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Fra i tanti articoli e video che girano in rete, sulla giornata di protesta del 9 Aprile, abbiamo scelto di postare questo da “il Fatto Quotidiano” per il titolo e l’incipit che ricordano a quanti identificano i “precari” con i “giovani” o con gli “studenti” che questi sono i precari del futuro, ma che i precari di adesso in larga parte hanno età comprese fra i 35 e i 50 anni. Sono, siamo, un’intera generazione di mezzo, dimenticata, schiacciata fra i futuri precari e i vecchi “tempi indeterminati”.

Siamo la generazione di mezzo, di passaggio tra coloro che avevano la certezza del “posto di lavoro fisso che un giorno arriverà” e coloro che hanno la certezza del “posto di lavoro fisso che chissà quando e se mai arriverà”… Noi eravamo certi che studiando e seguendo la nostra strada saremmo “arrivati”, ma i nostri sogni si sono infranti, le nostre aspirazioni si sono perse in un’instabilità infinita e nella negazione colpevole dei nostri diritti.

Siamo storicamente la prima generazione che si appoggia disperatamente alla generazione precedente, che ha ancora necessità di avere dei genitori che ci aiutino, che ci sostengano, che siano riferimento importante per il nostro ‘precario’ equilibrio.

Noi della generazione “di mezzo” combattiamo 3 battaglie allo stesso tempo: quella per noi stessi e i nostri diritti, quella per i diritti dei lavoratori più giovani e quella per i figli di entrambe le nostre generazioni.

E’ una battaglia difficile, ma la combatteremo meglio se i mezzi di comunicazione ci aiuteranno a far capire al resto della società e a quella parte di politici che conservano il diritto di essere chiamati “onorevoli”, che non parliamo solo di giovani ma di adulti che fra un po’ saranno pronti per la pensione … . La pensione poi …

Precari in piazza, non solo giovani: tanti 40enni gridano “il nostro tempo è adesso”
Striscione, maglietta antiprecarietà e tante storie (difficili) di lavoro alle spalle. In corteo a Roma non ci sono solo giovani e neolaureati, ma anche tanti, tantissimi quarantenni italiani, che hanno vissuto decenni di lavoro senza certezze: tutti a piazza della Repubblica a cantare e a ballare per gridare alla classe politica “il nostro tempo è adesso, la vita non aspetta”. [Continua]

Riproponiamo un post sulla manifestazione nazionale di oggi 9 Aprile 2011 dei Precari per dare un’idea di quanto l’evento abbia fatto presa un po’ ovunque.

A dimostrazione che la precarietà, come inascoltati noi precari sosteniamo da tempo, è tanto pervasiva ormai da aver superato le soglie di allarme per la salute della nostra società … ha le caratteristiche di un virus.

Qui sotto alcuni link a quotidiani web solo quando ne danno notizia in prima pagina, oppure a testimonianze mediaticamente importanti a supporto.

Il Ruggito del Coniglio –>

Il Cast di Boris – Il Film –>

Il Fatto Quotidiano –>

L’Unità –>

FLC – CGIL  –>

Studenti  –>

MicroMega –>

Il Manifesto  –>

Il Corriere della Sera –>

Il Riformista –>

… e così via.

Una nota: non riportiamo Repubblica.it anche se la notizia è in prima pagina sul web (ma senza immagine di richiamo), perché ha deciso di “sporcare” e quindi attutire, come spesso fa, la notizia della protesta dei precari affiancandola e mescolandola a quella (se la vogliamo considerare una notizia) delle battute da osteria di terz’ordine pronunciate ieri dal Premier. Contenti loro …

Altri giornali, fra cui “Il Messaggero”, “il Giornale”, “Il Secolo d’Italia”,  “Libero”, non menzionano l’evento ancora alle 10:46 del 9 Aprile, segno che non lo considerano importante. Di nuovo … contenti loro …

Il 3 settembre 2010, pochi giorni fa, la Nuova Zelanda è stata colpita da un terremoto di magnitudo 7.  I danni alle infrastrutture ci sono stati perché il terremoto, localizzato a 5 km di profondità secondo l’USGS, pur essendo distante una quarantina di km dalla città più vicina, Christchurch (350000 abitanti), è stato molto forte e ha provocato anche rotture del terreno in superficie. I testimoni raccontano di una scossa durata quasi un minuto.

Qualche decina di feriti, ma nessuna vittima.

Questo evento, in Italia, si configura per i media e quindi per la gente, come una NON notizia. Un giorno sul web e in qualche piccolo articolo di giornale e basta. Eppure proprio in questo Paese avrebbe dovuto esserlo.

Perché E’ una notizia. Circa un ordine di magnitudo superiore al terremoto dell’Aquila, pari a circa 30 volte l’energia rilasciata, un minuto di terrore … e nessuna vittima.

Il terremoto non è stato previsto, come chi segue la ricerca MONDIALE sui terremoti sa bene, eppure … nessuna vittima.

La differenza lì la fanno la politica, amministrativa e edilizia, e la mentalità della gente che non aspetta un guru che con un paio di frasi qualunquistiche li convince ad aspettare i suoi vaticini mai comprovati, ma si premura di vivere in case antisismiche e di conoscere o farsi insegnare da chi di dovere come ci si comporta durante un terremoto (ferma restando la casa antisismica).

Si chiama PREVENZIONE! La prevenzione è quella cosa che USA le conoscenze fornite dalla comunità scientifica, le indicazioni, i dati e le informazioni e li trasforma in AZIONI politiche e tecniche volte alla salvaguardia della vita umana e dei beni. Alla riduzione quando non eliminazione del danno.

Per questo forse, in questo paese, Enti Pubblici di Ricerca soppressi, fondi tagliati alla ricerca e terremoti che non fanno morti non sono MAI una notizia!

Chi, interessato ai terremoti che si stanno verificando in questi giorni, dovesse incappare in questo post o in articoli e post simili (magari relativi a frane alluvioni, inquinamento e ai rispettivi Enti di Ricerca che svolgono un egregio lavoro per la prevenzione, spesso in condizioni precarie) rifletta.

Rifletta sul fatto che è ora di svegliarsi ed è finito il tempo di lamentarsi a posteriori nel nome di quella eterna stupida e delittuosa frase tipicamente italica che è “si poteva evitare”, che tanto comodo fa a certa politica.