Mancano ormai solo 2 mesi alla scadenza dei contratti a tempo determinato presso INGV (e altri Enti di Ricerca), come vedete nell’impietoso conto alla rovescia in colonna sinistra.

Nel frattempo, il Ministro D’Alia (Funz. Pubb.) da una parte e il Ministro Carrozza (MIUR) dall’altra, hanno dato vita a due decreti, il DL 101 e il DL 104, che affrontano e tentano di risolvere, seppur parzialmente, il problema dei precari nella Pubblica Amministrazione e nella Ricerca, con particolare e giusta enfasi nel DL 104 sull’Ente più martoriato degli ultimi 5 anni: l’INGV.

I due DL sono in fase di conversione, fatti salvi sabotaggi brunettiani o ichiniani, entro il 1° Novembre (DL101) ed entro il 12 Novembre (DL 104). In particolare sul DL 104, Art. 24 (INGV), che già prevede la possibilità di assumere 200 unità di personale, è stata votata una modifica che consente la proroga dei precari INGV almeno fino a quando le immissioni in ruolo non saranno completate, ossia il 2018. Se non venisse convertito in legge il DL 104, sotto l’INGV si aprirebbe il baratro. Per tutti gli altri precari, il DL 101 prevede la proroga almeno al 2015.

Finalmente buone notizie, seppur con numeri che non rispecchiano la reale situazione di sofferenza presso l’INGV. Si potrebbe ottimisticamente dire, in stile Looney Tunes, “Thast’s all Folks!”: tutto qui, fine.

Ma non è così.

Primo campanello di allarme: abbiamo già spiegato che per volontà della maggioranza del CdA e su proposta del Direttore Generale INGV, tutti gli stabilizzandi (con una risibile eccezione) nel 2012 sono stati tolti dal Fondo Ordinario e spostati sui fondi esterni. In totale discontinuità con la precedente amministrazione che riconosceva, supportata peraltro dalle attuali leggi, lo status di “stabilizzando” ex Comma 519, Art. 1, Legge 296/2006 (Finanziaria 2007), trattandosi di personale coinvolto pesantemente in attività istituzionali dell’ente, compreso il monitoraggio sismico e vulcanico.

L’espulsione dai fondi ordinari espone i precari al rischio di “impossibilità di rinnovo per mancanza fondi” alla fine di ogni contratto. Inoltre questa manovra alimenterà un prevedibile ed ingiusto conflitto fra stabilizzandi e non stabilizzandi, non solo per la convivenza sugli stessi fondi, ma anche perché il numero dei precari INGV è ben superiore alle 200 unità che si prevede di assumere.

Secondo campanello d’allarme: il Ministro Carrozza, nella prima presentazione pubblica dell’articolo “salva-INGV”, ha dichiarato che serve a consentire l’immissione in ruolo dei precari INGV che da troppo tempo vivono una situazione assurda, autorizzando 210 assunzioni in 3 anni, diventate poi 200 in 5 anni. Un gioco al ribasso incomprensibile se si considera che i “precari storici” INGV sono circa 250. Incomprensibile anche perché i finanziamenti aggiuntivi sono minimi e comunque alimentano un circuito virtuoso fatto di ricercatori in grado di attrarre molti più fondi su progetti. Verrebbe da chiedere chi abbia fornito al Ministro il numero 200, prospettando una inutile guerra fra poveri. Anche il piano rinnovi (temporanei), siglato non più di un anno fa con i sindacati e avallato dal CdA, interessava 192 stabilizzandi e 55 t.d. con oltre 3 anni. Piangeremo a gennaio una cinquantina di desaparecidos? Probabile.

Terzo Campanello d’allarme: l’Art 24 del DL 104 non dice come si dovrebbero immettere in ruolo i precari INGV e si sa che nel momento delle decisioni difficili, chi deve prenderle tende un po’ a svicolare. Le ricette per farlo sono le più svariate, ma quelle a base di burocrazia e millantato merito sono le più efficaci.

E allora ci si chiede se sia giusto, opportuno e in linea con lo spirito dell’Art. 24 bandire 200 concorsi aperti a tutti. Non perché il confronto spaventi qualcuno, ma perché personale che ha oltre 15 anni di esperienza presso l’INGV, formato con soldi pubblici come tecnico o scienziato sul questioni di importanza nazionale, con diritto alla stabilizzazione in base al Comma 519 della Finanziaria 2007, personale che ha già sostenuto ed è idoneo a concorsi pubblici per posti a tempo indeterminato, ivi incluso uno del 2010, non va sottoposto a ulteriori prove, ma tutelato, difeso e consolidato.

Nasce il dubbio che la manovra concorsuale a copertura totale sia in parte un’operazione più digeribile all’esterno, ma soprattutto sollevi dall’imbarazzante responsabilità di decidere chi resta e chi no. D’altronde comunicare ad un vulcanologo con 15 anni di esperienza che non esistono più eruzioni, quindi non rientra nei “fortunati” 200, implica un discreto sangue freddo. E si sa, il coraggio uno se non ce l’ha non se lo può dare.

C’è poi la questione rinnovi. La manovra INGV è spalmata in 5 anni, e questo richiede la possibilità di rinnovare il personale che ne possa essere interessato. Noi, e questo potrebbe essere un problema comune ad altri EPR, temiamo di sentir dire che i fondi esterni non basteranno nel 2014 per prorogare tutti in attesa dell’espletamento delle “procedure”. Abbiamo chiesto un incontro urgente con l’amministrazione per analizzare insieme questi aspetti e capire l’entità, eventualmente, del problema. Il silenzio che ne è seguito testimonia che certe urgenze non sono condivise.

Sarebbe certo disarmante scoprire che, a fine anno, diverse decine di unità di personale non saranno prorogate, con la paradossale considerazione per cui “ti licenziamo, in attesa delle procedure di espletamento delle assunzioni di cui al DL 104”. E sarebbe infine poco convincente giustificarlo come razionalizzazione della spesa pubblica ed incremento dell’efficienza dell’INGV, frasi più adatte a slogan che altro. L’INGV è uno dei migliori istituti di geofisica al mondo: mandar via persone, vuol dire gettare al secchio (o regalare all’estero) personale altamente qualificato la cui formazione è costata milioni di euro ai cittadini italiani.

Un consiglio finale: chiedete per tempo ai vostri responsabili (aspettare che lo facciano spontaneamente potrebbe non bastare) se e su quali fondi verrete prorogati, in attesa di concorsi… o di altro.

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commenti
  1. Rete Ricerca Pubblica (Administrator) ha detto:

    il dl 101 passato.. “Se non venisse convertito in legge il DL 104, sotto lINGV si aprirebbe il baratro. Per tutti gli altri precari, il DL 101 prevede la proroga almeno al 2015.” non mi sembra sia come scrivete.. per… ;(

    Il giorno 30 ottobre 2013 15:28, precari@INGV

  2. Rete Ricerca Pubblica (Administrator) ha detto:

    MI RIFERISCO AL 101

    Il giorno 30 ottobre 2013 15:54, Rete Ricerca Pubblica (Administrator) ha scritto:

    > il dl 101 passato.. > “Se non venisse convertito in legge il DL 104, sotto lINGV si aprirebbe > il baratro. Per tutti gli altri precari, il DL 101 prevede la proroga > almeno al 2015.” > non mi sembra sia come scrivete.. per… ;( > > >

  3. precaringv ha detto:

    invece si. Senza il 104 (che deroga per le proroghe e che ci amplia la dotazione organica) e con la versione attuale del DL 101 che lega le proroghe alla dotazione disponibile, TUTTI i precari che sono su fondi ordinari sono fuori … quelli su progetti vanno avanti finchè ci sono i progetti e poi sono fuori perché nn più prorogabili. Piano piano se ne vanno tutti e 250 i precari dell’INGV.

    Ovviamente noi speriamo che il DL 104 sia convertito entro il 12/11/2013 anche perché la nostra situazione, con questi numeri, è questa da anni. La dotazione organica dell’INGV non è mai stata ritoccata e le stabilizzazioni dal 2008 sono state risibili a causa di questo problema.

    Infine: i precari ultraquinquennali dell’INGV sono 250 circa e le assunzioni autorizzate solo 200 … comunque 40 o 50 persone, così come stanno le cose, andranno a casa.

  4. precaringv ha detto:

    La versione definitiva prevede la proroga fino al 2016 per i precari ma … solo se c’è la dotazione organica disponibile , nel caso dei fondi ordinari, e indipendentemente nel caso di fondi esterni.

    Come sopra: è una follia se applicata tout court alla situazione attuale del precariato PA senza sanare prima la situazione. E nel caso dell’INGV, se nn passa il 104 vuol dire piano piano chiudere con mezzo isituto.

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