Determinati all’accordo …

Pubblicato: luglio 26, 2012 da raf71 in commento, mobilitazione
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Il 18 Luglio 2012 l’Amministrazione dell’INGV e le OO.SS. (FLC-CGIL, UIL-RUA, FIR-CISL, ANPRI, USI-RDB) hanno sottoscritto un “Accordo Decentrato di Ente” ai sensi della Legge n° 368 del 2001 (e successive modifiche), e di diverse altre norme, per la proroga di 245 contratti a tempo determinato (189 “stabilizzandi”, che hanno maturato il diritto all’assunzione in base alla Finanziaria 2007, e 56 “non-stabilizzandi”) presso il nostro Ente. [Leggi il Comunicato Congiunto di FLC-CGIL, FIR-CISL e UIL-RUA]

Avevamo chiesto:

  • una proroga di 5 anni sia per “stabilizzandi”, che per “non-stabilizzandi”, come da Contratto Collettivo Nazionale della Ricerca;
  • l’adozione della continuità contrattuale per i T.D. qualora l’INGV avesse voluto proseguire il rapporto di lavoro;
  • il riconoscimento dell’anzianità per i T.D., a norma di legge e della Carta Europea dei Ricercatori.

Dopo diversi mesi di incontri sindacali, iniziati con una proposta da parte dell’Amministrazione di 3 anni di proroga solo per gli stabilizzandi, abbiamo ottenuto:

  • una proroga di 4 anni (fino al 31 dicembre 2016) sia per gli “stabilizzandi” che per i 56 “non-stabilizzandi” che hanno stipulato contratti T.D. prima del 31/12/2009;
  • l’adozione della continuità contrattuale per i T.D., senza disposizione di interruzione forzata e con il riconoscimento dell’anzianità solo per i contratti stipulati prima del 31/12/2009.
  • sui restanti T.D. c’è però un impegno a riaprire un tavolo di trattativa quando si presenterà il problema (31/12/2014)

Tutto questo è comunque vincolato alla revisione annuale del budget: tradotto vuol dire che se il MIUR taglia i fondi … andiamo a casa lo stesso, accordo o non accordo.

Quanto avevamo chiesto era piuttosto semplice e a norma di ogni legge possibile e immaginabile. In aggiunta dobbiamo dire che, considerando il vincolo della revisione di spesa, non era comunque nemmeno troppo tutelante per noi.

Chiedevamo più che altro il minimo rispetto della dignità del nostro lavoro e di poter continuare nel nostro impegno di lavoratori con un minimo di serenità (in un contesto in cui  comunque manca).

Per queste ragioni la trattativa non avrebbe dovuto durare così tanto e non avrebbe dovuto estenuarci così tanto. Non avremmo dovuto avere alcuna ragione per protestare. Ma tant’è: è andata così. Questo dà a noi tutti il polso della situazione: qualcosa non va quando anche le cose semplici diventano complicate.

Ciò nonostante siamo contenti che questo accordo sia stato firmato. Almeno c’è un pezzo di carta, come si suol dire.

La differenza fra prima e dopo la firma, anche se nella pratica ancora nulla è cambiato (i contratti non sono ancora stati aggiornati), si avverte nei corridoi dell’INGV fra i precari e non solo: è nel modo di lavorare e in quanto riusciamo a fare. E’ quel valore aggiunto che sembra che nessun amministratore di questo povero Paese (e di molti altri) voglia capire.

Ovviamente, e purtroppo, non è finita qui. La precarietà (insieme ad altri pochi fattori) sta distruggendo il lavoro e con esso l’economia reale, eliminando del tutto la pur relativa certezza dell’impiego ma non controbilanciando con adeguate remunerazioni e con pari opportunità di carriera.

Semplificando: l’accordo che è stato firmato è il migliore accordo possibile con gli attuali attori e nel contesto di follia economica e politica che regna da un po’ di anni. Ma non garantisce nulla di più di quanto non abbia garantito l’accordo di Pomigliano ai lavoratori FIAT. Per adesso noi concentriamo tutta la nostra forza e il nostro impegno nel nostro lavoro perché lo dobbiamo alla gente e a noi stessi.

Alcuni di noi, sempre più numerosi, cercano ormai posizioni all’estero. Tutti siamo consapevoli che non potremo sopportare ancora a lungo che non solo ci si tenga precari a vita, nel rischio di un imminente disoccupazione e con la pensione che ormai è un miraggio, ma che per giunta si venga pagati molto meno che all’estero, con l’aggravante di essere cristallizzati e ingabbiati in modo tale da non poter raggiungere i livelli dirigenziali che restano e resteranno appannaggio dei soliti per sempre.

C’è bisogno di un grosso cambiamento. Non possiamo continuare a sopravvivere alla giornata in un Paese che disprezza la Ricerca e si ostina a buttare miliardi per non voler fare prevenzione.

E c’è bisogno di rispetto.

Rispetto per tutte quelle persone che hanno scelto di restare, di aiutare il proprio Paese, per quelle persone che hanno deciso di mettersi in gioco, di lavorare qui, di produrre qui, di fare Ricerca qui. Noi faremo di tutto per dare il nostro contributo al cambiamento: ognuno faccia la propria parte.

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commenti
  1. Paolo Valente ha detto:

    Reblogged this on Io Non Faccio Niente and commented:
    i precari INGV fanno un piccolo passo…

  2. Adriano Sala ha detto:

    Carissimi, non ne capisco nulla del vostro organico. L’unica cosa che vedo è il vostro prezioso lavoro in occasione del terremoto che ha colpito la mia terra, l’Emilia. Mi scuso se ci voleva il terremoto per scoprire il vostro lavoro. Posso solo dirvi grazie e capisco che è poco. In bocca al lupo, sono con voi.

  3. ValentinaBalocchi ha detto:

    Anch’io, come il sig. Sala, negli ultimi mesi vi seguo spesso perchè abito in Emilia. Essere solidali con voi forse non cambierà lo stato delle cose, ma mi sembra giusto farvi sapere che c’è chi si sofferma a pensare alla vostra condizione e spera fermamente che le cose in Italia cambino. Credo che il nostro paese abbia un grande problema culturale, se la “base” delle persone non cambierà, non cambieranno nemmeno i “vertici” o i “soliti noti”… grazie per il vostro lavoro, che fate con passione nonostante tutto…

  4. Cristina ha detto:

    Cristina, Rovereto sulla Secchia, comune di Novi di Modena. Anche io come altri che vi stanno rispondendo in queste ore ho imparato a conoscervi negli ultimi maledettissimi mesi.. Dal 20 maggio, io più dal 29, vi seguiamo col fiato sospeso…. Dispiace sapere che un lavoro come il vostro non sia apprezzato e premiato come dovrebbe. Un grossissimo in bocca al lupo!!!

  5. […] siamo lasciati poco dopo il 18 Luglio, quando era stato appena firmato il sudato Accordo Decentrato di Ente per il rinnovo dei contratti di lavoro di 200 di noi fino al 2016 e per il riconoscimento […]

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