Da un articolo pubblicato Venerdì scorso sulla rivista “Left” e intitolato “L’Eredità del Capo”  siamo venuti a sapere dell’esistenza di una bozza di decreto governativo sulla riorganizzazione del Dipartimento della Protezione Civile (DPC) che includerebbe anche il passaggio dell’INGV al DPC stesso. Scopriamo poi che le cose stanno anche peggio di così.

L’art. 12 della bozza, infatti, chiarisce che non si tratta di un semplice passaggio dal MIUR alla Presidenza del Consiglio (già di per se grave), ma di un effettivo smembramento dell’INGV. In sostanza il DPC, a sua volta scomposto, toglierebbe all’INGV le reti di monitoraggio sismico portandole sotto il diretto controllo della Presidenza del Consiglio.

La ragione fornita per questa operazione, che apparentemente non ha senso, è scritta nel comma 1:  “al fine di ottimizzare i flussi informativi derivanti dalle reti di monitoraggio dei fenomeni sismici nazionali nonché di conseguire un migliore coordinamento […] le funzioni di sorveglianza sismica […] regionali e locali […] sono trasferite alla Presidenza del Consiglio dei Ministro – Dipartimento della Protezione Civile […]“.

Vogliamo rendere chiaro ai cittadini perché riteniamo che questa sia un scusa, spiegando a tutti che l’INGV comunica al DPC, via pagina web in tempo reale,  TUTTI i terremoti che avvengono sul territorio … mentre avvengono. Non solo: per terremoti superiori a Ml 2.5 il DPC, attraverso (che ci crediate o no) un telefono rosso diretto, riceve anche la comunicazione VOCALE di localizzazione e magnitudo preliminare entro pochi secondi dall’evento. Il 6 aprile è avvenuto proprio questo: la Protezione Civile in TEMPO REALE ha saputo Magnitudo, localizzazione esatta e lista dei comuni più vicini all’epicentro.

Inoltre il DPC riceve continuamente rapporti scientifici completi su qualunque evento rilevante o sequenza sismica, eruzione vulcanica ecc . Come è successo anche per la sequenza dell’Aquila iniziata a gennaio 2009 e come sta succedendo da alcuni mesi per la sequenza sismica di Sora (Frusinate).

Un lettore attento capirà che non c’è proprio niente da ottimizzare nel flusso di informazioni fra INGV e DPC.

Con il terremoto dell’Aquila il nostro istituto ha dimostrato tutta la sua competenza e avanguardia sia nello studio dei terremoti che nel monitoraggio sismico e vulcanico. Le stazioni della rete mobile, istallate dai precari dell’INGV in zona epicentrale la notte del 6 Aprile meno di 3 ore dopo il terremoto, completano il quadro della professionalità del personale dell’INGV. Il fatto che noi precari abbiamo messo da parte i nostri problemi per prestare servizio 24 ore su 24 durante l’emergenza e ancora adesso … è un fatto. Questo impegno e la collaborazione stretta con altri enti e ricercatori nel mondo sta producendo molti passi avanti nella ricerca in campo sismologico.

E allora perché?

Qualunque sia la risposta, adesso finalmente sono chiari il silenzio colpevole e le false promesse del governo sulla sorte dei precari dell’INGV.

Per inciso, dopo mesi di accorate richieste di aumento della dotazione organica del nostro Ente … il decreto ne sancisce la riduzione … cioè la fine dei 400 precari dell’INGV!

Qui trovate il link al Comunicato della FLC-CGIL in merito, in calce al quale si trova il link al Comunicato Congiunto CGIL Funzione Pubblica e FLC


 

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commenti
  1. […] Indiscrezioni sull’ultimo decreto anticrisi di Tremonti suggerivano che alcuni Enti, fra cui l’ISFOL e l’INGV, sarebbero stati sciolti e accorpati ai rispettivi ministeri di competenza. Sarebbe la seconda volta che provano a fare a pezzi l’INGV (la prima risale al decreto Protezione Civile). […]

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