Considerando l’altissima magnitudo del terremoto del Giappone (8.9, un’energia quasi trentamila volte superiore alla scossa che il 6 Aprile 2009 ha colpito L’Aquila), la percentuale di strutture crollate a causa delle oscillazioni del terreno è notevolmente contenuta. Questo rappresenta una prova di grande intelligenza e lungimiranza da parte dello Stato e del popolo Giapponese e una lezione per tutti, ricordando che in un’area ad alta pericolosità sismica (come è gran parte dell’Italia) la messa in sicurezza degli edifici pubblici e privati DEVE essere considerata un punto di partenza.

Ma il violento maremoto (Tsunami) che ne è seguito non ha purtroppo lasciato scampo nemmeno a una nazione così lucida e preparata.

Dato l’enorme impatto emotivo che l’evento necessariamente genera su tutti noi, anche su chi queste cose le studia, pensiamo sia imprescindibile una corretta comprensione del fenomeno degli Tsunami.

Per questo pensiamo che sia utile diffondere questo video didattico sugli Tsunami, presente sul Canale YouTube INGVTerremoti.

Prima parte italiano
Seconda parte italiano
Versione Inglese

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commenti
  1. medo ha detto:

    La lungimiranza poteva anche applicarsi alla costruzione della centrale nucleare di Fukushima 1, la quale non ha nemmeno previsto un contenimento di emergenza nel caso di fusione del nocciolo. Che sta accadendo in 4 reattori su 6 della centrale in queste ore e durerà forse settimane.
    Il reattore fuso per primo, un General Electric, è entrato in produzione di energia nel 1970 e già nel 1972 fu proposto di chiuderlo perchè considerato troppo pericoloso, ma non lo si fece perchè l’intero programma nucleare mondiale di energia nucleare a scopo civile, in pieno sviluppo durante l’oscillazione del prezzo del petrolio, sarebbe stato “scosso” da questa evenienza.
    A distanza di quarant’anni, il disastro. E’ ad oggi la più grande catastrofe industriale, potenzialmente due o tre volte peggiore di Chernobyl.

  2. raf71 ha detto:

    Forse la cosa che più salta all’occhio è che anche nel lungimirante (dal punto di vista della difesa dai terremoti) Giappone, l’aver affidato a dei privati, che hanno come obiettivo il profitto, un sistema di produzione energetica così controverso e delicato, non è stata una buona idea. In entrambi i casi questo disastro sta dando a ognuno la lezione che serve. All’Italia dà una doppia lezione: sul nucleare e sulla difesa dai terremoti. La ricerca fornisce gli elementi utili. Il buon senso e una politica decente dovrebbero fare il resto.
    Raffaele, ricercatore …

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