Alcuni momenti della consegna al C.d.A. riunitosi oggi, delle oltre 600 firme del personale INGV, raccolte in soli due giorni a supporto di un accordo con l’Amministrazione sui rinnovi e sulla la continuità contrattuale.

Lo slogan è ancora, come si vede dalle foto, “Si può fare!“.

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commenti
  1. infn ha detto:

    Reblogged this on Io Non Faccio Niente and commented:
    Sì, si può fare, si può salvare una generazione di scienziati

  2. Giovanni Menna Como ha detto:

    Col vostro lavoro anche stanotte probabilmente avete salvato molte vite umane. Spero non siano così dementi da non incentivare il vostro lavoro.

  3. Psicotaxi ha detto:

    mesi fa ho portato sul taxi una vostra collega… massima solidarietà

  4. chiara ha detto:

    Vorrei ringraziarvi. Davvero

  5. Roberto A ha detto:

    scusate ma mi sembre poco corretto mettere il link al vostro blog sulla pagina dell’istututo dove si trovano le notizie sui terremoti.

  6. raf71 ha detto:

    Personalmente penso che sia corretto.
    I dati contenuti nella pagina così come l’attività di monitoraggio e di ricerca sono fatti per metà da precari di lunghissima data. Il lavoro che c’è dietro è tanto. La presenza del link è un’informazione in più per l’utente che se vuole approfondire la condizione dei lavoratori che contribuiscono largamente alla produzione di quei dati può farlo. Il link inoltre è li da alcuni anni. La nostra situazione per ora non è cambiata ma speriamo di aver contribuito a diffondere informazioni utili su cosa c’è dietro a una pagina web o a un report scientifico o alla stessa possibilità di acquisire e diffondere dati.
    raffaele

  7. Roberto A ha detto:

    no,non è corretto,quello è un sito istituzionale che nulla ha a che fare con le vostre giuste o sbagliate rivendicazioni.Non è che sul sito dell’azienda dove lavoro,si trovi un link che so al sito della CGIL o altro.

  8. Paolo ha detto:

    Roberto forse hai ragione e il problema me lo sono posto pure io ma…
    è corretta la situazione professionale che vivono queste persone? è corretto che i dati e la ricerca sia in mano a persone che non hanno un adeguato contratto?
    è corretto che l’investimento sulla ricerca e dunque sulla nostra sicurezza sia in mano ad un gruppo di professionisti precari?

    Qualcuno inizi a dare risposte concrete a queste persone poi il link dal sito lo potranno pure togliere.
    Io sto scrivendo da una zona colpita dal sisma emiliano, ti posso tranquillamente dire che fino al 20 Maggio non sapevo neppure l’esistenza dell’INGV poi purtroppo è diventato uno dei siti web che consulto giornalmente.
    Se i precari non avessero messo il link sulla pagina delle rilevazioni IO come moltissime altre persone non avrei mai e poi mai saputo nulla di tutto questo, dunque alla fine ti posso dire che secondo me hanno fatto bene.

  9. Montorsi Luisa ha detto:

    e giusto fare conoscere l’importanza della ricerca

  10. paolo ha detto:

    Sono molto soddisfatto della pagina relativa alla lista degli eventi sismici, forse sarebbe opportuno fare conoscere i risultati ottenuti da un team 1000 persone per motivare una assunzione a tempo indeterminato….

  11. raf71 ha detto:

    salve
    la pagina web di cui parla è solo l’interfaccia. Solo dietro a quella pagina c’è il lavoro di chi ha costruito e tiene in funzione tutta l’infrastruttura informatica di gestione dei dati. Prima di quella c’è il lavoro del personale della sala di monitoraggio h24 che fa le localizzazioni, le mette nel database e, se è il caso, comunica alla Protezione Civile. Prima di quel lavoro c’è quello di chi gestisce fisicamente la rete sismica di oltre 250 stazioni (trova i siti idonei, ne fa una analisi scientifica, li seleziona fa gli accordi e la burocrazia con i comuni o i privati e poi ci installa le stazioni sismiche e GPS e poi ne fa la manutenzione periodica e frequente). Poi c’è il lavoro dei tecnici e degli informatici che garantiscono l’afflusso dei dati dalle stazioni attraverso i vari carrier (satellite, internet, umts ecc) verso la sala di monitoraggio di Roma e verso le sale di backup sul territorio.
    Ancora, dietro al funzionamento della sala sismica ci sono anni di ricerche condivise con la comunità internazionale e trasformate in oggetti utili al monitoraggio (dai modelli di velocità delle onde sismiche alle cosiddette shakemap, mappe di scuotimento in tempo quasi reale, calcolo delle geometrie di rottura ecc ).
    Fin qui solo una parte di quello che facciamo, cioè il monitoraggio dei terremoti. Questo è costato a tanti istituti nel mondo anni di ricerca e sviluppo di teorie, programmi informatici e tecnologie.
    La rete sismica nazionale dovrebbe essere almeno raddoppiata per diventare dalla terza (credo) alla prima rete al mondo. Facciamo i conti coi soldi. Ma intanto c’è un’altra cosa che facciamo e che richiede personale: la rete di pronto intervento che immediatamente dopo un terremoto forte entra in azione per addensare gli strumenti sulle sequenze sismiche. Questo lavoro solo apparentemente “tardivo” ha una importanza capitale per conoscenze scientifiche sull’evoluzione delle sequenze di terremoti soprattutto in un Paese che ha molte zone sismiche e non tutte uguali come comportamento.
    Ci sono i numerosi studi geologici e geochimici sempre finalizzati sia al monitoraggio che all’aumento delle conoscenze sul territorio dal punto di vista sismico e vulcanico.
    Poi ci sono i Vulcani appunto … che raddoppiano quanto sopra perché richiedono competenze aggiuntive che vanno al di la del semplice monitoraggio (che comunque facciamo, con apposite sale vicine o sopra i medesimi vulcani).
    Infine ci sono le collaborazioni internazionali. Una per tutte, la più recente, i progetti finalizzati a costruire le future infrastrutture integrate di monitoraggio e scambio dati a livello europeo e mondiale. Gli studi sugli Tsunami e le analisi delle immagini SAR, studi in cui andiamo forte e stiamo dando contributi importanti che hanno/avranno ricadute sulla prevenzione.

    Sotto tutto questo c’è un continuo (e in questo Paese molto poco riconosciuto) lavoro di ricerca. La ricerca si fa con la testa delle persone e non solo coi computer e i dati (che ormai stanno diventando montagne visto lo sviluppo della tecnologia e la nostra/vostra voglia di conoscenza). E le teste si trovano sulle persone.
    Credo che in un Paese come il nostro, attivo da ogni punto di vista naturale, si faccia presto a raggiungere quota mille per un Ente come il nostro.

    Gli Enti di Ricerca infine sono capaci anche di attirare (e usare meglio di molte altre Istituzioni) fondi dal resto del mondo (per esempio la comunità europea).

    C’è la parte, fondamentale anche secondo il nostro stesso statuto, dell’educazione ai bambini e agli insegnanti, fatta attraverso le scuole, con la quale contribuiamo a costruire la consapevolezza dei cittadini del futuro … che speriamo influenzeranno un po’ meglio di quanto abbiamo saputo fare noi tutti le scelte dei politici del futuro.

    La pagina dei terremoti del CNT è solo l’ultimo tassello (e nemmeno l’unico … ci sono iside.rm.ingv.it, il nuovo ingvterremoti.wordpress.com e il suo omologo youtube ecc.) di una ragnatela che si regge sul lavoro delle persone. Per cui sono molto contento che sia considerata utile.

    In effetti ci abbiamo pensato molte volte a mettere nero su bianco e in modo più chiaro quello che si fa qui dentro e anche a sottolineare il contributo dei precari (che va ben oltre la percentuale del 40% dato che la maggioranza dei precari sono Ricercatori e Tecnologi).
    Per ora non abbiamo tempo. Prima o poi lo faremo. Intanto spero che questo breve riassunto sia stato utile e la ringrazio per aver voluto lasciare un commento.

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