FAQs

INGV?

Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), nato nel 2001, include 9 sezioni scientifiche:

  • Centro Nazionale Terremoti (Roma)
  • Sezione di Sismologia e Tettonofisica (Roma)
  • Sezione di Geomagnetismo, Aeronomia e Geofisica Ambientale  (Roma)
  • Osservatorio Vesuviano (Napoli)
  • Sezione di Catania
  • Sezione di Palermo (Geochimica)
  • Sezione di Bologna
  • Sezione di Milano-Pavia (Sismologia Applicata all’Ingegneria)
  • Sezione di Pisa
  • Amministrazione Centrale

Come è composto il personale

Google Chart556 unita’ di personale a tempo indeterminato + 415 a vario titolo precario (circa 40%).

Il personale precario (415 unità) è cosí articolato:
282 sono titolari di contratti di lavoro a tempo determinato (108 ricercatori, 59 tecnologi, 76 collaborati tecnici specializzati, 39 amministrativi) di questi 224 sono quelli interessanti dal processo di stabilizzazione in via di abrogazione.
133 sono titolari di un contratto parasubordinato (assegni di ricerca, cococo….) o in formazione (dottorandi, borse di studio…)

Google ChartLa pianta organica dell’INGV è stata definita al momento dello statuto a 617 unità, ridimensionata a 584 nel 2005 e ulteriormente ridotta di un 10% dall’art. 74 legge 133/2008.

 

Cosa fa l’INGV

La missione principale dell’INGV é il monitoraggio dei fenomeni geofisici nelle due componenti fluida e solida del nostro pianeta. Il bilancio dell’Ente e’ costituito da circa 90 Ml di euro di cui 30
reperiti in competizione su libero mercato della ricerca nazionale ed internazionale.

  • All’INGV è affidata la sorveglianza della sismicità del territorio nazionale e dei vulcani attivi in zone fortemente antropizzate (Vesuvio, Campi Flegrei, Ischia, Etna, Stromboli, Vulcano, si parla di milioni di persone a rischio…si pensi al Vesuvio!) mediante l’analisi di dati acquisiti da reti di monitoraggio nazionali e locali (reti sismiche, geodetiche, geochimiche, etc.). La sorveglianza implica la gestione di 3 sale operative presidiate h24 per 365 giorni all’anno a Roma (sorveglianza sismica a scala nazionale), Napoli (sorveglianza vulcanologica del Vesuvio, Campi Flegrei, Ischia e Stromboli e sorveglianza sismica regionale), Catania (sorveglianza sismica e vulcanologica della Sicilia orientale, dell’Etna e delle Isole Eolie) ed una h8 diurna (sorveglianza geochimica delle aree vulcaniche e sismiche della Sicilia). (approfondimento)Chiaramente l’INGV e’ fondamentale per la gestione delle emergenze. In caso di emergenza sismica o di ripresa di attività dei vulcani il personale dell’Ente si preoccupa dell’analisi dei dati provenienti dalle reti di monitoraggio permanenti, nonché dell’installazione e gestione di reti di monitoraggio mobili, come avvenuto ad esempio durante la sequenza sismica del 1997 dell’Umbria-Marche, del 2002 in Molise o durante le eruzioni dell’Etna e dello Stromboli.  Inoltre l’INGV gestisce: gli Osservatori Ionosferici, che producono ionogrammi in  tempo reale,  gli Osservatori  Geomagnetici e la Rete Magnetica Nazionale, con  pubblicazione di annuari e carte geomagnetiche.  Il gruppo di Geofisica  Ambientale dell’INGV effettua il monitoraggio degli inquinanti per la ricerca e caratterizzazione di discariche e per l’individuazione nel sottosuolo di rifiuti  e fusti metallici contenenti materiali tossici. L’INGV svolge, tramite il Gruppo  Nazionale di Oceanografia Operativa, il monitoraggio del Mar Mediterraneo e del  Mar Adriatico rilasciando in tempo reale analisi e previsioni oceanografiche  delle correnti marine, della temperatura e delle altre variabili fisiche.
  • L’INGV svolge attività di ricerca scientifica di base nel campo della Geofisica (Vulcanologia, Sismologia, Geomagnetismo, Aeronomia, Geofisica Ambientale, Oceanografia e Climatologia). Cio’ implica la gestione e partecipazione a Progetti Finalizzati Nazionali (finanziati principalmente dal Dipartimento della Protezione Civile e dal Ministero dell’Università e Ricerca) ed Internazionali.

Impatto dell’Istituto sul piano internazionale nel campo della geofisica

L’INGV é il più grande istituto in Europa che svolga ricerca nell’ambito della geofisica (fonte http://sciencewatch.com/inter/ins/08/08jul-INGV/). Si tratta di un Ente che svolge ricerca di eccellenza scientifica che lo colloca tra i primi 10 al mondo.
In particolare l’INGV e’ classificato nel 2005 al 1° posto per pubblicazioni scientifiche tra le Istituzioni Scientifiche Mondiali che si occupano di vulcanologia ed al 4° posto per la sismologia.
Nei primi mesi del 2008 l’INGV è il centro di ricerca che ha registrato il maggiore incremento percentuale nel numero totale di citazioni relative a pubblicazioni nel campo della geofisica.

Ruolo del personale precario nell’INGV

Si tratta di personale altamente qualificato in una vasta gamma di competenze, sulla cui formazione – scientifica e tecnica – lo Stato ha investito milioni di euro. Molti hanno anche trascorso lunghi periodi di specializzazione (se non proprio l’intero periodo di PhD o Post-Doc) all’estero.
I precari svolgono mansioni del tutto equivalenti a quelle del personale a tempo indeterminato, pertanto hanno un ruolo fondamentale per garantire il monitoraggio sismico e vulcanologico del territorio nazionale sia per la sorveglianza 24h, sia per la realizzazione e gestione in piena efficienza delle reti di monitoraggio e delle situazioni di pronto intervento.

Alcuni esempi:

  • per la Sala Sismica di Sorveglianza 24h di Roma il 20% del personale è precario;
  • per la Rete Sismica Mobile attiva in fasi di calamità il 30% del personale e’ precario;
  • il servizio di monitoraggio e sorveglianza Sismica e dei Vulcani Attivi presso la Sala Operativa di Catania è svolto per il 30% da personale precario;
  • per i servizi di sorveglianza sismica e vulcanica 24h di Napoli circa il 20% del personale è precario;
  • per la gestione delle reti di monitoraggio di Napoli e la loro pianificazione oltre il 16% del personale è precario;
  • il servizio di monitoraggio e sorveglianza geochimica dei vulcani attivi e delle aree sismicamente attive è svolto pressa la Sala Operativa di Palermo e si avvale di personale precario per oltre il 50%;
  • la rete sismica nazionale nelle regioni del centro-sud è gestita quasi interamente da personale dell’Osservatorio di Grottaminarda (Avellino) che include 23 unità di personale, di cui 20 precarie. Questa sede (una infrastruttura di ricerca di eccellenza nelle aree di obiettivo 1) e’ stata creata nell’ambito di un programma (PRO.S.I.S.) finanziato con 15 milioni di euro dal Ministero della Ricerca Scientifica.

I precari contribuiscono in modo determinante anche all’attività di ricerca di base. Nel 2007 i ricercatori dell’INGV hanno pubblicato 490 articoli scientifici su prestigiose riviste internazionali. Ben 338 articoli, pari al 70%, hanno tra gli autori ricercatori precari.

I  ricercatori e tecnologi precari partecipano ai progetti finanziati dal Dipartimento della Protezione Civile in percentuale del 45% rispetto al personale di ruolo, coprendo grazie alle loro competenze in diversi casi dei ruoli di responsabilità e coordinamento. Il contributo ad altri Progetti Nazionali ed Internazionali avviene in misura confrontabile.

La forte incidenza del personale precario sul totale degli occupati è dovuta essenzialmente al fatto che l’Istituto, nato nel 2001, ha operato quasi esclusivamente in regime di blocco delle assunzioni. Non potendo reclutare ricercatori con contratti di lavoro a tempo indeterminato, l’INGV si è sforzato di migliorare la propria competitività sul mercato della ricerca ottenendo crescenti finanziamenti sui quali attivare e rinnovare contratti di lavoro flessibile.
Il personale precario è diventato così parte integrante delle risorse organiche dell’Ente e ha consentito soprattutto all’Istituto di onorare i vari impegni sia istituzionali che scientifici internazionali.

Storia del processo di stabilizzazione  e art. 37-bis del ddl 1441–quater

L’art. 1, comma 519 e 520 della Legge 27 Dicembre 2006, n. 296/’06, disponeva l’avvio delle procedure per la stabilizzazione dei dipendenti assunti con contratto di lavoro a tempo determinato aventi un totale di tre anni di servizio presso Enti Pubblici di Ricerca. Il personale inserito nelle graduatorie di stabilizzazione presso l’INGV ammonta a 175 unita’ (49% dei precari). Di questi contrattisti 25 sono stati gia’ assunti. I restanti “stabilizzandi” sarebbero stati assunti con contratto a tempo indeterminato progressivamente dall’INGV, secondo i fondi erogati all’ente dalle Finanziarie 2007 e 2008, entro il 2011.

Invece, le norme contenute nell’art. 37 – bis del ddl n. 1441 – quater approvato dall’XI Commissione Lavoro della Camera il 2 Ottobre 2008, approvato dalla Camera il 15 Ottobre 2008 e che sara’ votato al Senato nei prossimi giorni, introduce nuove disposizioni in materia di stabilizzazione. Tale emendamento abroga a partire dal 1 Luglio 2009 gli articoli delle Finanziarie 2007 e 2008 relativi alle stabilizzazioni (comma 1). Inoltre, il comma 2 di questo emendamento vieta con la medesima decorrenza di prorogare ulteriormente i contratti a tempo determinato degli “stabilizzandi” rinnovati “ope legis” ai sensi dell.art.3, commi 92 e 95 della legge 24/12/2007 n.244.
L’articolo indica che nel triennio 2009-2011 le Amministrazioni Pubbliche, inclusi gli Enti di Ricerca, potranno bandire concorsi per le assunzioni a tempo indeterminato, con una quota del 40% riservata ai dipendenti a tempo determinato con almeno 3 anni di anzianità alla data del 26 settembre 2006 (comma 3).

Quali sono gli effetti dell’art. 37 – bis del ddl n. 1441 – quater sugli Enti di Ricerca?

  1. Cancella le aspettative di stabilizzazione del personale inserito circa un anno fa nelle graduatorie degli stabilizzandi 2007 (abrogazione dell’art. 1 comma 519, 520 della Legge Finanziaria 2007).
  2. Vanifica lo sforzo realizzato dagli Enti per onorare i rinnovi “ope legis” dei contratti degli stabilizzandi e quindi costringe gli Enti a licenziare personale visto il divieto di prorogare i contratti a decorrere dal 1 Luglio 2009 (comma 2).

Concorsi?

La prospettiva di risolvere il problema del precariato negli Enti di Ricerca mediante l’applicazione del comma 3 (nuovi concorsi) risulta poco credibile a causa degli effetti della Legge 133/’08 promulgata il 4 Agosto 2008  (“Legge Brunetta”) che prevede il taglio del 10% della dotazione organica degli Enti di Ricerca (art. 34).

Da notare che la legge prevede il divieto di proroga oltre i 5 anni di altre forme di lavoro flessibile. 

Per fare un esempio, l’applicazione della Legge 133/08 cancella tutti i posti attualmente vacanti presso l’INGV (28 posti su 584). Pertanto nessun concorso potrà essere bandito dall’INGV nei prossimi anni e, a partire dal 1 Luglio 2009, i contratti degli “stabilizzandi” saranno progressivamente risolti al loro scadere, senza possibilità di rinnovo (licenziamento) per chi ha maturato maggiore esperienza.

Il risultato prevedibile è la fuga dei giovani ricercatori all’estero, bloccando ogni possibilità di sviluppo dell’INGV.

commenti
  1. laura scrive:

    sono giorni che sto cercando di vedere il monitoraggio dei terremoti , togliete quella pagina che blocca tutto !!!!!!!

  2. anto71 scrive:

    Cara Laura, non e’vero che blocca tutto. Nonostante si fosse pensato anche a questa possibilita’il banner resta solo 60 secondi, dopo di che puoi accedere alle informazioni come prima.

    E’la buona volonta’dei dipendenti INGV, compresi il 40% di precari che svolgono ruoli strategici nel monitoraggio sismico, vulcanico e geochimico che consente all’istituto di fornire informazioni utili al pubblico. Con l’emendamento ammazzaprecari cio non sara’piu’assicurato, quindi tutte le attivita’non legate alle convenzioni con la protezione civile, saranno a rischio per mancanza di personale.

    Per lamentele puoi rivolgerti al ministero della funzione pubblica o al miur.

  3. Francesco scrive:

    Non piangete come siete abituati a fare…tutti questi anni di precariato in fondo vi hanno formato, vi hanno fatto sentire importanti, avete preso contatti con il mondo del lavoro esterno e siete quindi abili per un altro lavoro magari lo troverete molto presto vedrete, magari tramite qualche concorso come è giusto che sia per tutti…non ci sono persone privilegiate solo come voi…cè gente in Italia, specialmente del sud e come voi, che non ha neanche una parte di lavoro e di stipendio come lo avete avuto voi ed è molto più intelligente e capace rispetto ad alcuni di voi…non ha raccomandazione, quindi non piangetevi come siete abituati a fare. Se andate a casa in fondo non gli frega niente a nessuno…ci sono cose molto più importanti, ci sono altri precari da sistemare prima di voi…voi state dietro un PC e seduti mentre altri rischiano quotidianamente la vita con il lavoro che fanno…abbiate pazienza e andatevene a casa…largo ai NONNI…

  4. antonio scrive:

    Ma a L’Aquila?

  5. antonio scrive:

    Ma a L’Aquila?Non siete intervenuti? A Francesco vorrei dire che la formazione e l’esperienza viene protratta e rinnovata negli anni e decenni, sono cosa risapute poi magicamente l’ultimo arrivato è assunto indeterminato.

  6. Marino scrive:

    chi critica come Francesco e Antonio (e chi sono poi?) si deve vergognare di quello che scrive. il lavoro precario, qualunque esso sia è una forma di sfruttamento, sia che venga svolto da impiegati dietro ad un PC sia che si tratti di operai non specializzati. è la solita guerra fra poveri che i regimi totalitari (quale noi siamo attualmente in Italia) che ci tiene ad alimentare. dividi et impera

  7. paolo bove scrive:

    Salve io abito nella Marsica, nello specifico ad Avezzano AQ, vorrei permettermi di darvi un consiglio: STACCATE I SISMOGRAFI E RIACCENDETELI SOLO DOPO CHE IL VOSTRO LAVORO ABBIA LA GIUSTA RETRIBUZIONE.

  8. Agnese scrive:

    Che cosa si può dirvi dopo le recenti nomine del direttore e del capo ufficio stampa…

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