Stipendi da 300mila euro agli esperti che valutano gli statali

Pubblicato: novembre 21, 2008 da anto71 in mobilitazione

ROMA (17 novembre) – Salvo imprevisti, l’anno prossimo nascerà una nuova agenzia: l’agenzia per la meritocrazia nel pubblico impiego. Sarà costituita da cinque componenti, cinque esperti il cui compito sarà di «indirizzare, coordinare e sovrintendere all’esercizio indipendente della valutazione». Detto in parole più semplici, dovranno fare in modo che in tutte le amministrazioni pubbliche italiane si misuri la
produttività del personale con meccanismi il più possibile oggettivi. In base a queste misurazioni si dovranno distribuire i premi e gli avanzamenti di carriera.
L’istituzione dell’agenzia per la valutazione è prevista nel disegno di legge Brunetta, in discussione al Senato. Il testo iniziale del provvedimento prevedeva che il nuovo organismo nascesse a costo zero. Nei giorni scorsi, però, è stato votato un emendamento che ha cambiato la situazione. Ora l’agenzia costa, e neanche poco: ben 4 milioni di euro nel 2009, destinati a diventare 8 milioni dal 2010 in poi. Non è ben chiaro a cosa servano tutti questi soldi. Prima di questo emendamento, era circolata una stima di spesa più contenuta (2 milioni di euro nel 2009 che diventano 4 milioni a regime), e in questa stima si prevedeva che un milione e mezzo di euro fosse destinato a retribuire i cinque membri dell’agenzia. Gli esperti della valutazione insomma avrebbero un compenso medio annuo da almeno 300 mila euro a testa. Una cifra superiore al tetto di stipendio previsto per i dirigenti pubblici, pari a circa 290 mila euro.La norma non prevede particolari vincoli di incompatibilità per i cinque membri. Per esempio, se il nominato è un professore universitario può
conservare il suo incarico e cumulare i due redditi. L’emendamento sull’agenzia per la valutazione è stato approvato in commissione al Senato anche con i voti di quasi tutta l’opposizione.
Maria Fortuna Incostante, senatrice del Pd, spiega che il testo votato è molto migliorato rispetto al testo iniziale proposto dal governo: «Prima si prevedeva un organismo che di fatto era un’emanazione del governo.
Ora invece per le nomine è prescritta una procedura a maggioranza qualificata, che garantisce una reale indipendenza». Quanto ai costi, «non è detto che alla fine questi debbano essere fissati nella legge:
potrebbero essere definiti dai decreti del governo».
Michele Gentile della Cgil commenta: «Che strano: si istituisce un’agenzia per fare in modo che le retribuzioni dei dipendenti pubblici siano legate ai risultati ottenuti, ma come prima cosa si prevede uno
stipendio fisso destinato ai componenti di questa agenzia».

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