Sinceramente l’ennesima triviale berciata del MiniStro della Funzione Pubblica (“Siete l’Italia peggiore” rivolto ai precari) non meriterebbe un solo carattere stampato su questo Blog.

Quelli come lui sono gente piccola piccola che NON ESISTE PIU’.

Tenuta in vita dalle telecamere ma che nel mondo reale dove viaggia la nostra comunicazione, la nostra informazione, i nostri interessi … in una parola sola dove sta il FUTURO, non esiste.

E allora perché stiamo scrivendo?

Per due ragioni:

1) il primo post di questo Blog è del 29 Settembre 2008. Tre anni fa, quando Brunetta tentò di farci fuori prima con la legge 133 (la iattura che si è abbattuta su tutto il sistema sociale e della conoscenza italiano) e poi con il decreto 1441 (l’ammazzaprecari), …  NOI avevamo già capito che tirava l’aria di quel classico populismo che LASCIA INTATTI I POTERI FORTI e le CLIENTELE politiche ma che spacca le ossa e ATTACCA LA DIGNITA’ dell’ITALIA MIGLIORE.

L’avevamo capito e ci siamo difesi, come tante leonesse a tanti leoni e senza sosta. Abbiamo cercato di farlo capire a più persone possibile. E c’è costato tanta ma tanta fatica. Beh … diciamo che ci sono voluti 3 anni ma oggi forse le cazzate di Brunetta non fanno più presa nemmeno nel suo più accanito sostenitore. E noi un po’ di merito ce lo dobbiamo prendere … fa bene alla salute 🙂 (e poi quel “I ricercatori sono Capitani di Ventura e hanno il dovere di andarsene” non ci è mai andato giù!!!!)

2) E’ giusto che oggi che si stanno consumando gli ultimi mesi del duo Tremonti-Brunetta noi, che questi due tizi li avevamo capiti fin da subito, siamo qui ad accompagnarli sul “triViale” del tramonto a suon di “DIMETTITI” … nel migliore dei casi.

E poi diciamocelo, ci vuole proprio una enorme cattiveria e una infinita piccolezza interiore per precarizzare il mondo del lavoro all’infinito riempiendo il futuro dei giovani e il presente dei meno giovani di “sfruttamento” e “incertezza”, per scaricare le conseguenze di anni e anni di porcherie politiche sulle nostre spalle e  e poi finire pure a dirci che siamo “l’Italia peggiore” mentre al parlamento e nei posti di potere sfilano condannati dopo condannati, ladri dopo ladri, viscidi dopo viscidi e chi più più ne ha più ne metta.

Per questo oggi e sempre, NON GLIE NE FAREMO PASSARE UNA!!!!!!

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commenti
  1. Adriano Esposito ha detto:

    Va be’ di offese su di lei ne sono state dette a chili. Già il fatto di fare umorismo sul suo difetto fisico la dice tutta… Diciamo che la vostra dialettica, vostra e del Ministro, è da terzo mondo culturale 🙂

  2. raf71 ha detto:

    Francamente di offese a noi Brunetta ne ha lanciate talmente tante, immotivate e vili soprattutto quando fatte da una posizione di strapotere e privilegio come la sua, che di battute se ne merita ben di peggiori.
    La differenza è che noi ancora oggi paghiamo non solo le parole di quel soggetto ma anche le inutili e vuote (per il Paese) sue azioni.
    Quello che mi chiedo è se noi, secondo la sua logica da “primo mondo culturale” dobbiamo solo prendere insulti e beccare batoste o possiamo anche reagire.
    Col Ministro abbiamo in tutti i modi provato a dialogare, ma la propaganda di cui si è fatto interprete non ha lasciato alcuno spazio. Mai.
    Le dirò … della definizione “MiniStro” la parte rilevante e se vogliamo volutamente offensiva è “stro”.
    Infine una domanda: su tutto il resto del nostro post Lei è d’accordo? Perché quella è la parte rilevante. Il resto è sacrosanta rabbia di chi non ne può più della superficiale subcultura di quel soggetto.

  3. raf71 ha detto:

    PS: e quando scriviamo “gente piccola piccola” intendiamo, e qui senza alcun gioco di parole, “piccola dentro”.

  4. […] Caro “prossimo presidente del Consiglio”, chiamato a salvare questo povero Paese, ci auguriamo che nei mesi trascorsi da quell’intervista Lei abbia avuto modo di chiarirsi le idee e di capire che di innovativo nell’operato del governo su Scuola, Università e Ricerca (per non parlare del resto) non c’è stato proprio nulla se non l’intensità della propaganda e la quantità di macerie lasciate sul campo. Altrimenti ci sentiremmo di avanzare dei seri dubbi sul futuro prossimo dell’”Italia migliore“. […]

  5. […] Caro “prossimo presidente del Consiglio”, chiamato a salvare questo povero Paese, ci auguriamo che nei mesi trascorsi da quell’intervista Lei abbia avuto modo di chiarirsi le idee e di capire che di innovativo nell’operato del governo su Scuola, Università e Ricerca (per non parlare del resto) non c’è stato proprio nulla se non l’intensità della propaganda e la quantità di macerie lasciate sul campo. Altrimenti ci sentiremmo di avanzare dei seri dubbi sul futuro prossimo dell’”Italia migliore“. […]

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