Umbria sette giorni

Pubblicato: ottobre 25, 2008 da anto71 in mobilitazione

(UmbriaSetteGiorni-settimanale. 24 ottobre 2008)
IL MINISTRO BRUNETTA E I RICERCATORI PRECARI

Il ministro Brunetta ha concesso interviste al Corriere della Sera ed alla Repubblica a proposito del problema dei ricercatori precari degli enti di ricerca (INGV, CNR, INFN, ed altri) che sono state pubblicate nei numeri di domenica. Quelle interviste meritano attenzione. Perche’Brunetta ha detto cose strabilianti definendo i ricercatori con una visione poetica: “capitani di ventura”, per continuare, come del resto ha detto anche la ministra Gelmini) indicandoli come “giovani ricercatori” e ancora che lui sfoltisce il loro gruppo perche’se non lo facesse sarebbe come “farli morire intellettualmente”. Bastano queste cose per capire come la pensa il Ministro.

Vediamo: “capitani di ventura”;  e’vero, l’avventura e la poetica della ricerca esistono e sono il carburante che consente di superare la fatica e lo scoramento di fronte alle continue difficolta’: pero’, aldila’  della passione per l’avventura scientifica, i ricercatori vivono in mezzo agli altri, nel mondo reale. Hanno affrontato la ricerca quando erano veramente giovani; poi sempre facendo ricerca- sono invecchiati e ora hanno 35-40 anni hanno famiglia e figli. Come la maggior parte degli italiani della loro eta’ . Altro che “giovani ricercatori”!

E poi: stabilizzare un ricercatore non e’affatto come farlo morire; e’ l’inverso che farlo morire. Dare a loro un minimo di sicurezza quella sicurezza che non viene data loro dal misero stipendio significa consentire loro di portare avanti il lavoro con serenita’ e impegno crescente e aprire anche prospettive di un futuro ai piu’giovani che oggi si trovano la strada sbarrata da due generazioni di ricercatori “precari” invecchiati.

Ministro Brunetta, lei dice di aver fatto il “precario” per otto anni. Ma allora non le sono bastati per capire cosa significa esserlo? Evidentemente lei ha vissuto da “precario” senza una famiglia sulle spalle e magari con un mutuo ventennale, esposto alle bufere finanziarie, da pagare. Oppure ha dimenticato quello che ha sofferto in quegli otto anni. Lei Ministro ha fatto anche delle buone cose: ma questa dei ricercatori precari e’una brutta cosa. Ci ripensi, per favore.

Bruno Brunori

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