Roma, 21 ott – Pianificare come investire un miliardo e 655 milioni piu’ un ulteriore 7% di risorse che saranno assegnati agli enti pubblici di ricerca. Questo l’obiettivo dell’incontro che il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini, ha avuto oggi, a Palazzo Chigi, con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e i neopresidenti di 12 enti di ricerca […].

Questo il contenuto di una Agenzia [vedi qui] uscita alcuni giorni fa.

Ieri sera a Ballarò il Ministro Gelmini, fra le molte cose che ha detto a supporto dell’operato del Governo, ha buttato li una frasetta che ai più sarà sfuggita e il cui sunto è “abbiamo messo nuovi fondi in Università e Ricerca“.

Né l’Agenzia è mai diventata una notizia né la frasetta è stata troppo enfatizzata dalla ministra.

Forse perché è una indifendibile balla.

NON E’ VERO!! È propaganda elettorale. NON CI HANNO MESSO UN EURO IN PIÙ IN SVILUPPO E SICURAMENTE NON IN RICERCA. A dire il vero il direttore del Miur, Agostini (vedi l’agenzia) fra le righe l’ha detta la verità [Per quanto riguarda i fondi, si tratta ”della ripartizione del Fondo ordinario di finanziamento degli enti pubblici di ricerca per l’anno 2011].

Agostini non ha però, volontariamente presumiamo, spiegato le sue stesse parole, che ai più risultano quindi  incomprensibili.

Le cose stanno così:

1) per finanziare il PNR (Piano Nazionale della Ricerca) con apposito decreto nel 2010, hanno stabilito di tagliare il 7% dei fondi ordinari degli Enti Pubblici di Ricerca e di sommarvi una quota presa dal Fondo FAR (Fondo per le Agevolazioni alla Ricerca, creato nel lontano 1999 dal governo precedente a quello “Berlusconi 2001”)

2) hanno deciso di tagliare un ulteriore 8% dei fondi ordinari degli Enti Pubblici di Ricerca

Il 7% e l’8% insieme fanno un bel 15% di tagli ai fondi ordinari degli Enti (cioè quelli relativamente stabili su base annuale che ne garantiscono il funzionamento).

Questi soldi, che quindi NON SONO NUOVI FINANZIAMENTI, poi ce li ridanno, sempre seguendo il PNR, sotto forma di discutibilissimi “Progetti Bandiera” e “Progetti Premiali”.

Ovviamente i suddetti progetti non vedranno gli Enti riprendersi esattamente quanto è stato loro tolto singolarmente, ma porteranno una ridistribuzione basata sul peso che ogni Ente avrà nei progetti stessi … e questo ovviamente a seconda dei progetti che saranno approvati farà si che alcuni Enti vedranno sfumare parte dei soldi che l’anno prima ne garantivano il funzionamento a regime.

In sostanza: non esiste nessun nuovo investimento in ricerca ma solo una differente distribuzione degli stessi soldi di prima.

E’ con queste risorse” – ha concluso Gelmini – ”che si apre il secondo tempo della legislatura: dopo il piano di risanamento stiamo entrando nella fase di sviluppo e investimento.

Quello di annunciare “nuovi investimenti in Ricerca” che ci farebbero entrare “nella fase di sviluppo” è un bieco tentativo del ministro di vendere fumo per coprire tutto quello che non è stato colpevolmente fatto per lo sviluppo negli ultimi tre anni, quando c’era ancora margine per operare.

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commenti
  1. giovanni ha detto:

    Ciao a tutti.

    non sono un professionista ma seguo per passione l’argomento terremoti e quindi anche l’ingv..

    Onestamente sono davvero schifato nel sentire questi ministri annunciare delle falsità e rimanere ancora lì seduti a prendere lo stipendio che gli pago con le mie tasse.
    Il problema e’ che qualsiasi strumento civile si usi per comunicare a queste persone la risposta e’ sempre la stessa:balle.
    Con loro un interscambio civile e’ inutile.
    Non ho nemmeno un carattere violento e non condivido le prepotenze per cui non ci rimane altro da fare che denunciare ma subire l’inciviltà e la mafia di questi ministri(inutile mettere un aggettivo dispregiativo vicino al nome basta il nome ad indicare lo stato di nauesa).

  2. […] A causa loro noi tutti abbiamo sborsato e sborseremo molti soldi per inutili quanto inique finanziarie. E per cosa? Per regalare inutilmente i nostri pochi soldi a dei mercati (e a dei mercanti) impazziti, ritrovandoci oggi comunque con un Paese sull’orlo del baratro finanziario, con il mondo del lavoro sconquassato, una Scuola minata alla base e la Ricerca propagandisticamente usata per millantare credito. […]

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