possiamo che augurarci e chiedere l’applicazione dell’accordo INGV del 18 Luglio, con un atto di assunzione di responsabilità da parte della nostra amministrazione.

Coordinamento Precari INGV Roma

AGGIORNATA RASSEGNA STAMPA

A 23 giorni dalla scadenza di oltre 200 contratti la nostra amministrazione resta appiattita sulle posizioni insostenibili imposte dal Direttore Generale che hanno portato alla anomala “sospensione” del nostro accordo decentrato di Ente che, come tutti gli accordi decentrati, ha ricevuto il beneplacito della Funzione Pubblica. Tutto questo nonostante una diffida per attività antisindacale operata da FLC-CGIL e UIL-RUA e nonostante la situazione di crisi in cui versa l’INGV e le prospettive ancora peggiori dal 1° gennaio 2013.

Le uniche strade proposte dall’Amministrazione INGV sono estemporanei interventi esterni parlamentari o una inutile SUPPLENZA della Funzione Pubblica, portando avanti nel frattempo una assurda e un po’ “brancaleonesca” tornata concorsuale di “riprecarizzazione” delle stesse competenze, le nostre, per un anno.

Con queste scelte sconsiderate l’amministrazione di fatto ABDICA al suo ruolo pur in presenza di tutti gli strumenti normativi per prorogare in tutta tranquillità i nostri ormai decennali contratti.

La ridda di voci intorno a emendamenti per le proroghe fa ridere quando non fa tristezza e anche la proroga coatta al giugno 2013 paventata dal Ministro Patroni Griffi è un assurdo rinvio del problema per sei mesi al post-elezioni. Inoltre, stanti le dichiarazioni del Ministro e dei dirigenti della Funzione Pubblica sulla validità degli accordi decentrati di ente per le proroghe, un provvedimento del governo in questo senso dovrebbe rimandare a tali accordi e in questo senso il comportamento “pilatesco” della nostra Amministrazione è un sostanziale svilimento del ruolo e dell’autonomia degli Enti di Ricerca e dei loro Consigli di Amministrazione.

Per queste ragioni … le organizzazioni sindacali CGIL e UIL, col sostegno fortissimo del personale, hanno indetto uno

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Siamo arrabbiati, molto arrabbiati e se non otterremo quello che è giusto …

Tempo di Distruzione

*** Rassegna Stampa Aggiornata ***

Servizio del TG3 del 30/10/2012

Fermo restando il contenuto del precedente post, che descrive la situazione dei precari INGV ad oggi, c’è un aggiornamento.

Il 18 Luglio 2012, quando la nostra Amministrazione ha finalmente firmato l’Accordo Decentrato di Ente per le proroghe dei contratti di circa 250 dipendenti con una lunga fino a lunghissima anzianità di servizio presso l’INGV, quei dipendenti si sono FIDATI della parola scritta del Presidente, dell’allora Direttore Generale e del C.d.A.

Quando a Settembre, dopo l’arrivo del nuovo Direttore Generale,  il Presidente e il C.d.A., a maggioranza, hanno violato quell’accordo siamo rimasti increduli soprattutto alla luce del fatto che quell’Accordo è normativamente ineccepibile ed eticamente corretto e rispettoso in parte dei lavoratori ma soprattutto della tutela dell’Amministrazione.

E allibite sono rimaste anche le OO.SS. (FLC-CGIL, UIL-RUA, FIRR-CISL, ANPRI, USI-RDB) che lo hanno firmato nel sentirsi, in aggiunta, proporre l’alternativa (si fa per dire) di una enorme quanto inutile e dispendiosa tornata concorsuale per … delle proroghe a tempo determinato (non assunzioni a tempo indeterminato) che metteranno inesorabilmente in ginocchio l’Ente per un tempo ancora non definibile.

Dopo mesi di strenui tentativi da parte delle OO.SS. e del personale di far tornare sui suoi rischiosissimi passi l’Amministrazione INGV, avendo portato a supporto ogni sorta di analisi dell’assetto normativo anche post-Fornero, ma avendo trovato come risposta un resistente muro di gomma, la UIL-RUA e la FLC-CGIL si sono viste costrette e hanno quindi deciso di DIFFIDARE l’Amministrazione dell’INGV dal non applicare l’accordo.

La “sospensione” unilaterale e immotivata operata dall’Amministrazione, infatti, si configura come una grave lesione delle prerogative sindacali.

Vi lasciamo alla lettura del testo della Diffida, con la speranza che il Presidente, il Direttore Generale e il CdA pongano fine a questa assurda situazione, decidendo di rispettare l’accordo per le proroghe in continuità contrattuale.

PS: i concorsi non ci hanno mai spaventato, ne abbiamo fatti diversi, e il merito è il nostro pane quotidiano (il nostro operato è sempre oggetto di verifiche da parte di soggetti terzi … quanti dirigenti della PA possono dire lo stesso?). Ma la strada scelta dall’Amministrazione per delle semplici proroghe a termine risulta, per la sua totale inutilità, per le gravi conseguenze che porta con se e anche perché non ha nulla a che fare col merito, piuttosto offensiva nei confronti di lavoratori che vantano fra i 6 e i 15 anni di qualificatissimo servizio presso l’INGV.

I testi delle due diffide sono equivalenti ma per correttezza verso entrambe le sigle sindacali e per completezza di informazione li riportiamo entrambi (Clickare sulle immagini per aprire i singoli .PDF).

*** Aggiornata la Pagina “Rassegna Stampa” con gli ultimi servizi sulla nostra situazione ***

Paralisi è la sensazione che ci ha colpito all’indomani della sentenza del processo di L’Aquila che ha visto condannati per omicidio colposo due ricercatori, due colleghi, del nostro Ente. Uno di essi, peraltro (Giulio Selvaggi), non era nemmeno parte della Commissione Grandi Rischi. Avremo modo di scriverne. Non serve aspettare le motivazioni della sentenza, ci sono fin troppo chiare ormai e non le condividiamo, come del resto tutto il mondo scientifico nazionale e internazionale.

Ma paralisi è anche quella che sta colpendo l’INGV nel suo funzionamento ordinario e straordinario. Da alcuni giorni il personale precario (che lo ricordiamo rappresenta il 40% dell’Ente e dal 40% al 90% in molti ruoli sensibili non solo di ricerca ma anche nel monitoraggio) è costretto a prendersi le FERIE FORZATE perché alla fine dell’anno scadranno i contratti di 245 persone che dal 1° Gennaio non saranno più dipendenti dell’INGV.

La paralisi è già iniziata e sarà progressivamente crescente fino a fine anno, a causa delle ferie residue e dei recuperi che per legge siamo costretti a prendere a causa della licenziamento a fine Dicembre. Questo è stato ben esposto con una serie di documenti ufficiali inviati dai Direttori delle Sezioni dell’INGV, in particolare quelle più esposte come il Centro Nazionale Terremoti, Catania Osservatorio Etneo, Palermo, Napoli Osservatorio Veusuviano, al Direttore Generale Ghilardi, al C.d.A. e al Presidente Gresta, che quindi son ben informati delle conseguenze delle loro scelte.

Se in passato in occasione di sequenze sismiche che hanno colpito duramente la popolazione abbiamo messo da parte le nostre proteste (è successo a L’Aquila come in Emilia, sempre), la prossima volta non potremmo nemmeno volendo. E da Gennaio non saremo nemmeno dipendenti.

Perché tutto questo? La spiegazione in due ottimi articoli di Pubblico e L’Unità e in due comunicati Sindacali … Ma anche in “due righe” nostre che è giusto riportare.

Il nuovo Direttore Generale, il Dott. Massimo Ghilardi (ex dirigente MIUR sotto la Gelmini e, brevemente, sotto Profumo) ha convinto il nostro CdA (per la verità a maggioranza e non all’unanimità) a VIOLARE un accordo sindacale per le PROROGHE dei nostri contratti a TEMPO DETERMINATO. Non si parla di assunzione a tempo indeterminato, che ormai è un miraggio.

Il nuovo Presidente dell’INGV, il Dott. Stefano Gresta, che insieme al CdA aveva APPOSTO LA SUA FIRMA SULL’ACCORDO, dopo l’arrivo del nuovo Direttore Generale si è totalmente appiattito sulle sue posizioni.

Tutti insieme hanno allegramente deliberato che la cosa giusta da fare in regime di spending review è buttare soldi per bandire circa 200 concorsi per 200 proroghe e fare tutto questo in 2 mesi (ridicolo) su cui avevano già un accordo coi sindacati, peraltro visto e approvato nelle sue basi giuridiche dalla Funzione Pubblica. 200 concorsi per riassumere le stesse persone? Per fare esattamente le stesse cose? Dopo aver dichiarato nell’accordo la necessità di tenerli in servizio (visto il peso che hanno nelle funzioni base dell’Ente)? Mah … quando qualcosa sembra illogico ma è portato alle estreme conseguenze vuol dire che non hai capito cosa c’è dietro.

C’è qualcosa che non va con l’INGV.

L’INVALSI ha firmato poco prima di noi un accordo esattamente identico al nostro, per le stesse ragioni ma con fondi distribuiti diversamente. A loro non dicono nulla e il loro DG non frantuma l’Ente pur di non prorogare con l’accordo. Tutta questa ignorante ostinazione è per noi incomprensibile.

E’ una nuova fase. Brutta per tutti, anche per chi come noi, e diversamente da molti colleghi stranieri, ha dedicato metà del suo tempo di vita e lavorativo al servizio per l’INGV e per l’Italia e non alla pubblicazione di articoli per ingrossare il proprio Curriculum (che comunque è mediamente di alto livello alla faccia dei tanti incapaci che dirigono il Paese a vari livelli).

Di seguito articoli e comunicati:

COMUNICATO STAMPA del Personale INGV

Mozione Assembleare Personale/OOSS

Dichiarazione dello Stato di Agitazione

Articolo su “Pubblico” di Luca Telese a cura di Maria Grazia Gerina
Articolo (nuovo) su “L’Unità” a cura di Jolanda Bufalini

Sembrerebbe una commediola di basso livello se non si parlasse della sorveglianza sismica e vulcanica, delle nostre vite, del nostro lavoro e della dignità dell’INGV che è un Ente Pubblico di Ricerca.

Nell’ultimo post avevamo ancora la speranza che l’accordo per le proroghe a tempo determinato (!!) dei nostri contratti sarebbe stato rispettato.

Invece ci troviamo costretti a comunicare che il Direttore Generale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Dott. Massimo Ghilardi, in piena sintonia con il Presidente dell’INGV, Dott. Stefano Gresta, e su disposizione a maggioranza del Consiglio di Amministrazione dell’INGV, ha deciso di non dar seguito all’Accordo Decentrato d’Ente sindacale firmato in data 18 luglio, contenente le garanzie per la proroga fino a dicembre 2016 dei contratti di quasi 250 unità di personale precario in scadenza a dicembre 2012.

Questa decisione unilaterale, oltre a minare il futuro del personale precario INGV (ricercatori, tecnologi, tecnici e amministrativi), produrrà una grave mancanza di personale nell’Ente mettendo in gravissima difficoltà la sorveglianza sismica e vulcanica del territorio nazionale e lo svolgimento di progetti di ricerca che finanziano l’ente per oltre 20 milioni di Euro ogni anno.

Riteniamo necessario che il C.d.A. e il Direttore Generale diano pieno corso ad accordi sindacali già firmati e avallati dagli organi competenti, ancor più che nell’interesse dei lavoratori, per salvaguardare il ruolo istituzionale dell’INGV verso la Protezione Civile e la popolazione.

Su questo argomento è stato emanato da poco un comunicato del Segretario Generale della FLC-CGIL, Domenico Pantaleo, che aggiunge alcuni elementi importanti alla questione.

Aggiornamento: è uscito su Pubblico, giornale diretto da Luca Telese, del 20 ottobre un articolo davvero ben fatto che aiuta a capire meglio i dettagli della vicenda che ci riguarda. Lo trovate cliccando sull’immagine qui sotto.